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Ceci n'est pas un blog

A chi serve Salvini?

A pochi giorni dalla manifestazione di Roma, dove Salvini al grido di “Renzi a casa” radunerà non sono solo i leghisti ma pezzi importanti della destra radicale, si fa più intenso il lavoro dei media a sostegno o quantomeno a pubblicizzare questa giornata. Ma come ha fatto Matteo Salvini in meno di una anno, anzi in pochi mesi, a diventare il principale oppositore a Renzi e al suo governo?

Un anno fa la Lega Nord era ai minimi storici, travolta dagli scandali, dalla spaccatura interna al partito, dalla disaffezione dei militanti federalisti traditi dalla loro stessa classe dirigente. Non che oggi la Lega Nord non abbia i suoi problemi, proprio in queste ore lo scontro tra Zaia e Salvini da una parte e Tosi dall’altra rischiano di dividere il partito ed è il termometro di una crisi interna profonda. Nonostante tutto questo, Salvini si è anzi è stato trasformato nel nuovo leader del centrodestra, ha scalzato il M5S e Beppe Grillo dalle cronache politiche, candidandosi come l’uomo nuovo, cospargendosi il capo di cenere per gli insulti e le politiche anti-meridionali della storia leghista affermando che “siamo italiani e bisogna unirsi contro i clandestini che stanno impoverendo l’Italia”. Nel frattempo la Lega Nord esulta per l’approvazione di un referendum “inutile” sull’autonomia in Lombardia perché ok i terroni ma bisogna pur sempre tenersi buoni i leghisti original, quelli che ancora vanno in piazza con i cartelli innegianti alla secessione.

Matteo Salvini è l’avversario perfetto per Matteo Renzi. Ne è l’antitesi: anti-europeista dell’ultima ora (nonostante la Lega Nord abbia votato il famoso trattato di Lisbona e tutte le misure pro euro), anti-immigrazionista, contro la Legge Fornero (ma le precarizzazioni fatte dai Biagi o i Sacconi erano cose buone e giuste) ma soprattutto non rischia di sottrarre del voto “a sinistra” come forse avrebbe fatto il M5S. E’ becero mentre il Matteo fiorentino si presenta come lo scout per bene. Oltretutto parte da una base di consenso che va da un 4% mentre Renzi ancora si fa forte di quel 40% preso alle europee. Il Matteo di Milano vuol farci credere che la crisi è colpa degli ultimi 3 anni mentre il Matteo di Firenze che la crisi c’è perché c’è ma ne stiamo uscendo alla grande. Ed infine il mostro Salvini crea quel blocco che negli ultimi 3 anni attraverso le larghe intese ha consolidato il suo potere in maniera definitiva.

Tornando alla domanda di partenza, perché Salvini è diventato il leader dell’opposizione dobbiamo ringraziare i nostri media, soprattutto quelli televisivi, che dalla scorsa estate ce lo propinano quotidianamente. E mai come stavolta quotidianamente è la parola azzeccata. In questi ultimi giorni poi è presente sempre, spesso anche in programmi diversi e con una corsia preferenziale nei programmi Rai nonostante continui a belare che la Rai “è al 90% occupata dalla sinistra”. Agora Rai, Ballarò, Giletti e poi La 7, Mattino 5, Matrix, etc etc etc. Sempre senza un contraddittorio credibile, sempre senza argomenti credibili, del resto della classe politica e/o dirigente la parola “credibile” è piuttosto sconosciuta. I nostri fini analisti parlano di un Matteo Salvini modello Pym Fortuyn (Antonio Polito) il leader olandese omosessuale dichirato, islamofobo ma laico non come il Matteo lumbard che l’altro giorno invitata a firmare un appello “contro l’ideologia gender nelle scuole” promosso dal Movimento per la Vita e altre associazioni pro-life. Oppure come Gad Lerner che oggi in un suo articolo/post parla di un “Salvini abile oratore”. Abile, oratore. Diciamo che riconosco la furbizia di aver capito prima di altri che si stava aprendo uno spazio nuovo a destra, che ha avuto la scaltrezza di adeguarsi agli altri movimenti delle destre radicali e populiste europee, caratterizzati da xenofobia e islamofobia. Niente di nuovo ma per un paese triste e vecchio come il nostro pare che abbia trovato la Mecca. L’abile oratore, dicono, è quello che ieri in tv affermava che “eravamo la quinta potenza mondiale poi è arrivato l’euro e l’UE che ci costringe ad accogliere tutti questi clandestini ad impoverirci”. Ah che fine economista! Una roba proprio nuova nuova. Del resto le politiche degli ultimi 20 anni, molti nei quali la Lega ha governato non hanno affatto influito. Oppure quando affermava che in Veneto “gli ospedali chiudono alle 22 per permettere alle donne che lavorano di fare le visite” (eh sì non diamo permessi, mandiamole a fare le visite ma prima passassero a casa a cucinare) quando 8 medici su 10 sono obiettori e se devi sottoporti a un aborto fai prima a prendere un aereo o un treno per un’altra regione. E sempre l’abile oratore sulla sua pagina FB continua con le sue provocazioni su Rom, sui clandestini, affermando falsità, alimentando quello scontro tra poveri tanto caro alle destre. Oppure pubblicando i numeri di telefono delle strutture che ospitano migranti invitando i suoi ragazzi a telefonare per dirglierne quattro.

