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Rovesci d'Arte

Alla Tate, 15 milioni di semi di girasole contro le carestie

Quindici milioni di semi di girasole fabbricati a mano, uno a uno, tutti rigorosamente in porcellana. È questa la nuova installazione che si può vedere alla Tate Modern di Londra. La firma è quella di Ai Weiwei, l’artista cinese che disegnò lo stadio olimpico di Pechino insieme agli architetti Herzog & deMeuron e che con dichiarazioni di fuoco entrò in rotta di collisione col governo cinese e i “festeggiamenti” d’occasione. La mostra di Weiwei aprirà al pubblico martedì e verrà ospitata nella grande sala, un tempo occupata dalle turbine della centrale elettrica. L’opera, che pesa 150 tonnellate, è arrivata a Londra dalla Cina settimana scorsa: in quei semi, spiega l’artista, sono “racchiuse” le carestie patite dal popolo cinese ai tempi di Mao. I visitatori potranno camminare su quel tappeto di nutrimento, profondo più di 20 centimetri, giocare e anche realizzare i propri disegni. Che non resteranno a futura memoria: alla fine della giornata, infatti, gli addetti della Tate riporteranno tutto in ordine, con l’aiuto di lunghi rastrelli. Nato in Cina nel 1957, Weiwei è cresciuto ai margini del deserto del Gobi dopo che suo padre, artista e poeta, era stato esiliato per dissidi politici. Ai, dopo che il genitore venne perdonato, fu ammesso alla scuola di cinema di Pechino e in seguito si spostò nell’ambito dell’arte d’avanguardia e dell’architettura. Negli anni 80 si trasferì a New York e rientrò nel suo paese solo nel 1993. Il successo arrivò con la commissione dello stadio olimpico di Pechino – il celebre “nido d’uccello”. Weiwei però entrò in contrasto con le autorità cinesi e le accusò di voler sfruttare i giochi a fini propagandistici. Fu così convincente nell’attacco che anche il regista Steven Spielberg ritirò la sua partecipazione dalla cerimonia di apertura.