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Antiviolenza

Amnesty International sul femmicidio

Dall'inizio del 2012 le donne uccise da mariti, ex e familiari, sono circa 60 (comprese le vittime collaterali)

Per la prima volta Amnesty International dichiara che il nostro Paese “deve superare la rappresentazione delle donne come oggetti sessuali e mettere in discussione gli stereotipi sul ruolo di uomini e donne nella società e nella famiglia”. Nell’ultimo Rapporto annuale, presentato due giorni fa a Roma, l’organizzazione che vigila sulle violazioni dei diritti umani in tutto il mondo,  fa un richiamo esplicito all’Italia riprendendo in toto le raccomandazioni del Comitato Cedaw – che controlla l’applicazione  della “Convenzione per l’eliminazione di tutte le forme di discriminazione contro le donne” dell’Onu da parte dei paesi che l’hanno ratificata, tra cui c’è anche il nostro Paese –  fatte dopo la presentazione del “Rapporto Ombra” redatto dalla “Piattaforma Cedaw – 30 anni in corsa” e presentato l’anno scorso a New York, sulla condizione delle italiane. Chistrine Weise, presidente di Amnesty International Italia, dice che il problema degli stereotipi femminili e quello della violenza di genere, sono da considerare come priorità in Italia, e che l’elevato numero dei femmicidi che si stanno susseguendo giorno dopo giorno nel nostro Paese, dimostra la necessità di un intervento da parte delle Istituzioni e del Governo. “Per combattere la violenza di genere e i femmicidi, la prima cosa è il sostegno economico ai centri antiviolenza che devono essere finanziati e rafforzati –  ha detto Weise – e lo dico non come opinione personale ma in quanto presidente di Amnesty in Italia. L’assenza di un’azione reale per contrastare il fenomeno, è da considerare come una delle violazioni dei diritti umani molto grave”.

  • RAPPORTO AMNESTY INTERNATIONAL 2012 

Restrizioni alla libertà d’espressione in almeno 91 paesi

Maltrattamenti e torture in almeno 101 paesi, soprattutto nei confronti di persone che avevano preso parte a manifestazioni antigovernative

Condanne a morte eseguite in 21 paesi

Condanne a morte emesse in 63 paesi

Almeno 18.750 prigionieri nei bracci della morte

Almeno il 60 per cento delle violazioni dei diritti umani documentate da Amnesty International è legato all’uso di armi di piccolo calibro e armi leggere

Almeno 55 tra gruppi armati e forze governative arruolano bambini come soldati o ausiliari

Solo 35 paesi pubblicano rapporti nazionali sui trasferimenti di armi convenzionali

Ogni anno 500.000 persone muoiono per atti di violenza armata

  • PROSSIMI APPUNTAMENTI DI AMNESTY INTERNATIONAL

In questi giorni, e fino a martedì 29 maggio, è in corso un progetto educativo speciale: il tour de “L’autobus di Rosa”, un bus itinerante intorno a cui, attraverso un programma di letture e di laboratori nelle scuole e nelle piazze di Roma, Amnesty International Italia ha costruito una campagna di promozione dei diritti e della lettura. L’idea del progetto nasce dall’albo illustrato “L’autobus di Rosa”, patrocinato da Amnesty International Italia, attraverso il quale si può rileggere la storia di Rosa Parks e della sua lotta contro la segregazione razziale negli Usa. Quello che Rosa Parks subiva più di 60 anni fa, continua purtroppo ad accadere ancora oggi. Bambine/i e ragazze/i che visiteranno il bus potranno assistere a letture animate e attivarsi contro la segregazione che subiscono i bambini rom nelle scuole della Slovacchia. Sull’autobus, insieme ad Amnesty International Italia, la Tribù dei lettori e la casa editrice Orecchio Acerbo. www.amnesty.it/tour-autobus-di-rosa-tribu-dei-lettori-21-29-maggio-roma

Il 26 e 27 maggio si terrà la VIedizione delle Giornate dell’Attivismo. In tutte le maggiori piazze italiane da Torino a Catania, da Milano a Bari, da Genova a Palermo attiviste e attivisti di Amnesty International Italia distribuiranno AMNESTYN, il principio attivo che sostiene e dà energia ai diritti umani, raccontando la loro attività quotidiana per la difesa dei diritti umani e chiedendo di unirsi all’associazione diventando attiviste e attivisti. A Roma le Giornate dell’Attivismo saliranno su “L’autobus di Rosa” domenica 27 maggio  all’Auditorium Parco della Musica (Viale Pietro de Coubertin) dalle 10 alle 13 e dalle 15 alle 18. www.amnesty.it/giornate-attivismo

Il 9 giugno Amnesty International Italia prenderà parte al Bologna Pride 2012 e rilancerà il suo appello ai governi affinché pongano fine alla discriminazione nei confronti delle persone Lgbti (lesbiche, gay, bisessuali, transgender e intersessuali), garantiscano il loro diritto alla libertà d’espressione e le tutelino dagli attacchi violenti. A Bologna, l’associazione organizzerà due convegni: “Identità precarie: visibilità e militanza Lgbti in contesti ostili. La questione Pride a rischio” il 24 maggio e “Turchia, Russia, Albania, Italia: tra lotta all’omofobia e libertà d’espressione” l’8 giugno. Nel periodo del Pride, Amnesty International Italia ospiterà tre attivisti: Olga Lenkova (Associazione Coming Out di San Pietroburgo, Russia), Sevval Kilic (Istanbul Lgbtt Solidarity Association, Turchia) e Altin Hazizaj (Pink Embassy, Tirana, Albania). www.amnesty.it/bolognapride

Dal 14 al 21 luglio è in programma a Lampedusa il primo campeggio internazionale per i diritti umani. L’isola ancora una volta sarà teatro di un incontro fra la popolazione locale e chi vuole confrontarsi sui temi delle migrazioni, dei rifugiati, e su cosa è possibile fare per far convivere rispetto dei diritti e esigenze di chi a Lampedusa ci vive e di chi a Lampedusa ci approda. È prevista la partecipazione di circa 80 persone da tutta Europa. Dal 24 al 29 luglio Palermo ospiterà il Meeting europeo dei giovani: giovani attiviste e attivisti di Amnesty International si incontreranno per scambiarsi idee, conoscenza, pratiche e organizzare insieme una manifestazione conclusiva. Dal 30 luglio al 4 agosto ancora giovani, stavolta dai 15 ai 20 anni, interessati ai diritti umani e a passare una vacanza diversa, per confrontarsi con loro coetanei e per avere un primo contatto con l’associazione; l’occasione sarà la VI edizione di U4Rights!, che sarà ospitata nel Centro di educazione ambientale Panta Rei, sul lago Trasimeno (Pg). campogiovani@amnesty.it

  • bozo4
  • bozo4

    Lei vestiva all’ occidentale e lui la ha uccisa. Che ci succede se un crudele genio della lampada migratoria ci trasporta 600 anni avanti nel tempo ? Forse qualcosa come descritto da Bulgakov : it.wikipedia.org/wiki/Cuore_di_cane

  • marina

    Il problema della dipendenza economica delle donne dagli uomini, è uno dei motivi per cui una donna non denuncia un uomo violento.
    Mi domando se non ci sia già (sennò istituirla), una sorta di sanzione economica per cui un uomo che commette violenze gravi nei confronti della compagna, abbia l’obbligo di risarcirla significativamente.