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FranciaEuropa

“Al massimo 100 smic per i grandi manager”

Quaranta personalità, politici,  intellettuali ma solo due amministratori delegati, hanno firmato un appello (pubblicato da Libération), “Appello dei 40 per il CAC 40” (cioè l’indice di Borsa di Parigi). Chiedono che i grandi manager, gli ad, non possano guadagnare più di 100 Smic (salario minimo) in un anno, vale a dire al massimo 1,75 milioni. L’Appello è firmato dal segretario del Ps, Jean-Christophe Cambadelis, dal presidente dell’Assemblée nationale, Claude Bartolone (Ps), dalla sindaca di Parigi, Anne Hidalgo (Ps), Philippe Martinez (segretario Cgt), l’economista Thomas Piketty, lo storico Pierre Rosanvallon, l’ecologista Nicolas Hulot, il regista Raphaël Glucksman ecc. Viviamo “in un periodo inedito della storia del capitalismo contemporaneo” scrivono, gli stipendi dei dirigenti sono “esplosi”, le élites economiche “coltivano il sentimento deleterio dell’ognuno per sé”, che sta sfasciando le nostre società. A firmare l’Appello, solo due dirigenti: Jean-François Rial, ad di Voyageurs du Monde e Serge Papin, dirigente di Système U. I firmatari scrivono che nel 2015 gli stipendi dei dirigenti sono aumentati tra il 5 e l’11%, e che guadagnano una media di 4,2 milioni di euro l’anno, cioè il valore di 240 Smic. La giustificazione è che esiste “un mercato mondiale” dei grandi manager e che nessun paese puo’ permettersi di perdere queste fantastiche competenze.

L’Appello arriva dopo le polemiche sollevate dalle remunerazioni di Carlos Ghosn e di Carlos Tavares, rispettivamente ad di Renault e di Peugeot. Ghosn ha ottenuto una remunerazione di più di 7 milioni l’anno solo da Renault, dove è praticamente a mezzo tempo, altri 7 milioni gli sono versati da Nissan (e adesso avrà anche uno stipendio da Mitsubishi?). Carlos Tavares si è paragonato a un “campione di calcio” per giustificare una remunerazione fuori norma. L’Appello chiede al governo di legiferare per impedire gli eccessi. Al Parlamento è appena passata una proposta in questo senso. Il primo ministro, Manuel Valls, è d’accordo: “in un primo tempo – ha detto – abbiamo fatto la scelta di mettere le imprese di fronte alla propria responsabilità”, cioè di varare un’autoregolazione. “Ma dobbiamo constatare che questo impegno non è rispettato”, ha aggiunto Valls, che conclude: “quindi adesso bisogna ricorrere a una legge”. François Hollande ha parlato di “esigenza morale” e che ci sarà una legge se “non viene fatto nulla da parte del padronato”. Ma il ministro dell’Economia, Emmanuel Macron (che pare abbia mire presidenziali), frena: “non credo che una legge sia il metodo giusto”, ha affermato di fronte a una riunione di imprenditori.