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Islamismo

Appello da Tunisi per i tunisini in Italia

La situazione in Tunisia è molto preoccupante: finora solo il 2 per cento degli aventi diritto al voto si sono iscritti alle liste elettorali e la scadenza è il 2 agosto, mancano pochissimi giorni. Qui si sta facendo ogni sforzo, soprattutto da parte delle donne – ma anche le istituzioni sono impegnate – perché ci si iscriva alle liste, altrimenti il 23 ottobre non si potrà votare per la costituente. Qui ci chiedono di sollecitare anche i tunisini all’estero perché si iscrivano presso i consolati per poter votare e contribuire a fermare gli islamisti.

I pericoli sono molti, non si capisce cosa vogliono fare gli islamisti, prima volevano le elezioni subito, adesso non si sa se vogliono ancora le elezioni. C’è chi teme che queste elezioni non ci saranno nemmeno. E questo comprometterebbe tutto il processo democratico. Gli islamisti di Enanhda che, almeno ufficialmente, avevano un discorso moderato (non altrettanto con la base), ora sono diventati molto più aggressivi, sono condizionati dalla stessa base. Sono cominciate le intimidazioni soprattutto contro le donne.

Per chi, come me, ha vissuto l’esperienza algerina tutto è molto preoccupante anche se forse è vero, come dicono in molti. che i tunisini non rinunceranno mai al loro modo di vivere….. speriamo. Ma intanto raccolgo l’appello dei democratici tunisini e invito tutti i tunisini che vivono in Italia a sostenere la democrazia nel loro paese.

  • Valter Di Nunzio

    La presente situazione di dissaffezione dei tunisini dipende esclusivamente dall’atteggiamento della Commissione Elettorale, presieduta dal sig. Kamel Jendoubi, chairman Euro-Mediterranean Human Rights Network ed espressione, più o meno diretta, dell’Unione Europea. Devo ricordare che le elezioni erano fissate per il 24 luglio e che la Commissione Elettorale, con la sua decisione di spostarle a Ottobre, ha scatenato delle proteste estese in tutto il Paese, coivolgenti non solo i movimenti islamisti ma anche settori di popolazione totalmente diversi.
    L’impressione gattopardesca di “cambiare tutto per non cambiare niente”, con la scusa della Costituente (la più vecchia del mondo, da quando esistono le elezioni) è quella che prevale sopratutto fra gli immigrati tunisini all’estero, i quali per anni hanno visto false riforme e false modernizzazioni. Un esempio microscopico che però dà l’idea: se oggi un immigrato tunisino in Europa vuole non solo vendere ma anche circolare in Tunisia, per più di tre mesi, con la sua auto comprata in Europa non può farlo; se, invece, vuole aprire una ditta non residente viene sottoposto a una serie inenarrabile di passaggi burocratici mentre una ditta europea apre in un mese. Non sarà anche per questi motivi che un ambulante si è dato fuoco? Qual’è il valore aggiunto della democrazia per la povera gente?

  • Valter Di Nunzio

    Invio il testo in francese dell’ultimo comunicato stampa di En-nadha del 19 luglio “TUNIS – Le mouvement islamiste tunisien Ennahda a condamné mardi la violence, d’où qu’elle vienne, et a assuré que les élections auraient bien lieu le 23 octobre, lors d’une conférence de presse à Tunis.

    Nous dénonçons la violence d’où qu’elle vienne, que ce soit de manifestants ou de forces de sécurité, a déclaré le président d’Ennahda Rached Ghannouchi, alors que son parti est pointé du doigt dans les troubles qui ont secoué le pays au cours des derniers jours.
    (©AFP / 19 juillet 2011 13h20)
    Come potete leggere si condannano le violenze in corso (ivi compreso il blitz dei salafiti al cinema di Tunisi) e si conferma la fiducia nel processo elettorale

  • giuliana

    sig di nunzio il suo cinismo è rivoltante e anche la manipolazione dell’informazione
    giuliana

  • giuliana

    A Di Nunzio, siccome sono a Tunisi so benissimo cosa ha detto Ghannouchi in una conferenza stampa che è andata al di là del comunicato
    giuliana

  • enrico

    Rispondo al Sig Di Nunzio, che secondo me sta dando delle informazioni del tutto inesatte.
    E parto dagli esempi che porta, che per quanto banali e forse non del tutto rilevanti, denotano che il sig Di Nunzio ben poco conosce della situazione tunisina e del perche’ esistono certe norme.

