closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
losangelista

ALTRE ZINGAROPOLI: il battesimo della paura come strategia elettorale

Era il 1934,  l’America languiva nel baratro della depressione. Il dustbowl devastava le grandi pianure mandando carovane di diseredati verso Ovest alla ricerca disperata di una vita migliore e in California si sceglieva un governatore in una storica campagna che avrebbe tenuto a battesimo strategie elettorali ancora oggi assai in voga. Frank Merriam era il candidato della destra, appoggiato da industriali  dal partito repubblicano e i poteri forti dell’epoca;  contro di lui si era candidato Upton Sinclair, giornalista militante, autore di libri di denuncia sociale come The Jungle sugli orrori dell’industria della carne che avevano scosso l’opinione pubblica e inventato la forma del giornalismo d’inchiesta. In California Sinclair si era presentato con la piattaforma EPIC (end poverty in California) che intendeva risolvere la crisi con una serie di iniziative sociali di stampo roosveltiano (ma Sinclair criticava il New Deal da sinistra) . Nella California di Furore ma anche de Il Petroliere da lui scirtto nel 1933 (adattato dal film di PT Anderson)  il suo messaggio di giustizia sociale trovo’ ascolto in quegli anni cupi devastati dalla crisi. Il programma galvanizzo’ l’opinione pubblica innescando un ampio movimento popolare e nelle settimane precendenti il voto i sondaggi lo davano davanti al superfavorito e ben finanziato campione della destra; sembrava che la California stesse per eleggere il primo governatore socialista dichiarato della storia americana. Situazione insostenibile per i magnati del capitalismo paternalistico che gestito la politica  e l’economia californiana a piacimento e non avevano intenzione di lasciare il loro stato in balia della marmaglia. La coalizione reazionaria che appoggiava Merriam comprendeva l’ex presidente repubblicano Herbert Hoover, il magnate dei giornali  William Randolph Hearst e il super-mogul Louis B. Mayer e mise in campo una campagna  “a reti unificate” che rimane modello dell’odierna campagna mediatica negativa. Mobilitando centinaia i giornali di proprieta’ oligarchica, massicce spedizioni  postali di pamphlet  e il “new media” dei cinegiornali prodotti dalla MGM di Mayer, la campagna fece perno sul branding di Sincalir come bolscevico filo-russo. La MGM produsse finti cinegiornali in cui figuranti dello studio recitavano la parte di hobos ammassati ai confini dello stato pronti ad invaderlo coi loro accampamenti: zingaropoli di oakies dall’accento forestiero. Una “narrativa”  fondata su paura e xenofobia, efficace e visionaria che porto’ Merriam alla vittoria  e le campagne elettorali nell’era moderna.

vignett anti-Sincalir che rappresenta l'arrembaggio dei barboni
  • http://www.rosannamaiolino.com Rosanna

    Dall’America, pardon dagli States, abbiamo proprio imparato tutte le più belle cose…