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FranciaEuropa

A cosa serve la storia per chi si prepara a studi scientifici?

La maggioranza deli storici e degli insegnanti di questa materia protestano contro la riforma del liceo che il ministro Luc Chatel vorrebbe varare. Il punto di scontro riguarda le ore di storia nell’ultima classe – la terminale – del liceo S, scientifico, che è in Francia il liceo più prestigioso, frequentato dai figli delle classi più abbienti (e anche dai migliori allievi). Chatel ha proposto di abolire le ore di storia e di geografia nella terminale, trasformandole da obbligatorie in un’opzione facoltativa. In compenso, afferma, per non passare per l’affossatore degli studi di storia, ci saranno più ore di questa materia negli anni precedenti. L’idea è di rendere più “scientifico” il liceo S, con l’obiettivo di renderlo meno attraente, per rilanciare il liceo L, la filiera letteraria, oggi in piena crisi. In realtà, l’altro obiettivo, più terra terra, è di diminuire il numero degli insegnanti. Difatti, sulla scuola come in ogni altro settore pubblico, cade la mannaia della legge che impone di non sostituire un funzionario su due che va in pensione.

Ma, in un periodo in cui la Francia vive una psicoanalisi collettiva sulla questione dell’identità nazionale, sopprimere delle ore di storia fa discutere. La contestazione riguarda anche il timore che ci sia nell’aria una volontà di professionalizzare sempre più le carriere: un liceale che si prepara a fare studi scientifici all’università (anche se dalla filiera S molti poi si iscrivono a facoltà umanistiche) non avrebbe bisogno di acquisire un pensiero critico. La polemica sulle ore di storia, quindi, sta diventando una discussione più generale sulla qualità della scuola. L’insegnamento della storia e della geografia era già stato abolito per la terminale dei licei tecnici, ma allora nessuno aveva protestato, perché si tratta di scuole di serie B. Chatel si difende e dice che anche il francese non è più studiato l’ultimo anno, perché il Bac di francese (l’esame di maturità) è passato al penultimo anno, per lasciare più spazio alle materie caratterizzanti le diverse filiere in terminale (oltre alla filosofia).