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Al via l’Opa cattolica sul Pdl

Berlusconi pensa al bavaglio contro le intercettazioni. Alfano e Casini al dopo. Senza di lui

La miccia sotto al governo è sempre più corta. La disinvolutura (eufemismo) con cui il premier parla al telefono con lenoni, faccendieri e «olgettine» getta la maggioranza nel panico. Anche perché nel Palazzo si giura che le intercettazioni pugliesi tenute in cassaforte dal procuratore Laudati sono una «bomba» che potrebbe terremotare definitivamente la fiducia dei partner europei verso il nostro paese.

In tanti, di maggioranza e opposizione, sono sicuri che saranno rese note molto presto, forse già martedì quando il premier sarà interrogato a Palazzo Chigi come testimone. Del resto Lavitola, più che un ricattatore come sostengono ipocritamente i pm napoletani, è un solido conoscente del premier. La familiarità tra i due è tale che il faccendiere-giornalista quest’estate poteva chiedere tranquillamente al premier la disponibilità del suo mega-yacht ormeggiato a Miami.

A Roma la situazione ormai è insostenibile. Il premier è apparso in ritardo nel consiglio dei ministri di ieri, visibilmente assente e scuro in volto. Di fronte a lui, i ministri del Pdl litigavano con Calderoli sulle province. Per il resto silenzio, contro giudici e giornali parla il suo avvocato Ghedini. Il premier si è limitato a ricevere a palazzo Grazioli l’ex finiano Andrea Ronchi e in serata Mario Draghi a Palazzo Chigi.

Per paradosso, la tempesta economica è contemporaneamente la principale debolezza del Cavaliere ma anche la sua prima linea di difesa. La fiducia anche alla camera è la risposta in codice a chi parla di governo di larghe intese. Aprire una crisi con la manovra aperta rischia infatti di innescare un euro-crack che farebbe impallidire lo tsunami greco. Perciò, forte dello stato di eccezione causato dai mercati e nonostante i timori del suo entourage, Berlusconi parlerà oggi alle 18 di fronte ai giovani del Pdl alla festa di Atreju. Un predellino contro le intercettazioni e il binomio sinistra-giudici.

Ieri il ministro della Giustizia Nitto Palma ha fatto capire che il Pdl potrebbe accelerare sulla legge bavaglio già approvata in senato. Berlusconi la considerava insufficiente ma nel suo partito gli fanno notare che se fosse stata approvata, le intercettazioni di questi giorni non sarebbero potute uscire sui giornali. E nemmeno quelle – altrettanto catastrofiche – del «caso Ruby».

Nel Pdl si respira un gelo che rasenta il panico. Ufficialmente ministri e deputati giurano che se il governo cade ci sono solo le elezioni (una posizione che a sinistra convince Idv, Prc e Sel).
In privato però, in tanti leggono l’uscita pubblica di Pisanu di due giorni fa (passo indietro di Berlusconi e governo di larghe intese “protetto” da Napolitano) come l’ufficializzazione dell’unico percorso possibile per separare le sorti del premier da quelle del Pdl.

Il Pd ci starebbe e il «terzo polo» non vede l’ora. Anzi, Rocco Buttiglione spiega con parole crude la vecchia idea del «salvacondotto giudiziario»: «Berlusconi passi la mano e i suoi processi penali saranno bloccati. Tutti», dice il presidente centrista all’Avvenire. «Noi lo garantiremo da vendette, rappresaglie, espropri e carcere. Non potremo bloccare i processi civili ma quelli penali sì, stiamo lavorando in questa direzione». Quanto alle parole di Beppe Pisanu, il presidente dell’Udc sostiene che non le avrebbe mai dette «se non avesse la convinzione di avere dietro qualcuno e qualcosa di consistente».

La Chiesa in primis, poi le banche. Lo stesso Pisanu, parlando proprio al congresso del partito di Casini, dice di aver ricevuto «molti pareri favorevoli, quelli che si sono sentiti e quelli che non si sono sentiti».

L’idea di fondo è un governo di transizione che faccia da incubatrice al grande partito dei «moderati e dei cattolici». Una fusione Pdl-Udc che sarebbe impossibile da realizzare con Berlusconi al timone ma che è anche l’unico obiettivo praticabile per Alfano. Se si vuole cambiare governo, la finestra d’autunno è l’unica possibile.

dal manifesto del 9 settembre 2011