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losangelista

911 L’Icona

Come titola l’Alias in edicola oggi, il decimo anniversario dell’ 11/9 arriva curiosamente sospeso fra celebrazione e rimozione. In America e’ una ambiguita’ che si manifesta anche nel “pudore” con cui vengono trattate le immagini dell’attacco. Pur nella rievocazione massiccia di questi giorni, le foto e i video vengono mostrati con parsimonia, nel cinema sono quasi inesistenti e in televisione sono molto rare, normalmente l’assenza viene spiegata col senso di rispetto per le vittime ma e’ come se il lutto si estendesse alla rappresentazione stessa dell’accaduto e l’iconografia di quel giorno debba conformarsi alle sole celebrazioni autorizzate e alle formule quasi religiose con cui e’ consentito riferrirsi all’accaduto. In modo simile anche il linguaggio ufficiale prevede  una retorica formale intrisa di eroismo e di sacrificio monumentale cui ogni analisi ha l’obbligo di dar passo.  Non e’ consentita trasgressione come quella di Baudrillard le suo Requiem per le Torri Gemelle che provoco’ furiosa polemica qualche anno fa per avere voluto valutare la tragedia globale nella sua dimensione di spettacolare e ipperreale. La funzione “ufficiale’ del 9/11 e’ blindata da una censura la cui ultima vittima e’ stato Steve Reich. Il compositore minimalista la cui ultima opera e’ una collaborazione col Kronos Quartet intitolata e ispirata al 9/11 (Qui alcuni brani ascoltabili in streaming). Il musicista e’ stato costretto a  cambiare la copertina del suo disco dopo l’onda di indignazione ha accolto l’uso dell’immagine delle torri sotto attacco considerta una “strumentalizzazione commerciale”.