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Nuvoletta rossa

A cercar la bella morte: le storie che finiscono

Racconto low budget ma epico, il fumetto. Soprattutto quando si traduce nella rilettura aggiornata dei miti arcaici sugli eroi. Con un piccolo, importante discrimine: che da canone del feuilleton, in genere quelli di carta sono costretti a perpetrare la propria missione all’infinito in ossequio alla logica del “continua nel prossimo numero”. Da qui, le morti e le rinascite, le trasposizioni in altri contesti, i riavvii, i restyling e più in generale gli eventi che di tanto in tanto cambiano “per sempre” la storia di una testata per non cambiare niente. Per fortuna, dove c’è una regola c’è sempre qualche eccezione. Perché si, oggi i personaggi problematici sono sempre più rari, e viene spontaneo chiedersi se ci sia spazio per le avventure seriali ma con juicio di un nuovo Corto, un nuovo Zanardi o un nuovo Arzach… e però là fuori c’è sempre qualcuno che si ostina a pensare che un arco narrativo è un arco narrativo è un arco narrativo, con un principio, un intreccio e un finale. Tanto per non perdere il vizio, si impone qualche esempio fresco di stampa e addirittura figlio di logiche commerciali e narrative sovrapponibili ma molto diverse.

Ken Parker © Mondadori Comics 2015

Ken Parker © Mondadori Comics 2015

Giancarlo Berardi e Ivo Milazzo firmano Fin dove arriva il mattino, capitolo conclusivo della lunga e irripetibile saga di Ken Parker. Lo scout con la faccia di Redford tornerà presto a calcare le piste di un west mai tanto realistico, antispettacolare e genuinamente proletario quanto quello immaginato dai due autori genovesi in una nuova edizione a colori. Ma nel frattempo, lo speciale di 144 pagine edito da Mondadori Comics a 7,90 euro racconta la sua ultima battaglia contro un’epoca (e un epos) in disfacimento. I vent’anni trascorsi dall’ultima avventura di Lungo Fucile, stagionato in galera per aver difeso un giovanissimo manifestante durante uno sciopero in quel di Boston, sembrano aver inciso tanto sugli autori quanto sul personaggio, ormai segnato da rughe e acciacchi: ma benché la confezione ricalchi strade e umori ormai collaudatissimi, l’epilogo dell’avventura è uno sberleffo amaro alla funzione consolatoria di quel fumetto popolare che a metà anni settanta spesso lo faceva strano. E oggi, salvo rare eccezioni, punta più sulle risposte comode che sulle domande scomode.

Molecole Instabili © Marvel/Panini Comics 2015

Molecole Instabili © Panini Comics 2015

Se l’ultimo Ken Parker conclude un ciclo, Molecole Instabili di James Sturm e Guy Davis tenta di spezzare quello apparentemente rigido e immarcescibile dei fumetti Made in USA con una botta di pensiero laterale di scuola Raw (Maus, per capirci). Il brossurato di 128 pagine che raccoglie la miniserie in quattro capitoli edita a 12 euro dalla etichetta art-house di Panini, Panini Comics 9L, usa come spunto di partenza le sparate vintage dei redazionali Marvel circa 1960 sui fumetti super-eroistici come presunte novelization di vita vissuta. Il tutto, rovesciando come un calzino la storia di origini dei leggendari Fantastici Quattro di Lee e Kirby per raccontare le storie dei “personaggi reali” presi a modello dalla Casa delle Idee per dar vita a Mr. Fantastic & soci. Il risultato è una storia immaginaria di frustrazione e rivalsa che cita apertamente Peyton Place ma anche i ritratti di famiglia in interni di narratori come Richard Yates e James McCain. Una amara pièce a fumetti in quattro atti, totalmente spiazzante e ottimamente assecondata dal segno scabro ed essenziale di Guy Davis, già penciller di The Sandman Mistery Theatre per la Vertigo/DC Comics, che arriva in Italia a due lustri dalla sua prima pubblicazione.

Beowulf © Tunué 2015

Beowulf © Tunuè 2015

A chiudere idealmente il cerchio e le digressioni sulla serietà degli eroi seriali, il monumentale Beowulf degli autori spagnoli Santiago Garcia e David Rubin. 208 pagine targate Tunué per un prezzo di € 19,90, per la più recente versione a fumetti del poema epico inglese del X secolo (per la cronaca: la quinta). Fedeltà assoluta alle fonti, con le tre battaglie dell’eroe dei Geati contro il mostruoso Grendel e la di lui madre, per chiudere in bellezza con la lotta senile contro il serpente alato poi destinato a ispirare tanta letteratura fantasy anglosassone. Testi e disegni all’osso, efficacissimi, insieme con una impaginazione che spezza e riassembla di continuo la classica gabbia su quattro strisce del fumetto “alto” per un approccio tutto zoomate, ralenti e carrelli degno, più che di un fumetto, di un film. Un film di Milius o McTiernan, a vedere i colori sanguigni e terrosi i gialli gli arancio e gli ocra che allagano l’intero volume.

A cercar la bella morte, ovviamente, ci rimettono i possibili sequel. A guadagnarci però è il piacere della lettura: uno scambio equo, che tanto da Rodolphe Töpffer in giù (1833) il fumetto seriale è sempre lì a portata di mano.