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Islamismo

Algeria, ex Fis tornano all’offensiva: contro l’alcool

In una fatwa, che riporta indietro agli anni novanta dell’Algeria o all’Afghanistan dei taleban, un ex dirigente del disciolto  Fis el Hachemi Sahnouni ha lanciato la sua campagna contro i negozi che vendono alcolici. In un volantino diffuso ai cittadini si legge: “Noi chiediamo ai comitati popolari di quartiere di mltiplicare le loro proteste per chiedere la chiusura definitiva dei bar e dei negozi di bevande acoliche proibite dalla religione del Profeta, perché rendono i nostri giorni dei pervertiti e distruggono i loro comportamenti religiosi…”. Un vero e proprio appello alla fitna (al disordine), secondo il quotidiano al Watan, perché l’appello di Sahnouni, già predicatore della moschea Essaouna di Bab el Oued, incita alla violenza, all’odio e allo scontro tra gli algerini. Questa ripresa di attività degli islamisti dell’ex Fis sarebbe favorita dalla svolta conservatrice del regime di Bouteflika.

  • carlo

    L’unico commento che mi sento di fare è che sarebbe ora di piantarla con l’idea di un occidente che si colpevolizza e che attribuisce al suo passato coloniale tutti i problemi del mondo arabo.
    Sono certo che qualcuno , prima o poi , verrà fuori col dire che è colpa nostra : perchè l’alcol in Algeria l’hanno introdotto i francesi !

  • athesius

    Non è una situazione anomala nel mondo musulmano,chiunque frequenti posti come Riad,Gaza,etc si trova di fronte lo stesso ostracismo nei confronti delle bevande alcoliche (come pure nei riguardi della carne suina).La stessa tendenza si trova ora anche al Cairo che fino a ieri era molto più liberale.E’ facile però capire che dietro a questo “odio antialcolico” ci sia una battaglia in atto tra la tendenza laica (molto forte nelle società musulmane)e la controffensiva religiosa:se i clericali islamici perdono questa battaglia perdono la guerra per controllare completamente la società.Se si mostrano tolleranti nei riguardi dei divieti coranici ,la Società sfuggirà loro di mano,le donne acquisteranno maggior potere e loro saranno relegati ai margini.
    Non c’è nulla di diverso rispetto alle battaglie integraliste di casa nostra contro aborto,eutanasia,matrimonio dei preti.
    Non dimentichiamo che facciamo tutti parte dell’area delle religioni monoteiste!

  • giuliana

    @carlo, non lo dimentico ma non posso accettare l’integralismo di tutte le religioni monoteiste e non mi lascia insensibile quello che avviene nel mio e al di fuori del mio paese
    giuliana

  • Valter Di Nunzio

    Senza commento:

    Responsabile del 9% della spesa sanitaria nei Paesi europei e uno dei fattori di rischio più elevati per la salute dell’uomo, l’alcol è oggi una delle principali cause di mortalità e morbilità. Il consumo di prodotti alcolici, sostanze psicoattive che possono portare a dipendenza, produce danni non solo al bevitore ma anche alle famiglie e al contesto sociale allargato, in quanto può indurre comportamenti violenti, abusi, abbandoni, perdite di opportunità sociali, incapacità di costruire legami affettivi e relazioni stabili, invalidità, incidenti sul lavoro e sulla strada.

    “….I giovani, più vulnerabili rispetto agli effetti fisici e psichici dell’alcol, sono considerati particolarmente a rischio. Un giovane su quattro tra i 15 e i 29 anni, in Europa, muore a causa dell’alcol, primo fattore di rischio di invalidità, mortalità prematura e malattia cronica nei giovani. Tra il 40 e il 60% di tutte le morti nella regione europea dovute a ferite intenzionali e accidentali sono attribuibili, secondo l’Oms Europa, al consumo di alcol che costa, nel complesso, alla società una quantità pari al 2-5% del Pil.
    …..
    Secondo l’Oms, il consumo nocivo di alcol provoca la morte di 2,5 milioni di persone ogni anno, nonché la malattia e il ferimento di molti altri, e colpisce sempre più le giovani generazioni e bevitori nei paesi in via di sviluppo. Negative anche le conseguenze sociali. Il Rapporto globale su alcol e salute analizza i dati disponibili sul consumo di alcol, le conseguenze e gli interventi politici a livello globale, regionale e nazionale.”

