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Alfano ricandida Berlusconi, Lega gelida

Alfano ricandida Berlusconi: «Sarà lui il premier nel 2013»

Alla festa dell’Api di Rieti Angelino Alfano ricandida Berlusconi a palazzo Chigi anche nel 2013. «La coalizione vive della sua leadership ed è stato proprio Berlusconi l’uomo in grado di garantire l’unità, la coesione, la governabilità».

Il segretario del Pdl in realtà non annuncia nulla di nuovo. «Vado via, no resto» è un leit motiv che lo stesso Cavaliere alimenta da anni sia con la stampa italiana che quella estera. Il «delfino» designato dal premier assicura che la presidenza della Repubblica «non è nei desideri» di Berlusconi. «Lui si candiderà alle politiche del 2013 perché vorrà essere scelto ancora dagli italiani.

Sulla vicenda Quirinale – prosegue – non dico nulla, è fuori luogo per la stima di cui gode Napolitano». Insomma la corsa potrebbe partire così. Se poi si vince, con il consenso del popolo ottenuto nelle schede e le nuove camere non è impossibile che il successore di Napolitano sia il patron della Fininvest.

Scenari futuri che servono ad Alfano soprattutto a rafforzare la sua guida sul Pdl seppellendo forse definitivamente l’idea delle primarie nel centrodestra. «Il Pdl non ha bisogno di fare una consultazione per sapere che Berlusconi è il leader, mi sembrerebbe un sacrificio organizzativo inutile».

A Formigoni e Alemanno, tra i più convinti a sostenere la necessità dei gazebo anche nel Pdl sia a livello locale che a livello nazionale, saranno fischiate le orecchie. Per ora però nessuna polemica. A sorpresa infatti i più freddi all’annuncio dell’ex ministro della Giustizia sono i leghisti. Roberto Calderoli, soprattutto, il leghista considerato più vicino a Giulio Tremonti liquida la questione: «Pensiamo a governare e a superare la crisi, al 2013 ci pensiamo dopo esserci arrivati». La freddezza tra il premier e il ministro dell’Economia è una costante di questa legislatura. E non è un mistero che anche nel Carroccio c’è chi ipotizza una corsa solitaria e una candidatura in proprio alla premiership.

In ogni caso, la mossa di Alfano insieme al no di Napolitano a governi tecnici rivitalizzano un premier chiuso nel silenzio dopo l’intemerata parigina contro l’opposizione criminale. Troppo forte la preoccupazione per il «caso Lavitola» e per le manovre di aggiustamento dei conti pubblici che gioco forza ipotecheranno non solo il finale di questa legislatura ma anche i rapporti di forza all’alba della prossima.

Al di là dei distinguo, Alfano è sicuro che «c’è assoluta convergenza» tra il Pdl e il Carroccio. «Se Berlusconi sarà candidato» alle politiche del 2013 «la Lega voterà e si apparenterà con lui. L’asse Lega-Pdl finora ha funzionato e non vedo cedimenti». Prudente anche la possibilità di un’alleanza con l’Udc. «Io non ho fatto un’apertura all’Udc per aggiungersi al governo Berlusconi adesso. Per il futuro si vedrà», precisa Alfano. «Ambisco a costruire una cosa che tenga uniti tutti i moderati. E questo -precisa alla festa del partito di Rutelli – non è un appello e non sono parole che cercano risposte già nelle prossime ore ma è un ragionamento che si proietta al futuro e guarda al bene della democrazia».

dal manifesto del 4 settembre 2011