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Rovesci d'Arte

Agli sgoccioli il mistero di Caravaggio

Il mistero della “fisicità” di Caravaggio, uno dei gialli rompicapo degli esperti d’arte e scienziati, sta per essere svelato. Saranno infatti presentati tra una settimana, mercoledì 16 giugno alle ore 11, in una conferenza stampa aperta al pubblico al teatro Alighieri di Ravenna, i risultati conclusivi della ricerca sul luogo di sepoltura e sui presunti resti mortali dell’artista eccelso Michelangelo Merisi, detto Caravaggio. A parlarne sarà Lucio Calcagnile, ordinario dell’università del Salento, responsabile della datazione dei resti ossei con il carbonio 14, Giorgio Gruppioni, ordinario dell’università di Bologna, docente al dipartimento di beni culturali di Ravenna, coordinatore scientifico delle analisi antropologiche, genetiche e istologiche, e Silvano Vinceti, presidente del Comitato nazionale per la valorizzazione dei beni storici, culturali e ambientali e responsabile della ricerca storico documentaria su Caravaggio. «L’attesa è grande – hanno detto il vicesindaco Giannantonio Mingozzi e Rodolfo Bartoletti, responsabile ravennate del Comitato, che hanno seguito passo dopo passo l’evolversi delle analisi – Siamo ottimisti e soprattutto certi dell’alta qualità delle analisi scientifiche eseguite con il massimo rigore; altrettanto si può dire per il contesto storico ricostruito da Vinceti sulla base delle preziose fonti ritrovate ed esaminate». Forse dopo l’exploit delle sue ossa e la morbosa curiosità intorno al suo corpo, Caravaggio troverà la meritata pace….

  • Nunzio

    Nella nostra parrocchia custodiamo un quadro di San Giacomo fatto dal Merisi, se è interessato mettiamoci in contatto.

  • martino

    Complimenti, un bel po’ di soldi buttati via.

  • maurizio carucci-negri

    Mi permetto di far notare che in quest’anno, 2010, quattrocentesino dalla sua morte, a parte la mostra alle Scuderie del Quirinale, non mi sembra sia stato fatto molto per commemorarlo.
    Che le poste italiche gli abbiano dedicato, non dico una serie, ma almeno un francobollo commemorativo, che diaminecarvaggio è un genio assoluto, i suoi quadri sono nei più importanti musei del mondo.
    ( in compenso le poste italiane hanno dedicato un francobollo a mino reitano, lui si che ha onorato l’Italia, ma in che paese viviamo!

  • martino

    L’ultimo sfregio è stata la traslazione delle ossa da quella canaglia di Previti sulla sua barca. Questa gentaglia un giorno pagherà.

