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Lo scienziato borderline

Al concerto per il Freak Antoni ho fatto l’angolista

Mercoledì scorso ero al concerto, assolutamente meraviglioso, degli Skiantos e di tutti gli amici venuti a Bologna per salutare i sessant’anni del Roberto Freak Antoni, organizzato da Oderso Rubini, Fabio Testoni che tutti quella sera han chiamato sempre Dandy Bestia, e la figlia Margherita.

Accompagnavo i miei amici, i Powerillusi che sono delle colonne del rock demenziale che era uno dei lati – anche se non il solo – del Freak. Loro hanno cantato “Non sopporto il Capodanno”, ma questa è un’altra storia: coming soon, stay tuned.

Mentre entro dall’ingresso degli “artisti” mi si avvicina gentilmente un giovane uomo dal forte accento bolognese che mi chiede: “Sei Paco d’Alcatraz?”. Sorridendo diniego, e lo prendo per un semplice fan appostato per vedere i musicisti. Tutt’altro. Durante la lunga serata imparo a conoscerlo. Si chiama Roberto, è un esponente degli “angolisti” bolognesi. Collezionisti non solo di autografi, ma di fotografie, “dediche contestualizzate”, fotografie, amicizie vere e proprie con i VIP. Calderoni “il prof” era il loro esponente più notevole, ma è mancato lo scorso anno. Roberto in particolare colleziona appunto “dediche contestualizzate”: l’ho visto con i miei occhi in azione, con l’amico Marco Carena, altro mitologico esponente del demenziale torinese, cui ha sottoposto un testo-dedica da ricopiare con la sua grafia e firmare. Uno per sé, ed uno per il fratello! Io trovo che tutto questo avrebbe deliziato Roberto l’altro, il Freak, appunto. E dedico appunto l’apertura del mio articolo al Calderoni, a Roberto e agli altri angolisti: anche io, per quella sera, ho fatto l’angolista come loro.

Solo che io colleziono videointerviste, visi, musica e impressioni. Mi pare che a scrivere e leggermi la gente si stufi più facilmente che non a sentire la viva voce dei protagonisti. E da bravo angolista ne ho collezionati alcuni, dei tantissiimi presenti quella sera.

Johnson Righeira ci racconta gli inizi, quando i Righeira non esistevano ancora per il grande pubblico e lo sconosciuto Stefano Righi venne a Bologna per incidere il suo primo 45 giri – Bianca Surf, riproposto proprio al concerto di Bologna – con Freak Antoni e gli Skiantos. Ma il bello è vederlo commosso, parlando del Freak.

Eugenio Finardi viene da me sollecitato, sapendolo impegnato sulla questione, ad esprimersi sulla chiusura inopinata del programma radio per gli emergenti DEMO, di cui abbiamo già ampiamente raccontato. Ma poi il discorso si sposta su quanto sia stato difficile per Finardi essere qualcosa di diverso da quello dell’Extraterrestre e della Musica Ribelle, ma come il successo dell’ultimo CD “Fibrillante” gli abbia dimostrato essere possibile. Però come d’incanto spunta un’ammissione che fa pensare: ai miei concerti, dice, purtroppo, i giovani non li vedo più. A me – contando l’esplosione del pubblico giovane quando ha cantato Karabignere Blues con gli Skiantos – non pare mica tanto vero.

Claudio Lolli non sapevo come prenderlo: ognuno ha i suoi miti, e come tanti altri della mia età uno dei miei è proprio lui. Ma mi ha aiutato il mio amico e sodale – nonché miniera di sapienza musicale – Vito Vita dei Powerillusi. L’intervista me l’ha fatta fare lui, ed è venuto fuori un bel discorso a tre, carrellando su certi inizi quando Lolli e il Freak abitavano nella stessa strada e simulavano un duello all’OK Corral, e mentre ne parlava era come se li vedessi. Ma Claudio Lolli non mi delude, e spara alcune bordate al vetriolo sulla Bologna di oggi: una città che incensa i suoi Salieri e lascia perdere i suoi Mozart.E chi vuol capire, capisca, capito, Borghesia, anche se di semisinistra?

Ringrazio Vito Vita dei Powerillusi – che mi ha promesso a brevissimo una recensione musicale della serata bolognese – e che sottopongo a ricatto pubblicando questo interessante backstage. Insieme a Marco Carena, i Powerillusi live acoustic e molto freak nel grande classico di Marco: Io ti amo come una bestia. Non accetterò di rimuoverlo se non a recensione musicale pervenuta.

E per ora questo è l’articolo dell’angolista. La musica, e le foto dal palco, alla prossima con il mio coautore. Ma essendo un angolista, voglio eternare questa foto, cui tengo – davvero – molto.

Con Claudio Lolli, Concerto per il Freak, Bologna.

Con Claudio Lolli, Concerto per il Freak, Bologna.