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Rovesci d'Arte

Aquila, Ornaghi in visita alle rovine

L’Italia surreale va in onda. Ecco alcune spigolature di fine estate nel campo dei cosiddetti beni culturali. Un riassuntino per chi fosse tornato dal mare in ritardo…

  1. L’Aquila: il Giappone (i progetti degli architetti, gli studi sul territorio) e l’Emilia stessa hanno dimostrato che un’altra via sarebbe stata possibile rispetto all’incuria e alle alienanti new town che hanno creato solo generazioni di depressi. Ma nessuno sembra accorgersene. Almeno fino ad oggi, quando tutto il parterre del Mibac (il

    ministero per i beni culturali) ha deciso di recarsi in visita ai cantieri. «L’entità dei progetti di ricostruzione dal 2013 al 2021 è in totale di 525 milioni di finanziamenti. Uno sforzo gigantesco, ma questa è una buona impostazione, in termini di metodo e in termini di contenuto», ha detto il ministro Ornaghi. Ha parlato come se il terremoto fosse avvenuto ieri l’altro e non tre anni fa. Ha pure aggiunto di essere andato all’Aquila per dare un segnale e che il trauma del sisma è difficilmente superabile. Certo, con questa tempestività bisogna credergli sulla parola.
  2. Il Colosseo è diventato patrimonio tutelato con tanto “zona rossa”. Prima era “solo” commissariato. Siccome il patron della Tod’s possa sganciare i 25 milioni, si teme – fortemente – un collasso del monumento. E dopo, come pubblicizzare le scarpe di fronte a un cumulo di macerie?
  3. Dopo mesi di tortura mediatica, di illusioni e speranze (esiste davvero qualcosina, pure uno sgorbio, della perduta e leggendaria Battaglia di Anghiari di Leonardo?), soldi del National Geographic, sponsorizzazioni spericolate del sindaco Renzi, la ricerca in palazzo Vecchio chiude i battenti. In senso letterale: vengono risigillati i fori praticati sul dipinto di vasari per far entrare la sonda a perlustrare l’intercapedine “scoperta”, la sovrintendente Acidini dà l’ok e volta pagina. Leonardo svanisce in una bolla di sapone. Ma non era una indagine di quelle che fanno la storia?