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losangelista

Ancora Scientology

Tom Cruise e David Miscavige, capo di Scientology

Il nostro post sulle dimissioni del regista Paul Haggis dalla chiesa di Scientolgy ha provocato l’immediato commento di Fabrizio D’Agostino, rappresentante di Scientolgy in Italia.  La solerzia di D’Agostino nel pattugliare internet e controbattere ogni riferimento negativo alla propria fede  e’ sicuramente esemplare e ci sentiamo onorati di non essere stati trascurati nella nostra piccola nota sull”apostasia” di Paul Haggis – “tradimento” eccellente di cui naturalmente a Hollywood si parla parecchio specie in seguito al citato articolo del New Yorker, che ha raccolto i giudizi assai negativi del regista sulla sua ex religione. La battaglia di Scientolgy per essere considerata “vera religione” e’ in fondo comprensibile dal punto di vista di un organizzazione per la quale la legittimizzazione significa un maggior numero di potenziali adepti e, per la sua struttura commerciale, maggiori fatturati. Ci sentiamo addirittura di associarci al consiglio dello stesso D’Agostino e invitare ognuno alla visione di uno dei video postati sul sito Scientology, ad esempio una delle prediche di David Miscavige,  per lasciare ad ognuno la valutazione sulla surreale ibridazione di  televendita, iconografia kitsch e telepromozione berlusconesca con cui e’ confezionata la liturgia scientology.  Ognuno naturalmente e’ libero di praticare i percorsi spirituali e esistenziali che meglio crede, siano religiosi, politici o laici – perfino la psicanalisi, che scientology considera invece alla stregua di pernicioso lavaggio del cervello. Il successo di Scientology e’ semmai un dato atropologico sul bisogno degli homo sapiens di associarsi in comunita’ “religiose” – mentre crediamo che altre siano le valutazioni possibili sulle aggressive campagne legali e di immagine con cui questa chiesa persegue i propri interessi e combatte, spesso con la diffamazione, il punto di vista dei numerosi “apostati”. Quanto alla “percezione delle nuove religioni come pericolose per la liberta’ di religione e per l’ordine pubblico”  citata da D’Agostino ci dissociamo con forza dato che ci sembra ben assodato che lo siano in medesima misura le religioni tutte. Antiche, recenti e di ogni epoca i sistemi di credenza organizzati attorno a dogmi assoluti sono intransigenti e intolleranti per definzione, fonte storica e costante di flagello di cui diffidiamo profondamente anche quando dispongono di luccicanti siti internet..