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Ceci n'est pas un blog

Al bar con la rabbia

A poco più di 24 ore dalla strage compiuta da 3 uomini, presunti appartenenti a qualche cellula jihadista, possiamo tranquillamente trarre un primo bilancio di come i nostri media, televisivi e non, stanno trattando questo fatto, sconvolgente per molti, avvenuto contro la redazione di un giornale satirico francese.

La portata di questo evento è enorme. Bisognerebbe avere nervi saldi e saper scegliere gli argomenti giusti e le parole giuste per affrontarlo ma questo non sembra sia una preoccupazione. Anzi. Da ieri sera Matteo Salvini è protagonista assoluto di talk show e tg. E’ per caso un esperto di terrorismo internazionale? Di jihadismo? Può raccontarci del conflitto siriano, serbatoio di combattenti dall’Europa e per l’Europa? No. Salvini è strumentale al fare audience e allo spostare qualsiasi discorso alle beghe di casa nostra e a lanciarlo nella prossima campagna elettorale al grido di “basta clandestini, basta Islam, basta moschee”. E che ci importa se i 3 ricercati siano cittadini francesi. Bisogna chiudere le frontiere subito. Lo ha detto anche Roberto Maroni, chiudere Schengen così a Mentone non passano terroristi francesi. L’altro assoluto protagonista è un uomo, un giornalista, sottoposto a provvedimento disciplinare dall’Ordine dei giornalisti, per i suoi contenuti islamofobi, tutto a un tratto diventato per Mediaset un esperto di Islam e quindi persona a cui chiedere un commento e una analisi sui fatti di Parigi. E’ Magdi Allam, difensore oggi dell’Hebdo, nonostante un paio d’anni fa chiedesse un intervento del Vaticano perché pubblicava vignette blasfeme. Complimenti.

Ma accanto al giornalismo televisivo c’è quello cartaceo: Libero titolava oggi “Questo è l’Islam”, stesse parole e contenuto twittato ieri dal direttore di un inserto del Sole 24 Ore, Christian Rocca, già noto per delle posizioni piuttosto dure contro l’Islam, di cui dimostra di non saperne molto. Del resto già parlare di “terrorismo islamico” è sbagliato, visto che l’Islam non è una cosa sola, che le formazioni jihadiste sono diverse e spesso in guerra tra loro. Ci sono divisioni storiche come quella tra sunniti e sciiti, che spesso e volentieri sfociano in conflitti interni. Ma del resto parlare di “terrorismo islamico” semplifica e aiuta a far inorridire noi bianchi occidentali. Ernesto Galli della Loggia sul Corsera afferma che l’Islam è incompatibile con il nostro insieme di “regole”. Ovviamente per l’Ernesto del Corsera si fa riferimento alle libertà individuali e soprattutto a quello delle donne nonostante donna non sia e nonostante ci siano moltissime donne che nella nostra bianca e cristiana Europa tanto libere non si sentono.

Infine chiudiamo col fiume di retorica e ipocrisia bipartisan della nostra politica. A sinistra, gli onorevoli del PD, usano toni tipo “non ci fermeranno” (Ma chi? A chi? Cosa non fermeranno?) oppure come fa Pina Picierno “L’Europa si fonda sui valori di libertà e democrazia. L’attacco terroristico a Parigi riguarda l’Europa e ciò che rappresenta”. Sicura Pina? Vogliamo aspettare prima di capire se i 3 sono una cellula jihadista, quale e magari a chi fa riferimento? Già hai capito tutto, Pì? Da destra la palma d’oro spetta al partito di Giorgia Meloni che scrive “siamo in guerra” oppure contro “il relativismo”. Ci sarebbe da ridere se non fosse tutto così drammatico.

Da destra a sinistra sono unanimi nel parlare di “attacco alla libertà di espressione”, si afferma che Parigi è “l’11 settembre europeo” (anche se la stessa cosa fu detta dopo l’attento alla metro di Madrid ma evidentemente è scaduto il copyright) ma soprattutto che “la satira non si tocca”. Non fategli notare che la satira dalle nostre tv è scomparsa già da anni, che un Guzzanti è costato interrogazioni parlamentari e censure, quando non erano querele. Premesso che non ho mai capito cosa significhi libertà di espressione visto che secondo me anche i tagli all’editoria sono un taglio alla libertà di espressione, trovo singolare che non ci sia qualcuno che chieda a uno di questi fenomeni della politica nostrana una semplice domanda: ma siamo in guerra chi? contro chi?

Nel frattempo in Siria si continua a combattere contro l’Isis e sono proprio le formazioni come YPG/YPJ a forte componente musulmana, braccio militare del PKK formazione politica giudicata terroristica dalla stessa UE, con un avallo (più formale che reale) degli Usa. Isis continua a estrarre petrolio e a venderlo al mercato nero, mentre qualche centinaio di combattenti provenienti dalla nostra stessa Europa raggiunge con facilità la Siria passando per le frontiere degli amici ma sulla carta nemici della Turchia. Nel frattempo continua la politica di ingerenza da grandeur fallito di Hollande in Africa (Mali e Rep Centraficana), Libia, Siria e Iraq. Ma di tutto questo non si parla, non si contestualizza, non si ragiona. Una cosa è certa per Isis siamo stati una splendida scuola di vita ma soprattutto militare. Usano le nostre stesse armi: media e propaganda. Lo spiegava benissimo Preciado in questo articolo su Internazionale.

Nel frattempo ieri notte ci sono stati sempre in Francia attacchi alle moschee. Nelle settimane precedenti anche nelle periferie svedesi ci sono stati episodi simili. In Germania e non solo avanzano movimenti politici apparentemente non ideologici in chiave anti-islamica ma che caso strano vedono coinvogliare parecchi personaggi legati alla destra radicale, per uno scontro tra inciviltà che in tanti, da una parte e dall’altra alimentano.

A noi, stretti tra due fascismi, quello identitario europeo e quello islamico, non ci resta altro che un si salvi chi può.

  • ☭ Graber ☭

    L’analisi è pressoché perfetta.Dopo questo fatto gravissimo sono tutti autorizzati ad essere come Cicero a commentare il fatto a seconda dello schieramento politico.È tutta “ciccia” buona e serve a sfamare quelli che hanno come cavallo di battaglia l’immigrazione clandestina sopratutto a destra. Poi, queli che si sentono di sinistra o meglio “finta sinistra” condannano il fatto traendo conclusioni affrettate. È chiaro a mio modo di vedere che dipende molto dalla difesa eroica dell’avamposto anti ISIS a Kobane, bistrattato dall’Europa essendo sotto l’egida USA. Dove c’è guerra ci sono gli avvoltoi degli STATES pronti all’invasione di dollari quando tutto sarà desertificato.