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Antiviolenza

Ancora domiciliari a chi è accusato di stupro di gruppo su una minore

Questa volta non commento ma pubblico quello che hanno scritto diverse testate (Rainews24,  Ansa, Messaggero) premettendo che

L’Art.274 definisce le esigenze cautelari ed almeno una delle 3 deve sussistere perché si possa applicare una misura cautelare:
pericolo di inquinamento prove, per l’acquisizione stessa della prova o per la genuina acquisizione della prova. Ci deve essere la motivazione dell’ordinanza del giudice che dispone la misura; sono specifiche ed inderogabili esigenze in relazione a situazioni di concreto e attuale pericolo di inquinamento prova che devono risultare dal provvedimento del giudice. Il legislatore del 1995 ha precisato dicendo che le situazioni di pericolo non riguardano chi si rifiuta di dare dichiarazioni; le misure cautelari non possono servire per ottenere collaborazione;
pericolo di fuga, quando si è dato alla fuga; si dispone la misura se si ritiene che in concreto si possa irrogare una pena superiore a 2 anni di reclusione;
pericolo della commissione di delitti: serve un pericolo concreto per specificare le modalità del fatto e la personalità dell’autore, che questo commetta gravi delitti, o di criminalità organizzata, o della stessa specie per cui si procede.
Si vuole evitare che ci siano applicazioni facili. Il ragionamento del giudice deve essere espresso nella motivazione; il codice richiede una motivazione particolarmente ampia e precisa, assimilabile in tutto ad una sentenza.

E una violenza di gruppo su una minore, oltre ai tre pericoli suddetti, mi sembra un’ampia motivazione, soprattutto se gli imputati in attesa di giudizio vivono nello stesso luogo, magari un paesino, dove vive la vittima, una “convivenza” che la vittima dovrà subire durante tutto l’arco dello svolgimento del processo. Ci sono imputati accusati di reati meno gravi che aspettano la sentenza definitiva reclusi per anni.

Video sul Processo per stupro - 1979 (clicca sull'immagine)

Rainews 24 – I giudici hanno applicato una recente pronuncia della Corte Costituzionale

Concessi i domiciliari ai due giovani del frusinate accusati di stupro

Il Tribunale del riesame di Cassino ha concesso gli arresti domiciliari applicando una recente sentenza della Corte Costituzionale che prevede la possibilità di misure cautelari alternative al carcere in caso di violenza sessuale di gruppo. La pronuncia dei giudici riguarda il caso di due ventenni del frusinate – in carcere dallo scorso agosto – accusati di violenza sessuale di gruppo su una ragazza minorenne.

Cassino, 14-03-2012 – Sono stati concessi gli arresti domiciliari ai due ventenni del Frusinate, in carcere dal 6 agosto scorso per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una minorenne. Ha così trovato applicazione una recente sentenza della Cassazione, secondo la quale sono possibili misure alternative al carcere in caso di stupro di gruppo. La decisione è stata adottata dal Tribunale del riesame di Cassino (Frosinone), dopo aver preso atto della pronuncia della Cassazione. La ragazzina, all’uscita da un pub nella notte tra il 23 e il 24 giugno 2011 tra Sora e Isola Liri (Frosinone), venne avvicinata dai due giovani, di 24 e 21 anni, che la fecero salire nella loro auto per accompagnarla a casa. La giovane era con la sorella maggiorenne, che proseguì a piedi. La violenza, secondo le indagini, si sarebbe consumata in una stradina nelle campagne di Sora. I due giovani, però, hanno sempre respinto ogni addebito, sostenendo che la giovane fosse consenziente. Il Tribunale del riesame di Cassino aveva confermato il carcere per i due, ma la difesa aveva proposto ricorso in Cassazione. I supremi giudici hanno annullato la decisione del riesame stabilendo – con interpretazione estensiva di una sentenza della Corte Costituzionale – che per la violenza sessuale di gruppo non è obbligatorio optare per il carcere ma possono essere concesse anche misure cautelari meno afflittive. Riesaminato, dunque, il caso, il tribunale del Riesame ha concesso i domiciliari ai due giovani accusati dello stupro”.

Ansa – Da tribunale Cassino domiciliari per stupro di gruppo

Dopo sentenza Cassazione su misure alternative a carcere

14 marzo, 16:36

(ANSA)-SORA (FROSINONE),14 MAR- Concessi i domiciliari a due ventenni del Frusinate, in carcere dal 6 agosto scorso per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una minorenne. Ha cosi’ trovato applicazione una recente sentenza della Cassazione, secondo la quale sono possibili misure alternative al carcere in caso di stupro di gruppo.La decisione e’ stata adottata dal Tribunale del riesame di Cassino.I 2 giovani fecero salire la ragazzina sull’auto per accompagnarla a casa ma poi deviarono verso le campagne.

Messaggero – Stupro di gruppo su minorenne a Frosinone: concessi i domiciliari

Ha così trovato applicazione la sentenza della Cassazione che stabilisce misure alternative al carcere

FROSINONE – Sono stati concessi i domiciliari a due ventenni del Frusinate, in carcere dal 6 agosto scorso per violenza sessuale di gruppo nei confronti di una minorenne. Ha così trovato applicazione una recente sentenza della Cassazione, secondo la quale sono possibili misure alternative al carcere in caso di stupro di gruppo. La decisione è stata adottata dal Tribunale del riesame di Cassino (Frosinone), dopo aver preso atto della sentenza della Cassazione. Il processo a due giovani accusati di aver violentato la ragazzina di Sora è fissato per venerdì davanti al Gup di Cassino. La ragazzina, all’uscita da un pub nella notte tra il 23 e il 24 giugno dello scorso anno tra Sora e Isola Liri (Frosinone), venne avvicinata dai due giovani, di 24 e 21 anni, che la fecero salire nella loro auto per accompagnarla a casa. La giovane era con la sorella maggiorenne, che proseguì a piedi. La violenza, secondo le indagini, si sarebbe consumata in una stradina nelle campagne di Sora. I due giovani, però, hanno sempre respinto ogni addebito, sostenendo che la giovane fosse consenziente. Il Tribunale del riesame di Cassino aveva confermato il carcere per i due, ma la difesa aveva proposto ricorso in Cassazione. I supremi giudici avevano annullato la decisione del riesame stabilendo, con interpretazione estensiva di una sentenza della Corte Costituzionale, che per la violenza sessuale di gruppo non è obbligatorio optare per il carcere ma possono essere concesse anche misure cautelari meno afflittive. Riesaminato, dunque, il caso, il tribunale del Riesame ha concesso i domiciliari ai due giovani accusati dello stupro. «Sono soddisfatto – dice all’Ansa l’avv. Lucio Marziale, che con il collega Nicola Ottaviani difende uno dei due giovani (l’altro è assistito dagli avvocati Di Mascio e Di Passa) – perché la sentenza della Cassazione ha restituito al giudice la libertà di decidere. Il giudice è l’unico che deve poter valutare la situazione».