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Rovesci d'Arte

Alemanno “irretisce” i graffitisti

Il sindaco di Roma, Gianni Alemanno, ha lanciato la sua idea addirittura da Shanghai, durante il suo viaggio in Cina. Il 25 ottobre siglerà un patto di non belligeranza con i writers che consisterà nell’assegnazione di spazi ad hoc per “la creatività”, con tanto di targa a delimitare i confini della lecita espressione. Oltre quel “contorno” stabilito per legge, scatterà la sanzione.  Prima dell’evento, ci saranno tre giorni di kermesse, con una specie di festa per chi si voglia addentrare nel mondo del graffitismo… L’importante è “avere regole certe”. Chi rimarrà deciso a rovesciarle, incapperà nella morsa delle punizioni previste. Ora il sindaco della cap

itale aspetta soltanto l’adesione delle associazioni di writers. Ma non gliel’ha detto nessuno a Alemanno che la street art nasce proprio come pratica illegale, prende da lì la sua linfa vitale e sceglie i propri spazi di azione, notte dopo notte, infischiandosene dell’ok delle forze dell’ordine? E le regole, le crew, ce le hanno, eccome: una su tutte, rispettare le opere d’arte, monumenti compresi (almeno i graffitisti “veri”, non gli scarabocchiatori dell’ultima ora).  La maggior parte di loro, oltretutto, non imbratta i muri della città, ma fa vivere, movimenta e dà una identità a posti desolati, periferie metropolitane,  snodi ferroviari,  luoghi di transito. Già quando i writers finiscono al museo, non è una bella cosa … Figuriamoci se si mettono a spruzzare spray o a produrre stencil intorno a una targa del tipo: “Colorate dentro le sagome già predisposte, senza andare fuori dal contorno…”. Tipo album dei bambini finto-didattici…