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losangelista

Angeli e Demoni in America

La polemica e’ divampata quando la City University of New York (CUNY) ha annunciato di ritirare l’offerta di una laura honoris causa a Tony Kushner per le sue vedute troppo anti-sioniste e anti israeliane. In realta’ lo scrittore che ha sempre tuttaltro che rinnegato la propria forte identita’ ebraica, si e’ limitato a criticare la pulizia etnica come atto fondativo di Israele e il trattamento dei Palestinesi nei territori occupati. Kushner e’ il premio Pulitzer il cui Angels in America e’ considerato uno dei testi fondamentali del teatro americano moderno. Successivamente adattato nella miniserie-capolavoro di Mike Nichols e’ una tragicommedia allucinatoria su AIDS, religione, maccartismo, omosessualita’ e idealismo. Temi che tornano in certa misura anche  nel suo ultimo lavoro appena andato i scena al Public Theater,  The Intelligent Homosexual’s Guide to Capitalism and Socialism With a Key to the Scriptures, che parla di un vecchio militante del partito comunista americano alle prese con la disillusione rivoluzionaria e l’era post-ideologica. Kushner e’ insomma uno degli esponenti piu’ brillanti della sinistra jewish americana, il  che spiega la campagna montata contro di lui dalla lobby  dei falchi pro-israeliani – anche se non la decisione infausta e censoria della CUNY. Da allora l’universita’ ha annunciato il probabile dietrofront ma il caso ha riacceso il dibattito sull’influenza dell’oltranzismo filoisraeliano su molti campus americani e, come scrive il Daily Beast,   sull’ipotesi di una Israele laica, capace di districarsi dall’ortodossia estremista che assieme ai milioni di forzati dei territori tiene  ostaggio anche l’anima democratica e il futuro del paese.  Un dibattito che molti hanno evidentmente voglia di sopprimere preventivamente.

  • alvise

    Noi abbiamo già le nostre gatte dea pelare con Berlusca, perchè dovremmo interessarci a questo caso ?
    L’articolo non lo spiega.
    Forse che un dibattito in corso a NY su potenziali censure preventive ci deve preoccupare più di quanto accade nei Paesi sull’altra sponda del Mediterraneo ?
    Siamo forse davanti a un classico caso di “fuga dalla realtà”, perchè questa non corrisponde ad nostro modello ?

  • luca celada

    Uno potrebbe difendere il post come rilevante alle dinamiche dei dibattiti che dagli ambienti ebraici americani infleunzano profondamente cio’ che avviene in Israele e quindi in medioriente e quindi nel mondo, magari giustificarsi con la genuina ammirazione per l’artista in questione (Kushner) che inviteremmeno tutti conoscere meglio. Ma naturalmente e’ futile e stolto. Ognuno segue i propri interessi come meglio crede; noi proponiamo semplicemente fatti e notizie che colgono il nostro occhio e ovviamente siamo responsabili quando li commentiamo e in modo prosaico o banale. Il commento di Alvise pero’ credaimo meriti ulteriore attenzione perche’ ci sembra vada piu’ in profondita’ di un semplice disaccordo. Innazitutto perche’ considera la notizia inutile, implicando una funzione prettamente utilitaria del’informazione che francamente ci sembra restrittiva. La motivazione e’ ni qualche modo che l’interesse stesso per qualcosa che esca dalla sfera prettamente nazionale viene considerato anomalo e questo ci sembra pericolosamente autarchico. Lo rileviamo perche’ ci sembra un sindrome parecchio diffusa, particolarmente vista dall’estero, da dove l’Italia appare in un orbita sempre piu’ esterna rispetto al dialogo globale su molti temi – un satellite alla deriva in preda ad un palinsesto impazzito col quale, certo, si e’ obbligati a fare i conti ma allo stesso tempo il solipsismo, isolante e ossessivo, e’ forse un ulteriore sintomo malsano. Ecco non vorremmo che se non c’e’ di mezzo “Berlusca” ogni altro interesse venga considerato fuga dalla realta’ – forse una boccata di inernazionalismo qua e la’ male non fa.
    LC

  • alvise

    Accetto la critica.
    Nel voler essere sintetico forse non mi sono spiegato bene.

    La mia intenzione, usando il termine Berlusca, non voleva essere circoscritta ai suoi casi personali, ma al sistema italia che sta andando a rotoli, anche per causa sua.

    Tornando al pezzo, vorrei osservare che il mondo ebraico americano ha sempre goduto di una libertà inaudita a Tel Aviv e intollerabile a Gerusalemme. Tuttavia nei momenti “pericolosi” per Israele si è poi sempre compattato e di fatto allineato dietro il Governo in carica in quel momento.

    Ecco perchè , rispetto alle sorti del sig. Kushner, trovo decisamente più coivolgente sapere e capirne di più in merito a quanto sta accadendo al Cairo, dove è possibile che un Governo “più fondamentalista” prenda il potere.
    In quella circostanza credo che del sig. Kushner e di cosa lui dice interesserà ben poco : a New York come a Tel Aviv o a Roma.
    Tutto qui !