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Bar Condicio

Animali, animalisti, bestie e social network

Animali e comunicazione, connubio ben noto fin dagli albori dell’umanità. Simbolismi e allegorie hanno accompagnato lo sviluppo delle civiltà dalla preistoria ad oggi. E lo faranno anche domani. Ai nostri giorni il movimento animalista è forte, è diventato un soggetto politico riconosciuto ed il rispetto per gli animali e per tutte le forme di vita è diventato patrimonio di tutti i partiti politici. Almeno a parole. Bene. Una vittoria culturale non da poco. Accade, però, che il fanatismo si impossessi degli animi (ma non degli animali per fortuna) e che i social network si trasformino in tribunali speciali dove celebrare squallidi processi sommari. A carico di innocenti, vituperati e insultati da fondamentalisti coraggiosissimi quando sono alla tastiera, un pochino più vigliacchi quando si parla de visu. E’ accaduto ad un’associazione, ‘Ciboprossimo’, che informa e sostiene la produzione di cibo genuino e di qualità, prodotto in armonia con la natura. Lontana dalle lobby, estranea ai circuiti della grande distribuzione, vicina ai contadini ed a chi sceglie di vivere in armonia con la terra. Cibo e natura, rispetto per gli uomini e la terra. Questi ragazzi, senza alcun finanziamento, svolgono un gran lavoro di ricerca e segnalazione delle eccellenze alimentari e pian piano, faticosamente, si sono fatti un nome ed i loro siti (www.ciboprossimo.net e https://ciboprossimo.wordpress.com/) son diventati un punto di riferimento per migliaia di buongustai ambientalisti. Nei loro giri sono incappati in una disavventura: hanno segnalato, con tanto di foto, un pastore che produce buoni formaggi, ma che è sotto processo per aver bastonato a morte un cane. Un atto crudele che non ha giustificazioni e per il quale è sotto processo. Il sito e la pagina facebook di Ciboprossimo sono stati presi d’assalto da sedicenti animalisti, a nulla è valsa la rimozione della foto e le scuse dello staff, che, chiaramente, ignorava il fatto. Niente. La furia dei fanatici animalisti si è scagliata contro chi da anni si batte per il cibo di prossimità ed il rispetto della natura e degli animali. Questo racconto è certamente un piccolo un piccolo fatto rispetto ai grandi eventi della politica e della cronaca, ma indica con grande chiarezza il cortocircuito mediatico che il fanatismo scatena sui social network, colpendo indistintamente anche realtà virtuose. E’ fascismo virale, idiozia elevata a rango di idea. Cin!

Ps, se a qualche imbecille venisse in mente di dire che odio gli animali, sappia che sono stato capo-ufficio stampa dei Verdi, che ho amici tra i maggiori (e più seri) leader animalisti italiani e mi sono impegnato in tutte le maggiori battaglie ambientaliste combattute in Italia negli ultimi anni. In prima persona, non scrivendo insulti protetto dall’anonimato di una tastiera. Cin di nuovo.

  • http://smillaontheroad.wordpress.com Sean O’Connor

    Caro Alicandro, la questione non è amare od odiare gli animali, nemmeno essere o essere stati dei verdi. Il rapporto con l’animale altro è vissuto, purtroppo anche da chi non è uno sgozzatore di agnelli, come non paritario nei diritti e nel riconoscimento che nessuna specie è superiore a un’altra. Come nessun uomo bianco è superiore a un asiatico, o a un africano, un etero a un omosessuale, un uomo a una donna.Ciò non toglie che, se l’associazione era ignara dei misfatti di quel pessimo individuo, di certo non andava attaccata a prescindere. Su questo le do ragione come concordo con Umberto Eco nel dire che i social media danno diritto di parola a legioni di imbecilli!