  • Francesco Tresoldi

    La grande avventura scientifica è felicemente giunta al traguardo. Con queste parole il dott.Silvano Vincenti, Presidente del Comitato Nazionale per la Valorizzazione dei Beni Storici, Culturali e Ambientali ha aperto la conferenza con i risultati conclusivi della ricerca dei resti mortali del Caravaggio. Un lavoro intrapreso circa un’anno fa dall’equipe del dott. Giorgio Gruppioni dell’Università di Bologna, inteso ad esaminare dei resti ossei prelevati nella cripta del cimitero nuovo di Porto Ercole e alcuni prelievi fatti a Caravaggio per comparazione dei Dna, fra quanti portano il nome Merisio o Merisi. Risultati difficili da ottenere se si deve tener conto di un fratello di Michelamgelo morto in giovane età e un secondo che ha scelto la carriera ecclesiastica. Michelangelo non ha avuto figli. e a questo punto si sarebbe dovuto chiudere l’argomento. Ma quando una macchina è in corsa non si può fermare in un momento.
    La natura chimica del terreno dove vi erano depositate le ossa reperite, avrebbero indicato che il reperto n° 5 , era stato prelevato ad un livello profondo, e dunque nella parte più antica seicentesca del cimitero. Nell’esame del reperto indicato si sarebbe inoltre individuato una base di carbonato basico di piombo, tracce dell’uso nella pittura della cosiddetta “biacca”. Un esame sul tessuto osseo del reperto n°5 avrebbe inoltre dato la possibilità di risalire ad un individuo morto nell’età fra i trentotto e quarant’anni, e che la morte di questo individuo, sarebbe avvenuta attorno al 1610. Conclusioni che avrebbero dato in percentuale la possibilità di aggiungere “punti” ad una individuazione del corpo del Caravaggio. Quello che alla fine comunque mancava era il risultato più importante: una accostamento dei Dna prelevati a Caravaggio da ceppi di cognome Merisi, con le ossa prelevate nel cimitero di Porto Ercole, in esame.
    Di conforto ad un risultato negativo, si sarebbe comunque potuto considerare che in almeno cinque Merisi o Merisio si era individuato nei Dna, una seppur piccola componente genetica comparabile al famoso reperto n°5. Ma perché tutto questo ? Perché nonostante mancasse un vero confronto fra i reperti ritrovati a Porto Ercole e i prelievi Merisi di Caravaggio, grazie ai punti acquisiti in risultati di sola indagine, si dichiarava di essere arrivati ad un ritrovamento del corpo dell’artista con percentuale all’85 %.
    Ma saranno veramente questi i resti mortali del grande pittore lombardo ? Chi scrive era presente alla conferenza e ha ascoltato attentamente le relazioni del dott. Giorgio Gruppioni (Ordinario Università di Bologna), del dott. Lucio Calcagnile (Ordinario Università del Salento) e di Massimo Andreatta (Direttore del Centro ricerche di Marina di Ravenna). Ma che fine hanno fatto le prime testimonianze raccolte dalla ricercatrice- archeologa di Porto Ercole, Dott. Gianna Anastasia? La ricercatrice ebbe a rendere noto, che durante gli scavi per l’urbanizzazione del paese dove vi era situato l’antico cimitero di S. Sebastiano, vennero alla luce avvolti in un mantello nero ed un consumato fermaglio d’argento, alcuni resti ossei sospettati di appartenere al Caravaggio. Raccolte dall’allora parroco e racchiusi in cassette di legno di abete vennero traslati e tumulati negli ossari dell’ antica parrocchiale di S.Erasmo.
    Perché oggi non potendo trovare confronto, per motivi di sicurezza, con quanto sepolto sotto la chiesa di S.Erasmo si è arrivati a tale conclusione ? E se davvero, come gia ipotizzato dal sottoscritto, e condiviso da alcuni noti studiosi, fosse figlio di Francesco Sforza? Nel rispetto del lavoro intrapreso dall’equipe del dott. Giorgio Gruppioni e dai suoi colleghi, non resta che rimanere in attesa, a quando fra qualche giorno, la famosa teca contenente i resti mortali del nostro illustre concittadino arriverà per essere esposta nella nostra città. Il Caravaggio, come altri artisti che nel tempo lo seguiranno, risultò essere un uomo eccezionale pur nel suo rapporto fra creatività e follia. Un artista che visse una vita piena di passioni e di amore e se vogliamo qualche volta di eccessi, ma non meritevoli di condanna.
    Fu accusato di omicidio per aver ucciso uno dei capi banda del Rione di Campo di Marzio, un certo Ranuccio Tommasoni, ma le ragioni di questo scontro non furono mai del tutto chiarite.
    Fu definito il “genio maledetto del ‘600 italiano”, ma nessuno lo bollò come assassino, calunniatore, baro, e lo stesso Pontefice gli perdonò le sue intemperanze, poiché nelle sue tele vi è raccoglimento, stupore, desiderio di pregare.
    Michelangelo ha dato lustro alla sua città e alla bergamasca e merita comunque solo gratitudine e il nostro rispetto per quello che la sua arte suscita.

  • maurizio carucci

    Scusate ma il fatto che in quelle ossa vi siano del piombo ed altre molecole che si adoperavano nei colori dell’epoca non sarebbe una prova attendibile che rende probabile l’artribuzione di quei resti ad un pittore?
    E non credo che di pittori ce ne fossero tantissimi sepolti in quella zona.
    Per inciso ancora nessuno ha scoperto perchè mai venne espulso dall’Ordine Gerosolmitano ? quale reato commise?