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Islamismo

Afghanistan, quali elezioni?

Oggi attentato (fallito) a un candidato a vice di Karzai, Mohammed Qasim Fahim, noto signore della guerra tagiko, vicino a Kunduz, nel nord dell’Afghanistan. Si tratta del secondo tentativo di uccidere un candidato in una settimana. Sempre oggi è stato ucciso un soldato americano, il 39.mo negli ultimi 30 giorni, i britannici uccisi nello stesso periodo sono 30. Anche gli italiani, fortunatamente con meno perdite, sono direttamente impegnati nella guerra. Scontri, attentati, vera e propria guerra impegnano le forze straniere contro i taleban in buona parte del paese, mentre intere regioni sono sotto il controllo diretto degli ex-studenti di teologia. Occorrerebbe avere il coraggio di fare  il bilancio di otto anni di intervento militare in Afghanistan , che è evidentemente e decisamente fallimentare su tutta la linea. Invece si insiste (lo fa Obama, ma anche alcuni europei), rafforzando la presenza in mezzi e uomini, illudendosi e facendo illudere che una vittoria militare sia possibile e che occorra salvare Karzai nelle elezioni del 20 agosto. Ma che elezioni saranno in un paese in guerra? Dove gli attentati aumenteranno in vista del voto? Anche se in qualche parte del paese un voto ci sarà avverrà sotto la minaccia di uno o dell’altro signore della guerra. Non sarà né un voto libero né valido. In questo modo forse si illuderanno gli occidentali di avere a  cuore le sorti dell’Afghanistan ma non gli afghani. E noi fino a quando continueremo ad accettare che le nostre risorse economiche e umane vengano sacrificate per una scelta che va contro la nostra costituzione e il futuro dell’Afghanistan? Non si tratta di abbandonare gli afghani al loro destino con il ritiro militare, ma di aiutarli con una presenza di natura diversa.

giuliana