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FranciaEuropa

Accordo tra stampa francese e Google. Storico?

François Hollande e Eric Schmidt, presidente esecutivo di Google, hanno entrambi definito “storico” l’accordo raggiunto venerdi’ sera tra la stampa francese e il gigante dell’Internet. Le trattative sono durate due mesi, i giornali francesi chiedevano un “diritto d’autore” per gli articoli pubblicati da Google, mentre la società americana, che rifiutava la “tassa Google”,  aveva minacciato di bloccare la pubblicazione di fonti dalla stampa francese, limitando quindi di molto la sua diffusione su Internet. Hollande aveva messo in guardia: in mancanza di un’intesa, ci sarà una legge per regolare la situazione.

L’accordo è diviso in due parti. La parte commerciale prevede la creazione di un fondo di 60 milioni di euro, alimentato esclusivamente da Google, che servirà, nell’arco di 3/5 anni, a finanziare gli investimenti “innovativi” per sostenere la “transizione digitale” dei quotidiani nazionali e regionali, dei magazine e anche per aiutare i pure players (è invece esclusa tutta la stampa people, di gossip, di puro divertimento). Quando questi soldi saranno esauriti, bisognerà trovare una nuova intesa con Google. La seconda parte dell’accordo prevede una collaborazione più stretta tra stampa francese e il gigante del web, che fornirà i propri servizi tecnici ai giornali.

Hollande ha parlato di “avvenimento mondiale”, che “mira a sostenere la transizione digitale e gli investimenti nella stampa”. Per Schmidt si tratta di “un accordo storico nell’interesse del popolo francese”. La ministra dell’Economia digitale, Fleur Pellerin, ha sottolineato che “non è una pura sovvenzione, ma un aiuto alla trasformazione digitale”. La ministra ha comunque rassicurato che l’accordo con Google non annulla gli aiuti alla stampa, che in Francia sono consistenti (tra aiuti diretti e indiretti, lo stato versa 1,2 miliardi di euro l’anno a sostegno del settore della stampa, che ha un fatturato complessivo intorno ai 10 miliardi, cioè l’11% proviene dagli aiuti pubblici). Dei dubbi sulla qualità “storica” dell’accordo sono stai espressi oggi da Edwy Plenel, direttore del sito Internet di inchieste Mediapart, che pure avrà accesso ai fondi Google.