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losangelista

Ancora Street Art

La grande mostra di street art di cui abbiamo parlato sotto continua a generare cronaca legata al  paradosso dell’istituzionalizzazione di un movimento fondamentalmente anarchico. Sui muri attorno al museo che racchiude una selezione di street art “curata” si assiste in questi giorni ad un rifiorire di graffiti non autorizzati che hanno provocato la dura reazione della polizia di Los Angeles, nemica naturale dei tagger contro cui conduce una guerra decennale (e spesso oggetto – vedi sopra – degli omaggi dei muralisti) . Al  tenente Richter dell’LAPD  non interessano gli scacabocchi sulle pareti interne del museo  mentre quelli fatti all’esterno sono, ha precisato al Los Angeles Times,  opera di vandali passibili di prosecuzione penale. Fra questi c’e’ stato anche Space Invader, l’artista francese celebre per i mosaici ispirati al famoso videogioco e noto ora anche per il suo ruolo in Exit Though the Gift Shop, il film di Banksy, arrestato nei pressi del museo con un secchio di gesso e una  cazzuola.   Le sue opere fanno parte della mostra “ufficiale” del museo ma quando ha tentato di apporre street art su una vera street e’ stato fermato e apparentemente deportato dalla polizia che ha annunciato tolleranza zero. “Rispettiamo il diritto di organizzare mostre,”  ha detto Richter  “ma intendiamo difendere la proprieta’ privata”  e poi, cogliendo perfettamente lo spirito di un mostra che celebra il contributo artistico dei writer di LA, ha aggiunto   “se vogliono fare gli artisti, che si comprino una tela”.

  • andrea rocco

    bellissimo post ciao
    andrea