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Addio Ivan Sgrena, alpinista sorridente

Il fratello di Giuliana Sgrena è caduto sulle Alpi dell’Ossola

Ivan Sgrena, il fratello della nostra Giuliana, è morto ieri mattina a Baceno, cadendo dalla roccia mentre arrampicava sulla Punta della Rossa, nelle Alpi piemontesi al confine tra Italia e Svizzera.

Ivan aveva 59 anni ed era un macchinista in pensione. Una persona innamorata della montagna e amante della pittura. Abitava a Masera, in una villetta vicino a papà Franco e mamma Antonietta. Lascia la moglie Claudia e una figlia, Sofia, di 16 anni.

Ieri mattina si era svegliato presto come al solito, verso le 6 aveva dato da mangiare ai cani e poi era partito per l’arrampicata insieme a un amico. Un caffè al bar e via, in macchina verso lo Spigolo della Punta della Rossa, una via «classica» sopra i pratoni dell’Alpe Devero, verso una vetta compatta e ferrosa che al tramonto si infuoca in tonalità splendide.

Ivan era un alpinista esperto, con almeno 15 «4mila» all’attivo, iscritto al Cai e conosciuto da tutti nella Val d’Ossola. La sua passione lo portava spesso a percorrere i ghiacciai nella vicina zona del Rosa.

Ieri il tempo era sereno, in condizioni ideali per l’escursione, nulla faceva nemmeno lontanamente pensare a una tragedia. Ivan e il suo amico sono arrivati alla base della parete con calma, verso le 9.30. Ivan ha cominciato ad arrampicarsi per primo quando all’improvviso, dopo pochi minuti dall’inizio dell’ascensione, la caduta di un masso lo fatto precipitare giù dalla parete per una ventina di metri.

Sul posto sono subito intervenuti due alpinisti di una cordata precedente, l’elisoccorso alpino piemontese e i carabinieri della stazione di Crodo ma per Ivan purtroppo non c’è stato niente da fare.

L’ex presidente del Cai di Domodossola, Pino Bonzani, suo cugino da parte materna, ci tiene a descriverlo come un alpinista attento e innamorato della montagna: «Ivan era un uomo allegro e molto spiritoso, una colonna nelle nostre gite del Cai, uno scalatore esperto, quella di oggi (ieri per chi legge, ndr) è stata una tragica fatalità».

La magistratura, in ogni caso, ha aperto un’inchiesta. Lo Spigolo Sud-Est della Punta della Rossa non è considerato difficile e non ha mai portato a incidenti gravi. È una via «classica» aperta alla fine degli anni ’40 – circa 350 metri di arrampicata con un solo punto di quinto grado – che arriva fino a una vetta di quasi 2.900 metri. Forse è l’arrampicata più bella e panoramica della Val d’Ossola, nota per i passi «della mano» e «del caimano» immortalati in decine e decine di foto di scalatori.

A Sofia, Claudia, Giuliana, Antonietta, Franco e a tutti quanti l’hanno conosciuto va l’abbraccio forte di tutto il collettivo del manifesto e dei nostri lettori.

dal manifesto del 29 agosto 2012