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Rovesci d'Arte

Ai Weiwei, prime notizie dell’artista cinese in carcere

Gli appelli di artisti e intellettuali che hanno circolato in rete in favore della scarcerazione di Ai Weiwei, l’artista detenuto dal 3 aprile, ufficialmente per «reati fiscali», in realtà a causa della sua militanza politica, forse qualcosa stanno smuovendo nelle rigide autorità cinesi. Weiwei (che collaborò con gli architetti Herzog e deMeuron per il famoso stadio a nido d’uccello delle olimpiadi e che pochi mesi fa «invase» la Tate Modern di Londra con i suoi semi di ceramica che il pubblico all’inizio poteva triturare passandoci sopra, poi solo guardare da lontano) è stato concesso di ricevere domenica scorsa in carcere la visita di sua moglie. A riferirlo è il sito di dissidenti Boxun. Lu Qing sarebbe stata contattata dalla polizia e condotta a incontrare il marito in prigione, per una manciata di minuti. È la prima volta che si riesce a sapere qualcosa della sorte dell’artista WeiWei, da quando venne arrestato in aeroporto mentre stava per imbarcarsi, direzione Hong Kong. Per la sua liberazione, si stanno mobilitando gli artisti di tutto il mondo e alcuni governi, fra cui quello americano. Anche l’anglopakistano Anish Kapoor, a Parigi, ha dedicato la sua mostra ad Ai Weiwei. Inoltre, Herman Van Rompuy – presidente del Consiglio dell’Unione europea – a Pechino in visita ufficiale, avrebbe promesso di porterà sul tavolo delle discussioni col governo cinese anche la vicenda di Ai WeiWei.