  • alex1

    Onestamente le campagne le contro degenerazioni non mi piaciono se basate su dogmi religiosi. Non credo si debba dire che oggi bisogna rinunciare alla droga o alcool perche’ immorale, o perche’ e’ peccato. Pero’ bisogna prendere atto che l’alcoolismo e’ un problema grave nella nostra societa’, non bisogna arrivare all’estremo opposto, accetare lo sballo da droga od alcoolici come una liberta’ personale che noi occidentali possiamo imporre ad altre comunita’, le quali cercano di tutelarsi da un problema grave che comunque esiste. Non so se i divieti per legge risolvano il problema, in molti casi no. Pero’ sarebbe bene valutare anche i motivi che stanno dietro a certe campagne, anche se condotte in modi decisamente non condivisibili.

  • carlo

    @giuliana
    ma allora il nome del blog sarebbe meglio sostituirlo con : “la maschera degli integralismi”.

  • giuliana

    @valter grazie per la tua campagna anti-alcol, forse è meglio quella contro il fumo (di sigaretta) che danneggia anche il vicino. Io comunque a un bicchiere di buon vino non rinuncio
    giuliana

  • giuliana

    @alex1 quella contro gli alcolici è una campagna che ha indotto i fondamentalisti iracheni a bruciare i negozi di alcolici con i loro proprietari dentro. Non è una campagna che mette in evidenza i pericoli dell’alcolismo, ma una campagna violenta contro coloro che vogliono vivere in modo laico. Peraltro in Algeria ci sono anche molti laici che non vivono. Gli islamisti avevano anche distrutto tutti i vigneti una grande risorsa per l’Algeria che era diventata il primo produttore di vino (certo al tempo dei francesi) ma la maggior parte veniva esportata con grandi introiti in valuta, ma questo è contro l’islam che vieta l’alcol.
    giuliana

  • giuliana

    @carlo, ogni giorno potrei cambiare nome in base alle esigenze, ma quella di occuparmi di islamismo era ed è la mia intenzione…
    giuliana

  • Paola

    Anche chi mangia tutti i giorni sempre e solo insalata ha dei danni, quindi un conto é l’alcoolismo, un altro é avere il piacere di bere un bicchiere di vino. Poi, se pensiamo ai danni ecologici, che quindi si riflettono sulla salute globale, di tutte le bottiglie di plastica usa e getta per bibite gassate usati giornalmente da una famiglia musulmana, penso faccia meglio un bel bicchiere di vino. Io lo bevo giornalmente, il mio fegato sta bene ed ho meno danni personali di chi beve aranciate, cedrate, ecc. Invito il sig. Di Nunzio a prendere in considerazione, oltre ai danni dell’alcolismo,
    anche i danni delle donne che, a causa della mancata esposizione al sole ed alla carenza di vitamina D, a 40 anni hanno già problemi ossei ed articolari. Senza pensare ai danni della loro mancata istruzione e gli esempi potrebbero continuare.

  • Valter Di Nunzio

    @ giuliana Noi musulmani non ci facciamo mancare niente: l’alcool è haram (proibito in modo assoluto) ma anche il fumo è macrù (disdicevole). Io personalmente fumo, tranne che durante il Ramadan, però credo giusto tentare di smettere. Nella logica islamica questi divieti, che vengono da Dio (swt) per mezzo dei profeti (sia pace su tutti loro), non sono una costrizione ma un dono generoso. Rimane il fatto che, anche per una persona laica come lei gli effetti sociali dell’alcool siano devastanti. Questo rende legittimo, anche se ovviamente discutibile, che un Paese faccia una scelta proibizionista, senza per questo violare un dogma universale del diritto umano.

  • danilo recchioni baiocchi

    Non avevo capito che i fondamentalisti islamici non sono altro che dei salutisti un tantino sopra le righe. E io che avevo persino capito che un bicchiere di vino rosso ogni tanto fa bene al cuore!
    Adesso attendiamo studi dell’OMS che invitano le donne ad indossare il burka o il nikab (proteggono dal sole, e poi vuoi mettere il risparmio in creme), che spingono gli uomini a farsi crescere obbligatoriamente la barba (in effetti, può coprire degli inestetismi, e – anche qui – vuoi mettere il risparmio di schiuma e lamette), che illustrino gli effetti salutari delle frustate e delle lapidazioni, oltre che della poligamia e dell’impiccagione di omosessuali e apostati. Soprattutto attendo (con un po’ di preoccupazione) i risultati sugli effetti deleteri del consumo di prosciutto (cotto e crudo) e le iniziative che i simpatici salutisti di cui sopra vorranno proporre.
    Il jihad sola igiene del mondo (mi sembra di averla già sentita ‘sta cosa…)

  • Valter Di Nunzio

    @danilo recchioni baiocchi Peccato che quei salutisti algerini siano finiti fuorilegge e in carcere avendo avuto l’ardire di presentare un programma elettorale del genere e anche di vincere le elezioni, uniche regolari tenutesi nella storia dell’Algeria, che guarda caso è il loro Paese. Rifletta sulle jihad laiche in casa degli altri oltre che su quelle musulmane, che comunque non hanno mai minacciato casa sua.