Ma si sa, razzismo e xenofobia sono argomenti lontani e invisibile ai più. Soprattutto ai nostri media che a livello di linguaggio inseguono i Salvini, dove le notizie su Mafia Capitale vengono sostituite da quelle sul “racket delle elemosine” alla stazione Termini, dove i toni e gli allarmismi sono anch’essi quotidiani e continuano a inquinare le putride acque di un paese che ogni giorni si sveglia un po’ più razzista. Ma pur di vincere le ipotetiche elezioni o mantenere il consenso Renzi & i suoi elettorli sono disposti a veder spostare l’asse di questo paese sempre più a destra.

Mala tempora currunt, eppure a Roma il 28 febbraio c’è anche chi scenderà in piazza per opporsi alle politiche xenofobe di Salvini, a una piazza che vede fascisti italiani e non in una orgogliosa autorappresentazione ma soprattutto perché per sconfiggere le politiche di Renzi, non serve un ducetto padano.

Altri contributi:

Sui talk show (a)politicci http://ilmanifesto.it/storia/the-talk-show-must-go-on/

Su Salvini e i social http://ilmanifesto.it/storia/linsostenibile-razzismo-leghista/

  • miana goes […]

    Ah, l’ars oratoria di Matteo il fannullone!
    Non importa se smentisci le sue cifre, se provi che quello che dice è una cavola, se gli rispondi in maniera educata, maleducata, se gli ricordi i significativi contributi della Lega e fantastiche riforme al seguito. Matteo risponde, o fa intendere, che mica le scelse lui personalmente quelle soluzioni. La Lega sbaglia come sbagliano tutti. Quando gli vengono ricordate le sue gesta da parlamentare europeo – praticamente nulle – vira sbandierando le nuove perle di saggezza. Quindi in sostanza facendo lo gnorri.

    Ma il problema, oltre al vomito di parole che esce dalla sua bocca, è che risponde con lo stesso tono – ed ha le stesse uscite del caz*o – di un adolescente!
    “Eh sì, ora tutti i problemi li ha creati la Lega!”, “Eh sì, è sempre colpa mia!”, non ha problemi ad usare la morte di una bimba all’interno di una sua parabola e alla domanda “Salvini Lei è fascista?” dello studente dell’ Università Sapienza – ieri sera a Ballarò – Matteo ha controbattuto “Ma Lei cosa gliene frega?”. Domande e risposte con un concentrato di vittimismo, perculaggine e frasi sparate a membro di segugio. Come quelle di un 16enne che risponde “Fatti i caz*i tuoi!” a un “Com’è andata oggi?” del genitore. E come tratti un adolescente quando risponde così? Con una cinquina o rivolgendo gli occhi al cielo o chiedendo aiuto ad uno specialista se la situazione diventa insostenibile.
    Siccome è necessario controbattere, argomentare e smontare l’avversario – e come visto Salvini fa girare tutto su quest’ultimo punto – si dovrà mica chiamare una/o Psicopedagogista dell’adolescenza?!

    Credo però che l’opposizione più importante – oltre quella data dagli specialisti – la si faccia partecipando sempre e comunque a manifestazioni come questa del 28Feb. a piazza Vittorio.

    Verrò tutta coperta e bardata per bene!! No, non è per paura dei fasci di Kasapau e non sono una teppista. Sono una romana con l’influenza!