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Nuvoletta rossa

Almost comics: narrazioni anomale

Libri quasi a fumetti. Ogni tanto, spezzano la (relativa) monotonia della pagina 50% scritta e 50% disegnata, spostando gli equilibri a favore del testo o del disegno. Il risultato? Storie troppo scritte o troppo illustrate per i puristi della nona arte, diversamente comics difficili da etichettare ma piacevolissimi da sfogliare.

Crawl Space © Jesse Jacobs/Eris Edizioni

Crawl Space © Jesse Jacobs/Eris Edizioni

Crawl Space, per esempio, è l’ultima fatica del trentatreenne canadese Jesse Jacobs, apparso sulla scena nel 2015 con Safari Honeymoon e tornato sugli scaffali due anni dopo con E così conoscerai l’universo e gli dei. Un percorso artistico breve ma coerente e visivamente fulminante. l’approccio è quello distaccato e oggettivo di maestri del nuovo Underground a stelle e strisce come Clowes o Ware, con un linguaggio che non prevede partecipazione emotiva. 104 tavole di fumetto tutto di testa, curatissimo nella composizione, nella meticolosità ossessiva dei dettagli e dei riferimenti visivi, nell’uso del colore: eppure, l’insieme tradisce un’ironia sottile che si insinua nella lettura vignetta dopo vignetta. Crawl Space, edito da Eris Edizioni a 15 euro, diventa così una versione lisergica e sintetica di Lewis Carroll. Il seminterrato di casa come territorio di conquista immaginario di una ragazzina che attraverso l’oblò di una lavatrice accede a un “altro luogo” che campiona e frulla insieme l’immaginario tribale e pop di Keith Haring, l’horror vacui delle iscrizioni precolombiane e la teratofilia di Hyeronimus Bosch. Un luna park che trova la sua vera forza non nella storia, ma in un approccio grafico che tradisce la gavetta di Jacobs nell’animazione (Adventure Time, nientemeno), e che va vissuto come tale.

Chi è Sudario Brando © Sudario Brando-Tommaso Filighera-Niccolò Pugliese/Le piccole pagine

Chi è Sudario Brando © Sudario Brando-Tommaso Filighera-Niccolò Pugliese/Le piccole pagine

Si volta decisamente pagina con Chi è Sudario Brando? (Le piccole pagine, 15 euro). Metà libro a fumetti, metà saggio sulla nona arte incentrato sull’ineffabile titular character. Un artista inventato, come il Jusep Torrens Campalans di Max Aub. Ma un artista inventato da se stesso. Dietro il nom de piume Sudario Brando c’è infatti Francesco Siena, artista dotato di un segno muscolare, essenziale e accattivante che ricorda un po’ il Palumbo degli esordi e portatore sano di una poetica assolutamente sui generis. Più che vere e proprie storie a fumetti, quelle del brossurato con alette di 156 pagine sono ipotesi di storie a fumetti, brevi accenni a personaggi e mitologie ancora tutte da scoprire ed esplorare. Così Uomo in pelliccia, serie (?) dedicata alle traversie quotidiane di un mascellone à la Will Eisner assolutamente integrato, al netto del visone che lo rende “meno amato di una serpe”; così l’autoesplicativo Gesù e Giuda, illusionisti in Galilea; così, infine, Maschera Fuggiasca, una sorta di Mandrake emerso dalle nebbie del tempo, però mai esistito. Un esercizio di metanarrazione che trova il suo maggior pregio dell’umorismo surreale e il suo unico limite nel senso di “non finito” che pervade l’operazione.

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Come un sub nel bidè – Le battute di Prugna © Michele De Pirro/Magic Press

Sempre in tema di quasi fumetto: che ne è oggi della satira? Quasi smarrito il ricordo di corazzate Anni ’70 come Il Male, sembrava aver diluito acidi e basi nel brodo della Tv generalista, dove hanno trovato rifugio tutti i più caustici vignettisti e corsivisti degli anni d’oro. A raddrizzare la situazione provvede la Rete. Qui, fra blog e social, prospera una ghenga di battitori liberi che stanno lentamente riprendendo il discorso: solo per citare i più versati nel disegno, Fulvio Fontana, Walter Leoni e Stefano Tartarotti… oltre alle vignette, grande spazio alle battute, feroci. Prugna, per esempio, è il Web Magazine che aggiorna ai nostri tempi l’approccio enciclopedico adottato in piccole enciclopedie del ghigno come Anche le formiche nel loro piccolo si incazzano. A rifornire il sito di battute fulminanti, un folto manipolo di autori capitanato da Michele De Pirro, redattore esperto di tante gloriose pubblicazioni oggi al timone della rivista che “dice cose intelligenti, ma fa anche cagare”. Per ottimi stimoli nell’uno o l’altro verso c’è Come un sub nel bidè, corposa raccolta di battute firmata da Magic Press: 160 pagine di cazzate croccanti, gustose e appena colte. A patto di non prendersi troppo sul serio, s’intende: perché i contenuti medi degli utenti di Facebook equivalgono alle immersioni subacquee degli imitatori di quel celebre stralcio del Gargantua di Rabelais. Prosit.