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Rovesci d'Arte

Altamira, graffiti preistorici di nuovo visibili. Quelli veri

L’infinita querelle sulla Cappella Sistina rupestre, ossia la grotta di Altamira con i suoi graffiti risalenti a ventimila anni fa, potrebbe essere arrivata al capolinea. L’amministrazione del museo di Santillana del Mar – appoggiato dal ministro della cultura spagnola – ha deciso infatti per la riapertura al pubblico dell’importante sito archeologico (fonte di entroiti non da poco). Si potrà di nuovo accedere, in numero contingentato e dopo ulteriori studi di un gruppo di esperti, a partire dalla fine dell’anno. A contrapporsi a questa decisione c’è il Csic (Consiglio Superiore per la Ricerca Scientifica), preoccupato per la sorte delle pitture preistoriche che si stanno deteriorando a causa di un fungo che sta proliferando sulle pareti. Secondo il Csic, ad Altamira potrebbe accadere quello che è successo alle Grotte di Lascaux, in Francia: nel dopoguerra, il turismo di massa con i suoi mille visitatori al giorno riempì la caverna di anidride carbonica e la mutazione del microclima interno portò a un danneggiamento delle figure artistiche del paleolitico. Così nacque Lascaux II, una replica perfetta per vedere le opere senza intaccare l’originale. La stessa tecnica si è adottata a Altamira, nel museo attinente. Qui, la grotta chiusa nel 1977, venne riaperta nel 1982 e dichiarata nell’85 patrimonio dell’Unesco. Nel 2002, però, si è optato per una ricostruzione delle pitture rupestri. Adesso si mira a riconsegnare l’originale all’umanità. Ma resterà qualcosa poi alle generazioni future? Possibile che la contesa sia ancora ferma e nessuna sofisticata tecnologia possa alleviare le pene degli artisti prestorici?