  • lina

    Temo che la sig.ra Giuliana dovrà rassegnarsi.
    So che lei non vorrebbe far diventare questo blog un luogo di confronto tra teologi di questa o quella fede, ma le affermazioni categoriche di questo o quel partecipante al blog – ne converrà con me – nascono tutte da non-trattabili posizioni di Fede.
    Penso che la sig.ra Giuliana non potrà evitare a lungo i temi che paragonano cristianeso e islam.
    Non fosse altro perchè mi pare che oramai i principali frequentatori del sito siano maggiormante concentrati su questi aspetti, più che sulle singole notizie da lei presentate.
    Le commentano in funzione della fede a cui appartengono.
    E anche chi sostiene quella “atea” , per quanto voglia apparire estraneo, gioca di fatto la medesima partita.

  • giuliana

    @valter dire che quelle elezioni sono state le uniche regolari è un azzardo totale, io c’ero e ho visto come si sono svolte… non ho intenzione di aprire un dibattito su questo, piuttosto sul ritorno degli islamisti con la loro arroganza
    giuliana

  • giuliana

    @lina ha ragione e se quello che pubblico non interessa dovrò arrendermi, ammettere la mia sconfitta
    giuliana

  • lina

    @giuliana
    Non è che quello che lei scrive non interessi, ma viene “letto” e commentato” in una chiave “teologica”.
    L’ateismo, che per definizione non ne possiede una, temo non abbia strumenti per contrastare questa deriva.
    La domanda politica successiva mi pare allora diventi : potremo alla lunga evitare di schierarci ?
    E caso mai accadesse, sulla base di quale convenienza converrebbe eventualmente farlo ?

  • alvise

    Anche se sembra uno scherzo, la lettera che riporto qui di seguito , è assolutamente vera ed è stata pubblicata su tutti i quotidiani canadesi.
    Buona lettura !

    Ogg: :Evviva i Canadesi

    Una canadese “pacifista” scrive al proprio Governo lamentandosi di come vengono trattati i terroristi detenuti in Afganistan.
    Le risponde il Ministro della Difesa.

    “Stimata cittadina attivista, grazie per la Sua lettera con la quale ci esprime la preoccupazione per come trattiamo i terroristi talebani e di Al Qaeda catturati dalle Forze Armate Canadesi.
    Per rispondere alle lamentele che riceviamo da cittadini attivisti come Lei, abbiamo creato un nuovo programma di pacifismo ed integrazione per i terroristi.
    In base a questo programma, abbiamo deciso di selezionare un terrorista e destinarlo “alla pari” nella Sua famiglia.
    Da lunedì prossimo avrà il piacere di ricevere a casa Sua Alí Mohamed Amé Ben Mahmud (Lei, comunque, può chiamarlo più semplicemente Amé ).
    Sono certo che vorrà trattarlo esattamente come, nella Sua lettera di protesta, Lei chiede che facciano le Forze Armate canadesi.
    E’ probabile che dovrà farsi coadiuvare da altre persone in questo compito.
    Ogni settimana il nostro Dipartimento Le farà una visita di ispezione per verificare che vengano osservati i principi e le attenzioni che Lei rivendica nella Sua lettera.
    Mi sento in dovere di avvisarLa che Amé è uno psicopatico esageratamente violento; confidiamo tuttavia che Ella, grazie alla sensibilità che ha manifestato nella Sua lettera, possa brillantemente superare questo inconveniente.
    Inoltre, il Suo ospite è estremamente efficiente nel combattimento corpo a corpo e può uccidere con una semplice matita o un tagliaunghie.
    Infine, Amé è abile a fabbricare artefatti esplosivi con prodotti casalinghi; Le consigliamo quindi di tenere lontano dalla sua portata questi prodotti a meno che non ritenga che il farlo possa offendere la sensibilità di Amé.
    Il terrorista non vorrà avere rapporti né con Lei né con le Sue figlie (eccezion fatta per i rapporti sessuali), in quanto considera le donne come esseri inferiori, o addirittura come semplici oggetti da usare.
    Questo è un aspetto molto delicato in quanto ha manifestato reazioni violente verso le donne che non intendono rispettare la legge islamica.
    Auspico, pertanto, che non Le dia fastidio il dover portare sempre il burqa: in tal modo Lei contribuirà al rispetto della cultura altrui nonché dei principi che ha espresso nella Sua lettera.
    Ancora grazie per la Sua preoccupazione; siamo orgogliosi di annoverare nel nostro Stato persone come Lei e renderemo pubblica a tutti i nostri connazionali la sua cooperazione.
    Auguri e che Dio La benedica!
    Cordialmente
    Gordon O’Connor.
    Ministro della Difesa.

