closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Quinto Stato

Al Valle gli artisti si tutelano dalla Siae

Al teatro Valle occupato hanno deciso di affrontare il nodo della Siae. Un impegno colossale che parte dalle fondamenta: assistere gli autori, gli artisti, i musicisti, i cineasti e gli operatori culturali e dello spettacolo con lo sportello Legal Help. Aperto tutti i giovedì dalle 19 alle 21, e coordinato dagli avvocati Astrid Wiedersich Avena e Giovanni Maria Riccio, dello studio Scorza Riccio & Partners, lo sportello erogherà consulenze sull’universo del diritto d’autore: contratti di edizione, rapporti con la SIAE, ma anche licenze creative commons, nuove forme di distribuzione e tutela via internet.  L’obiettivo, afferma l’attore e regista HosseinTaheri, è

aiutare gli autori, sondare le condizioni di lavoro a noi imposte e, non meno importante, analizzare i limiti che i liberi cittadini sono costretti ad affrontare nel flusso dei contenuti culturali. Un autore deve poter scegliere se vincolarsi o meno a società come quella della Siae”

Lo sportello sarà coadiuvato dal sito internet per la tutela dal plagio delle opere e la diffusione della cultura libera Patamu.com, un progetto indipendente pensato per offrire ai musicisti, agli artisti ed ai creatori di opere di ingegno in generale un modo per tutelare la paternità delle proprie opere attraverso la procedura della marcatura temporale. Il progetto è supportato e seguito dalla rete della Free Hardware Foundation, attraverso Isotype, Sportello Liberius e Frontiere Digitali.

Alla base di questo progetto c’è l’intenzione di ripensare la proprietà intellettuale sulla quale in Italia, c’è un monopolio, quello della Siae. Fondata a Milano il 23 aprile 1882 per rispondere alle esigenze avvertite, oltre che da musicisti come Antonio Bazzini e Giuseppe Verdi, anche da editori e uomini di lettere come Giosuè Carducci, Emilio Treves, Francesco de Sanctis e Edmondo De Amicis, la Siae è un’associazione, ma anche un ente pubblico.

E’ l’unica preposta a fare da intermediario tra l’autore di un’opera e chi vuole utilizzarla. Un autore che si iscrive alla Siae deve pagare 220 euro e rinnovare l’adesione ogni anno con 91,50 euro. La Siae rappresenta un’eccezione nel panorama europeo: per un musicista, ad esempio, è possibile iscriversi alla omologa società inglesecon 10 sterline, in Spagna può pagare 15 euro, più cara la Sacem in Francia: 119 euro. La differenza è importante: si paga una sola volta.

La Siae è un intermediario tra l’autore e il mercato che finanzia lo Stato in un regime di monopolio legale.Un’inchiesta di Altroconsumo, che risale al 2009, ha calcolato i proventi di questa attività che non riesce a garantire al 60% degli autori una redistribuzione di diritti superiore alla quota versata annualmente.Allora, la Siae ha incassato 743 i milioni di euro.

Di questi, 109 milioni sono stati trattenuti dall’ente come compenso per le sue attività. Nel 2007 per la vendita di biglietti e servizi di vidimazione, la Siae ha incassato quasi 16 milioni di euro. 12 milioni derivano dai bollini apposti sui libri (su richiesta dell’autore o dell’editore) e sui prodotti multimediali.

Dall’inchiesta di Altroconsumo si apprende che

i diritti distribuiti agli autori ammontano complessivamente a 193 milioni di euro. Una delle voci di spicco è costituita da costi strutturali: 13 milioni per i mandatari, 2 milioni per gli accertatori esterni, 2 milioni per gli organi sociali, 90 milioni per il personale, 5 milioni contribuzione ai fondi pensione, voci che insieme costituiscono il 76% dei costi della Società.

Nel rapporto pubblicato dall’Istituto Bruno Leoni si apprende che nel 2008 la SIAE ha registrato nel comparto della musica, il mercato più redditizio, incassi per 474,7 milioni di euro dall’area Musica, cui si sommano i 9,64 milioni introitati dall’area Lirica. La sezione letteraria oggi raccoglie somme di gran lunga inferiori a quelle registrate dalla sezione Musica: 19,3 milioni di euro nel 2008, contro i 474,7 di quest’ultima. Nel 2010 è previsto un ulteriore calo, fino a toccare quota 13,7 milioni di euro.

In Italia, le tariffe applicate agli autori per le opere letterarie e figurative sono le stesse che si applicano ai compositori: 128,52 euro di iscrizione e quota annuale pari a 89,70 euro, altrimenti 588,32 euro per un mandato quadriennale, che equivale ad un importo annuale di 147,08 euro. Per gli editori le cifre salgono a 428,40 per l’iscrizione e una quota annua di 413 euro; per il mandato quadriennale, è chiesto il pagamento di una tassa di 245,24 euro, cui si sommano le quote annuali pari a 413,10 euro.

Un esempio può essere utile per comprendere la situazione. Una radio commerciale con ricavi pari a 500 mila euro, che emette in tutto il territorio nazionale, dovrà alla Siae il 6% dei propri incassi. La stessa emittente, in Inghilterra, verserebbe alle associazioni omologhe della Siae il 2% e il 3% dei propri ricavi, ma al netto dei costi sostenuti.

Il monopolio di stato sui diritti di proprietà intellettuale aumenta dunque le spese, non distribuisce reddito agli iscritti e aumenta il costo dei prodotti, dai biglietti ai dvd o i libri acquistati. Con lo sportello Legal Help al Valle non intendono schierarsi a favore di una liberalizzazione del mercato:

“Noi come Valle – continua Hossein – vogliamo aprire tutte le questioni che oggi impediscono al nostro settore di decollare. La libera circolazione delle idee è la prima cosa che deve essere tutelata”

La furia dei cervelli

  • http://www.luxinfo.it Luca Usai

    Ciao! Grande Lavoro Vorrei Essere Aggiornato Come Posso Fare..sono ontanuccio da Roma…