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Nuvoletta rossa

A proposito di informazione e fumetto

Informazione e fumetto. Mondi distanti fino a un quarto di secolo fa circa, al definitivo sdoganamento della narrativa per immagini nell’ambito delle espressioni artistiche compiute. Ma senza dimenticare la prevalenza dell’orgoglio nerd, con collezionisti fanboy e lettori-maniaci pronti a sfogare anni di letture matte e appassionate su “fanze” libelli e pamphlet. Mondi che nell’era dell’informazione 2.0 ormai comunicano in tempo reale, in un brusio continuo e indistinto, un groviglio di webzine, blog, rumors, anticipazioni, aneddoti, discussioni da ballatoio e rivelazioni in cui orientarsi è un’impresa, almeno per i novizi. In tutta quest’abbondanza, anche qualche punto di vista controverso: è il caso dell’esperto Matteo Stefanelli, che concentra la sua critica al giornalismo di settore riducendolo a pura promozione al consumo priva di una autentica funzione informativa, pubblicità en travesti senza nessuna reale vocazione critica o d’inchiesta. Fin troppo facile, in questo senso prendersela con l’accondiscendenza degli aspiranti editor/giornalisti/critici pronti a far carte false pur di riuscire a entrare nel sistema. O con la scarsa grinta di chi indaga viziato dalla passione, come un Bondi al cospetto di un Silvio B. O ancora, con la storica leggendaria e accertata mancanza di sense of humour degli addetti ai lavori, pronti a segnarsi ogni accenno polemico sul libretto nero, che prima o poi ci si vede a Filippi. Il sospetto è che, stringi stringi, il giornalismo sul fumetto “debba” parlare di fumetti, e rumors retroscena piccanti e scaramucce stiano a zero. Chi cerca di orientarsi nel mondo dei giornaletti deve imparare a sfangarsela con quello che c’è. Imparando a selezionare. A incrociare le informazioni. E se è il caso, a leggere fra le righe. Come succede con l’informazione tout court.

Per quanto riguarda l’edicola, c’è poco da scegliere. È vero che gran parte degli albi in circolazione offrono ai lettori giunti sul pezzo in medias res quel minimo di apparato critico che faciliti il riassunto delle puntate precedenti. Ma in fatto di newsmagazine sui comics in senso stretto la scelta si riduce a due alternative. Fumo di China, in edicola ormai da 15 anni, è considerata la risorsa più autorevole e digeribile per chi cerca una dieta equilibrata e completa sulla scena fumettistica italiana e internazionale. Copertura a 360° su tutti i generi, dai classici del fumetto popolare come Tex o Dylan Dog ai super-eroi ai manga alla produzione latina e francofona; un approccio “no frills”, ma solido, competente e non privo di guizzi critici e concettuali. E specialisti di lungo corso come Fabio Licari, mente dei collaterali a fumetti di “Gazzetta” e “Corriere”, il “one man show” Marcello Toninelli, l’enciclopedico Loris Cantarelli, il cartoonesco Federico Fiecconi e molti altri. Diverso è il caso di Scuola di Fumetto. Come da testata, la rivista diretta da Laura Scarpa – anima della rivista d’autore “Animals” – non si limita a presentare al pubblico novità, retrospettive e scoperte, ma li sviscera e li eviscera attraverso una messe di interviste, schizzi preparatori, dietro le quinte, etc. tanto approfondita da dar vita alla collana parallela di (ottimi) libri-intervista “Lezione di fumetto” dedicata ad alcuni fra i maggiori autori su piazza: Dave Gibbons, Bruno Brindisi, Roberto Diso, Claudio Villa, solo per fare qualche nome.

Se la carta stampata è piuttosto sparagnina in tema di nuvolette, la Rete promette fin troppo bene. Con oltre 5 milioni di risultati utili su Google, però, tocca scremare, e di brutto. Per le notizie di prima mano sul mondo del fumetto in generale – nuove uscite, mostre, eventi, anniversari, lavoro eccetera – c’è AFNews.info, quasi un sito ANSA della categoria e portale ufficiale dell’associazione fumettisti. Per notizie, spigolature e recensioni di taglio marcatamente promozionale, pregasi cliccare su Comicus.it, fresco di restyling grafico e contenutistico, o su Comicsblog.it – quest’ultimo, molto “centrato” su manga e anime. Accanto all’informazione, la critica: si passa dall’approccio “alto” fra poetica ed estetica di portali come Lo spazio bianco e pagine web come Conversazioni sul fumetto o Harry dice, al giornalismo d’assalto ma spesso forzatamente polemico di Fumetto d’autore, che vanta un punto di vista vagamente sallustiano contro l’egemonia fumettistica delle sinistre (egemonia presunta, fra l’altro: nella realtà, l’approccio generale è moderato, perché pecunia non olet). Sono decine le pagine web in proprio gestite direttamente da sceneggiatori, critici e autori da prima pagina. Qualche esempio: Tito Faraci, Roberto Recchioni, Luca Boschi, Daniele Barbieri… In caso di allergia ai motori di ricerca, è possibile arrivarci direttamente dalle classifiche tematiche dei blog. Una su tutte, quella di Wikio. E per chiudere in bellezza, cazzeggio puro, con strisce on line come Coreingrapho.com e A Panda piace, raccolte di cover storiche come Coverbrowser.com, o delizie nerd sui singoli autori come Kirbymonsters.com.

E poi, se avanza il tempo, non resta che leggere fumetti. Che alla fine siam qui per questo.

  • http://illustrautori.blogspot.com Loris

    grazie per l’enciclopedico… si fa quel che si può 😉

  • http://conversazionisulfumetto.wordpress.com Andrea Queirolo

    bell’articolo andrea, e grazie della segnalazione.

  • Riccardo Gatani

    Bell’articolo, però manca una citazione ad un’altra storica rivista quale Linux

  • http://www.komix.it/index.php Barry_Allen

    Colgo l’occasione per segnalare anche il nostro portale, komix.it
    grazie!

  • http://www.komix.it/index.php Barry_Allen

    O meglio…. http://www.komix.it/index.php con relativo e completo forum! :)