    La normativa sull’importazione di automobili non e’ cosi’ stretta, il tunisino che rientra ha diritto a portarsi una e una sola auto, per sdoganarla in esenzione fiscale esiste una procedura piuttosto precisa, se ci si attiene l’auto si importa in brevissimo tepo. Il fatto e’ che generalmente il tunisino che rientra defintivamente di auto ne ha gia’ importate, a suo nome, per il fratello, il cognato, o per farne commercio.. poi quando deve rientrare per sempre si trova ad aver “bruciato” la franchigia che aveva, e quindi si dispera.
    E comunque un tunisino puo’ girare con un’auto estera per un totale di 9 mesi + 3 con motivata ragione, se non puo’ farlo e’ perche’ e’ stato segnalato all’Agenzia delle Dogane per aver gia’ usufruito almeno 2 volte del periodo di concessione con la stessa automobile.

    un cittadino tunisino puo’ aprire una societa’ off-shore in 48 ore, esattamente come un europeo, con la differenza che il capitale richiesto a un tunisino e’un terzo rispetto a quello chiesto a un europeo, e questo lo so perche’vivo a Tunisi e ho 3 aziende off-shore mie.
    Un tunisino puo’, a differenza di un europeo, aprire anche delle societa’ di trading off-shore, con un capitale molto ridotto.

    un giovane imprenditore tunisino usufruisce di franchige fiscali, incentivi e rimborsi a fondo perduto che in europa sono impensabili: il problema e’ che, generalmente, il giovane tunisino con una buona idea apre la sua aziendina, e prima di fare la prima esportazione ha gia’ tutta la famiglia che gli ha chiesto prestiti, poi si e’ subito comprato l’auto nuova per far bella figura, e di conseguenza fallisce prima di poter chiedere il rimborso a fondo perduto dell’investimento!

    io in Tunisia ci vivo e ho partecipato attivamente alla rivoluzione, con tutti i miei concittadini: di sconteti per il posticipo delle elezioni ci sono solo Ennadha, il POC e alcune frange politiche dell’ UGTT. oggettivamente non c’erano e non ci sono le condizioni minime di sicurezza fisica dei seggi elettorali, ci fossero elezioni adesso in tutte le aeree non metropolitante potrebbe succedere qualunque cosa ed e’ sicuro che Ennadha farebbe danni grossi.

    giudicare dall’Europa senza conoscere il territorio, la lingua e la mentalita’ della gente di Tunisia e’ facile, ma si fanno errori di una ingenuita’ avvilente.

    io credo francamente che le elezioni slitteranno oltre il 23 Ottobre, me lo auguro, perche’ per il momento abbiamo da gestire il confine libico, quello e’ il vero problema: un colabrodo dal quale passano armi e salfiti, che in europa non si sa, ma ne pizzicano ogni giorno.

    Enrico

  • alvise

    Perchè sig.ra Sgrena si meraviglia dei ragionamenti di W. Di Nunzio ?
    Mi chiedo se lei si immagina tanti “Di Nunzio”, provenienti dal Magreb con diritto di voto in Italia ?
    La Lega Nord al confronto è un gruppo di boy scouts.

  • youness

    Non capisco perche L’occidente si ostina a combattere contro l’islam. Noi arabi vogliamo essere governati con le nostre leggi.l’occidente che per interessi ci ha massacrato per decenni non ha alcuna voce in capitolo.

  • Valter Di Nunzio

    @enrico Lei vive in Tunisia, io no. Ma io sono in grado di spedirle i documenti di un ragazzo tunisino immigrato in Italia, che è venuto in Tunisia pochi giorni prima dell’insurrezione, che credeva di poter sdoganare la sua macchina esattamente come dice lei, esattamente per il motivo che non ha mai importato altre auto. Invece gli è stato praticamente impedito di farlo dalla dogana e gli è stato detto (contravvenendo alla stessa legge della Tunisia) che il sistema dei 9 mesi + 3 vale solo per i “mezzi da lavoro”. Ovviamente il ragazzo ha partecipato come lei alla rivoluzione, fregandosene altamente del destino della sua auto. Se vuole le fornisco anche la documentazione di quanto tempo ha messo un altro cittadino tunisino, sempre immigrato in Italia, ad aprire una off-shore (alla fine è riuscito)
    @tutti prendo atto che i veri democratici sono coloro che rinviano le elezioni mentre i totalitari sono quelli che le vogliono prima possibile. Anzi il sig. Alvise è democraticissimo perchè vorrebbe che alcune persone non votassero mai. E’ la vera essenza della democrazia.
    @ lina. Quello che dice sui documenti egiziani è verissimo. Vuole scommettere qualcosa che un Governo islamsista sarebbe prontissimo ad eliminare queste norme consolidate da quarant’anni di laicismo?

  • Valter Di Nunzio

    Una piccola aggiunta. Noto che per il sig. Enrico, che vive in Tunisia, anche il 23 ottobre è una data troppo vicina per le elezioni, nonostante la rivoluzione sia durata tre settimane. Invece in Italia nel 1946, dopo venti anni di dittatura, cinque anni di guerra di cui 19 mesi di guerra civile, con un Paese distrutto e praticamente occupato, senza che fosse ancora firmato il trattato di pace si ritenne, giustamente, che fosse giusto votare il prima possibile. Credo veramente che abbia ragione Youness: l’Occidente dovrebbe accettare che gli altri vivano come vogliono loro.

  • giuliana

    @valter se vuol fare propaganda islamista questo non è il blog adatto, si rivolga altrove non le macherà lo spazio
    giuliana

  • giuliana

    @valter, sta a loro decidere, anche la data delle elezioni o no?
    giuliana