  • Valter Di Nunzio

    @lina e giuliana. “Le commentano in funzione della fede a cui appartengono” addirittura, come osano….. Come si potrebbe discutere di “apostasia” o “blasfemia” senza fare riferimento a una religione? Oppure si può farlo solo dall’esterno, dando per scontato che il pensiero religioso sia una deviazione dalla normalità, una bizzaria archeologica? Persino citare l’OMS risulta sospetto, anche secolarizzare il divieto dell’alcool e riportarlo a una questione razionalmente discutibile diventa male. Il laicismo è veramente la religione più dogmatica, opprimente e pervasiva.

  • giuliana

    @lina io mi schiero. ma non sulla base di una fede religiosa interpretata peraltro in modo rigido come fanno spesso i lettori di questo blog. Io sono contro i fondamentalismi e spero ancora di poterli combattere, in qualche modo
    giuliana

  • giuliana

    @alvise qual è la fonte della lettera?
    giuliana

  • alvise

    @Giuliana
    Dolente per il ritardo nella risposta (pc incasinato).
    Le fonti che hanno riportato l’articolo del Ministro della Difesa canadese possono essere trovate nei blog :

    http://uk.answers.yahoo.com/question/index?qid=20100219060428AAfuKaW
    http://liberaliperisraele.ilcannocchiale.it/post/2683322.html
    http://fogliedicipolla.blogspot.com/2011/09/la-lettera-del-ministro-gordon-oconnor.html e altri
    Non so se sia sufficiente, poichè non ho trovato la lettera in inglese.

  • lina

    E’ vero quello che scrive il sig. Di Nunzio. L’inquadratura teologica di una questione informa di sicuro le risposte di una persona dotata di Fede.
    Il fatto è che quella di W. Di Nunzio non si concilia col quadro complessivo della nostra Costituzione e delle sue altre leggi fondamentali.
    Non mi pare corretto da parte sua esigere l’applicazione dell’articolo sulla libertà religiosa ignorando l’accettazione e l’applicazione degli altri. (libertà e uguaglianza della donna ; libertà di convertirsi; diritto di famiglia….separazione Stato-Moschea)
    Prima o poi questi aspetti strideranno con i nostri, quando il gruppo che non li accetta pretenderà di poter applicare i suoi; quasi avesse un diritto di sovranità.
    Si tratterà di tutta un’altra scala di valori, priorità e obiettivi sociali, che atei e cristiani non possono condividere.
    Questo è a mio avviso , gentile sig.ra Giuliana, il problema.
    Il quale ha un vincolo non da poco : il fattore tempo.
    Per arrivare a ridurre il cristianesimo a fatto personale l’Europa ha impiegato secoli e diverse guerre.
    Non abbiamo altrettanto tempo per “addomesticare” l’islam.
    L’esempio bosniaco dovrebbe pur averci insegnato qualcosa.
    E anche quello che sta accadendo in Egitto e leggo sul Manifesto…..invita alla prudenza.

  • giuliana

    @ alvise ci vuole l’originale
    giuliana

  • Valter Di Nunzio

    @ lina. Lei pone una questione interessante. Per abitare in un posto bisogna condividere la Costituzione? in Inghilterra per esempio non c’è quindi gli inglesi dovrebbero decidersi a farla, in modo da avere qualche argomento solido per mandare a casa qualche venditore di kebab che ogni sera chiude il suo negozio al grido di “death to kullum al-kafirun” (la storpiatura è volontaria). Persino negli USA non c’è una vera costituzione ma questo non ha impedito di sbattere in carcere un pò di gente a Guantanamo, in modo sicuramente rispettoso di quella pomposa dichiarazione massonica che inizia con “noi popolo della Virginia…”, redatta da dei padroni di schiavi convinti e pervicaci. Per la cronaca le devo dire che in Italia invece, persino per avere la Carta di Soggiorno, hanno introdotto un test di lingua italiana (magari lo facessero anche agli italiani, chissà ..), ma nessuna domanda riguarda la Costituzione. A proposito, ogni volta che la sento nominare, negli ultimi tempi, è perchè qualcuno la vuole modificare. Questo Paese è veramente pieno di talibani!

  • giuliana

    stavamo parlando di Algeria, altrimenti è inutile fare un blog se ognuno continua a ripetere all’infinito le proprie convinzioni, almeno si attenga al tema
    giuliana