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Antiviolenza

America Latina: 6,5 milioni le nascite fantasma

Il 10% dei bambini e delle bambine sotto i cinque anni nati in America Latina, non ha un certificato di nascita. Lo denunciano Cepal (Comisión Económica para América Latina y el Caribe) e Unicef (United Nations Children’s Fund) in un dossier pubblicato dai due organismi che sottolineano il fatto che in questa situazione i circa 6,5 milioni di bambini e bambine non presenti nei registri civili dei propri paesi non godono dei diritti sociali, economici, civili e culturali relativi all’infanzia. Cepal e Unicef hanno fatto presente che esistono diverse difficoltà burocratiche in questa regione del mondo per quel che riguarda la registrazione dei neonati, in quanto in alcuni paesi è necessario che la madre sia accompagnata dal padre al momento delle registrazione, o che entrambi i genitori presentino il proprio certificato di nascita o residenza di cui magari non sono in possesso. Secondo il dossier “i minori d’età provenienti dai settori più poveri ed emarginati della regione, come gli indigeni, gli afro-discendenti, gli immigrati e le famiglie delle aree rurali e di frontiera”, sono i più esposti a questa violazione dei diritti del fanciullo, in quanto il certificato di nascita “è il principale requisito per accedere ai servizi scolastici, sanitari e altri benefici sociali”. Haiti, Brasile e Nicaragua hanno registrato nel 2010 solo il 30% dei bambini. Per questo i due organismi hanno invitato le auorità dei diversi paesi dell’America Latina, a implementare campagne di informazione sulla necessità di iscrivere all’anagrafe i nuovi nati.