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Rovesci d'Arte

Addio Sendak, ci lascia i suoi meravigliosi mostri

All’età di 83 anni, a causa delle complicazioni dovute a un infarto, è morto lo scrittore e illustratore statunitense Maurice Sendak, uno degli autori più amati (dai piccoli lettori) del XX secolo. Dal suo celebre libro «Where the Wild Things Are», pubblicato nel 1963 e tradotto in una trentina di lingue (in italiano da Babalibri), per il quale nel 1964 ottenne la Caldecott Medal come il miglior libro illustrato americano, nel 2009 Spike Jonze realizzò il film «Nel paese delle creature selvagge» (Where the Wild Things Are), una pellicola che strappava i bambini dai mondi edulcorati e ovattati per gettarli fra i meandri della paura e delle oscure forze della natura. La storia è quella di un bambino capriccioso che, messo in punizione, decide di fuggire, finendo nell’isola dei mostri. Dovrà destreggiarsi tra spinte anarchiche e principi d’ordine. Un modo come un altro per crescere, fuori dai cliché. Nato a New York, nel quartiere di Brooklyn, il 10 giugno 1928 da genitori ebrei polacchi immigrati, a vent’anni Sendak costruiva già giocattoli animati in legno tanto da richiamare l’attenzione di un commerciante che lo volle come assistente. Una decina di anni dopo, ha al suo attivo l’illustrazione di una cinquantina di libri. Spesso censurato per la sua “cruda” fantasia, per i ragazzini non proprio educati che tratteggia e piuttosto scapigliati nei modi di fare, ispirato da tante fonti – da Mozart a Melville e Blake, le cui opere abbellì con suoi disegni – lo scrittore era anche conosciuto per le sue scenografie teatrali. Interrogato sulla nascita del suo capolavoro, Sendak rispose che ” era un esorcismo personale”, un ritorno alla sua difficile infanzia di Brooklyn mentre le creature mostruose “un omaggio agli zii e zie che venivano a casa  per le festività religiose”. Fra i suoi libri figurano «Il lupo ballerino» e «Luca, la luna e il latte», quest’ultimo pubblicato per la prima volta nel 1970 e oggetto di polemiche a causa del piccolo protagonista della storia che appare spesso nudo. Nel 2003 Sendak ha ricevuto il Premio Astrid Lindgren per la Letteratura per l’insieme della sua opera, come riconoscimento «per la sua coraggiosa esplorazione dei segreti recessi dell’infanzia, che ha cercato di illuminare con fantasia e amore». Nel corso della sua carriera ha ottenuto il Premio Hans Christian Andersen nel 1970, il National Book Award nel 1982, la Laura Ingalls Wilder Medal nel 1983 e la National Medal of Arts nel 1996. Come illustratore fu autodidatta e cercò sempre di trasmettere la malinconia tipica di molti bambini. Il suo segno “grafico” rimanda alle stampe dell’Ottocento ma anche agli acquerelli di Chagall nonché agli eroi dei fumetti.