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TV USA/Gaza: Bombe sulla Verità

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Oltre ai bambini, le famiglie e i civili inermi immolate sotto le bombe la “guerra” di Gaza sta mietendo vittime fra alcuni giornalisti USA rei di fare il proprio lavoro. Ieri la NBC ha richiamato improvvisamente dalla striscia Ayman Mohyeldin il corrispondente che aveva coperto il bombardamento sin dall’inizio e che aveva seguito anche la campagna del 2008 quando lavorava per Al Jazeera . Mohyeldin, è di origine egiziana, parla arabo ed era stato strappato ad Al Jazeera dalla NBC specificamente per la sua esperienza in medio oriente. Nell’attuale campagna si era distinto per una copertura marcatamente indipendente e non-embedded. I suoi servizi dalle macerie di Gaza hanno raccontato la verità del massacro in atto nella striscia-prigione raccogliendo le testimonianze delle vittime – l’ultimo era stato dalla spiaggia dove le bombe israeliane hanno dilaniato 4 bambini. Mohyeldin era su quella spiaggi e aveva giocato a Pallone con quegli stessi ragazzi fino a pochi minuti prima del bombradmameto “strategico” dell’artiglieria israeliana. Oltre al reportage aveva raccontato la verità delle vittime e delle loro famiglie via social media. Il giorno dopo l’annuncio dell’emittente che il giornalista veniva rimosso “per ragioni di sicurezza” e sostituito da una altro corrispondente, Ricard Engel. Il giorno appresso la CNN ha rimosso Diana Magnay, una delle giornaliste assegnate al conflitto. La Magnay aveva coperto i bombardamenti dalle colline nei pressi del confine ed era stata minacciata da un gruppo di Israeliani assembrati ad applaudire i missili che piovevano sulla striscia. In un tweet la giornalista aveva definito i fanatici “feccia” raccontando che avevano minacciato di bruciare la macchina della sua troupe se nel collegamento avesse detto cose non di loro gradimento. Anche lei è stata immediatamente allontanata dalla regione. Due casi che sottolineano la difficoltà di fare giornalismo oggettivo di fronte alla pressione filoisraeiliana che è un dato soverchiante della politica, anche mediatica, negli Stati Uniti . Come ha sostenuto Glen Greenwald , “oggi è più difficile disutere liberamente la questione palestinese in USA che non nella stessa Israele”. Ad oggi i bambini uccisi a Gaza dal 7 luglio sono 44.