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Napoli centrale

Amministra Napoli e poi muori

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Non bisogna fare proprie le ragioni del Pdl “I giudici fanno politica e sono contro di noi”. E nemmeno pensare: “Forse non tutti i magistrati sono rossi”. Sarebbe sbagliato in entrambi i casi e non sarebbe un buon esercizio per l’intelletto, sia per chi ha creduto nella “rivoluzione arancione”, per colui che deluso gli preferisce i cinque stelle, per quelli che di buona volontà vi ripongono ancora speranze e perfino per coloro che a sinistra hanno sempre avuto sullo stomaco l’esperienza De Magistris. Le procure fanno il proprio dovere ed è necessario che quella partenopea persegua dove intraveda commissione di reato, sia questo il sindaco di Napoli, suo fratello Claudio De Magistris, il presidente dell’Unione degli industriali Paolo Graziano, o ancora Mario Hubler ex presidente dell’Acn la  società organizzatrice della Coppa America, Maurizio Maddaloni presidente di Unioncamere o Attilio Auricchio, capo di gabinetto del sindaco.

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L’accusa è per turbativa d’asta. Si sarebbero insomma favorite le aziende assegnatarie dei servizi per le pre-regate della Louis Vuitton Cup (l’evento velico internazionale che si è tenuto per due anni nel capoluogo campano) a discapito di altre. Si tratta delle Costruzioni Generali Esserre srl che ha messo su il Village nella Villa Comunale sul lungomare Caracciolo (osannato e dileggiato al tempo stesso), la Mediadge Cia Italy srl che si è occupata di comunicazione, e per quelli che hanno gestito i brand e gli eventi televisivi, la Kidea. Se le accuse ascritte sono fondate lo sapremo (forse) tra almeno cinque anni, per il momento l’unico danno certo è quello dell’immagine contro gli attuali inquilini di Palazzo San Giacomo. Come è accaduto in precedenza per Antonio Bassolino, Rosa Russo Iervolino indagati per esempio di epidemia colposa e poi assolti, e ancora a Maurizio Valenzi finito nell’inchiesta per il post terremoto, a torto o a ragione bisogna rendere conto di ciò che si è fatto o non si è fatto. L’azione penale è obbligatoria, recita l’articolo 112 della Costituzione. Dunque è giusto investigare dopo una denuncia, questa volta avvenuta (pare) da ambienti legati alll’ex candidato sindaco, uscito malconcio dalle elezioni del 2011, Gianni Lettieri.

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Già l’anno scorso, dopo la prima edizione velica, dietro le quinte, parte dell’opposizione chiedeva a gran voce l’intervento della Gdf sulle gare d’appalto. Dalle ritorsioni condominiali ai grandi eventi, denunzianti denunziati, detrattori e sostenitori.  L’iscrizione nel registro degli indagati è solo l’inizio, Luigi De Magistris ha dichiarato di non avere scheletri nell’armadio, di essere sereno sull’operato dei suoi e in particolare del fratello. Lui che poco più di un mese fa, il tre maggio, è stato indagato insieme all’ex assessore comunale alla viabilità Anna Donati per la mancata messa in sicurezza delle strade. Una “defalliance” che vede protagonisti i sindaci di tante grandi città dalla Torino di Fassino alla Roma di Alemanno, ma tant’è. Per il momento apripista delle denunce resta Napoli, E poi i concerti, i grandi eventi, le iniziative, le ztl. Per la performance di Bruce Springsteen si è addirittura levato il soprintendente Giorgio Cozzolino, che ha vietato Piazza del Plebiscito a nuove iniziative, quando il patrimonio artistico della città se ne cade a pezzi. Non vanno bene le piste ciclabili, non piacciono le aree interdette al traffico come accade nelle maggiori capitali europee e anche in quella italiana. Una delle poche certezze è che questa amministrazione non abbia fatto accordi con le lobby del territorio, e di questo ne paga le conseguenze quotidianamente. Se abbia sbagliato altrove ne renderà sicuramente conto nelle sedi adeguati. “L’onestà è la miglior politica”, scriveva  de Cervantes nel Don Chisciotte della Mancia. A Napoli tutto è relativo.