closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
FranciaEuropa

Amianto: un dirigente dell’Eternit incriminato

Per la prima volta, un dirigente dell’Eternit è stato incriminato, con l’accusa “danni all’integrità fisica” dei lavoratori e “omocidio involontario”. La decisione è stata presa oggi dalla giudice istruttore Marie-Odile Bertella-Geffroy. Joseph Cuvelier era stato dirigente dell’Eternit dal ’72 al ’94. In precedenza, dopo la prima denuncia contro l’Eternit per i danni causati dall’amianto nel ’96 (a Valenciennes, nel Nord), un medico del lavoro e dei direttori di stabilimento erano stati messi in causa dalla giustizia. “Ma è la prima volta per un direttore del gruppo” afferma Sylvie Topaloff, avvocata dell’Andeva (Associazione nazionale di difesa delle vittime dell’amianto). “Con questa incriminazione – aggiunge – viene colpito al cuore uno dei leader mondiali della lobby dell’amianto”. L’Andeva, in un comunicato, parla di incriminazione “particolarmente simbolica poiché, per la prima volta, è un industriale dell’amianto, e non semplicemente un manager, che dovrà rendere dei conti alla giustizia. E’ emblematica anche perché la famiglia Cuvelier simbolizza dal 1922 il successo e lo sviluppo sul mercato nazionale e internazionale dell’amianto-cemento, a detrimento della salute e della vita di intere popolazioni”. L’Adeva sottolinea che questa incriminazione è stata possibile grazie al lavoro del giudice istruttore. Nicolas Sarkozy ha pero’ deciso l’abolizione di questa figura. Nel futuro, inchieste del genere, sottolinea l’Andeva, non potranno più aver luogo. Il 10 ottobre scorso, si è svolta a Parigi l’ultima manifestazione in ordine di tempo per denunciare la tragedia dell’amianto. In Francia la proibizione dell’amianto è solo del ’97, cioè è arrivata con molto in ritardo rispetto al altri paesi. “Malgrado decine di migliaia di vittime dell’amianto e crimini penali evidenti – afferma l’Andeva – mai un procuratore ha aperto un’informazione giudiziaria e se oggi è in corso un’inchiesta e ci sono delle incriminazioni per l’amianto, è solo grazie al fatto che le vittime hanno utilizzato la possibilità di rivolgersi direttamente al giudice istruttore, costituendosi parte civile”. Per l’avvocata Topaloff, “i poteri pubblici non hanno mai investito” su questo scandalo. “La gente si ammala e se ne rende conto 20 o 30 anni dopo. Il lavoro dello stao non è stato fatto corettamente e c’è stato bisogno di attendere 13 anni per questa incriminazione”.

Poche settimane fa, un rapporto approvato in commissione all’Assemblea nazionale ha stabilito, ma senza obbligo, che sarebbe auspicabile una “parteciazione finanziaria dei grandi gruppi responsabili” delle conseguenze dell’amianto, per i pre-pensionamenti del settore. L’amianto è considerato responsabile tra il 10 e il 20% dei casi di cancro ai polmoni in Francia. Ci sono tra i 1800 e i 4000 casi di tumori al polmone causati dall’amianto ogni anno in Francia e l’Inserm, l’istituto nazionale di ricerca medica, ha calcolato 100mila morti tra il ’95 e il 2025. Lo scandalo dell’amianto è scoppiato in occidente negli anni ’90, anche se la nocività di queso materiale, molto redditizio nell’edilizia, era conosciuta fin dall’inizio del ‘900. Il primo morto per amianto è del 1899.