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Rovesci d'Arte

A Los Angeles torna il murales di Siqueiros “censurato”

“American Tropical”, l’unico murales superstite di David Alfaro Siqueiros negli Stati Uniti potrà essere di nuovo ammirato dal pubblico, dopo ottant’anni di sparizione. Controverso e profondamente disturbante, questo dipinto murale – realizzato dall’artista messicano nel 1932 durante la sua permanenza di sette mesi a Los Angeles in qualità di profugo politico – venne censurato e

imbiancato per nascondere il suo soggetto: un contadino crocifisso davanti a un tempio Maya sotto un’aquila imperiale, simbolo della potenza “invasiva” americana (negli stessi anni, la famiglia Rockfeller fece distruggere a colpi d’ascia un monumentale affresco di Diego Rivera dove era inserito Lenin mentre sfilava per il Primo Maggio). Ora Siqueiros torna alla luce grazie a un restauro e riaffiora nella sua posizione originale, un bar su una terrazza: costato quasi 10 milioni di dollari, il restauro è stato sponsorizzato in parte dall’amministrazione municipale e in parte – ironia della sorte – dalla Fondazione Getty, il cui mecenate John Paul Getty apparteneva proprio a quel genere di capitalisti Usa che l’artista messicano deprecava. Quel murales, praticamente dimenticato fino agli anni Sessanta, adesso è il gran protagonista di un movimento di riscoperta dell’arte messicana e dei suoi grandi maestri e la sua location è diventata una specie di rifugio protettivo con tanto di piattaforma per il pubblico. L’América Tropical Interpretive Center (ATIC), gestito da El Pueblo, si trova al piano terra della storica Sepulveda House e attraverso una serie di mostre esplora la vicenda culturale e le tecniche che portarono alla creazione dell’opera, focalizzando l’attenzione sull’eredità artistica di David Alfaro Siqueiros. Naturalmente, essendo stato imbiancato, lo strato pittorico è molto deteriorato e i colori originali si sono indeboliti, ma non così la forza che esprime quell’immagine.

  • gianni

    Che volete che vi dica? Orami il capitalismo globalizzato è diventato un mostro che mangia, trangugia, digerisce ed espelle ogni cosa dal proprio sfintere anale, anche la cultura.