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losangelista

Nelle mani di Dio

dal catalogo della Hobby Lobby

dal catalogo della Hobby Lobby

Allora, ricapitolando, cosa è successo alla corte suprema USA? La massima corte del paese ha decretato che un’azienda privata a “proprietà limitata” cioè appartenente ad un gruppo ristretto di proprietari, senza azionisti, non può, qualora i proprietari professassero fervente fede religiosa, essere tenuta a fornire rimborsi ai propri impiegati per servizi sanitari ove gli stessi contravvenissero alla fede di cui sopra. La faccenda nasce dal ricorso presentato da Hobby Lobby, una catena di magazzini per fai-da-te e hobbistica, che aveva chiesto di essere esentata dal rimborsare il costo di contraccettivi alle proprie impiegate. Bella pretesa, direte, farsi pagare la pillola dal datore di lavoro – ma si da il caso che per la grande maggioranza degli Americani la previdenza sanitaria per legge venga amministrata attraverso assicurazioni private solitamente parte del pacchetto di assunzione delle aziende. Hobby Lobby non è una piccola società, (ha 561 esercizi e 13000 impiegati in 47 stati) ma è di proprietà di una singola famiglia di fedeli seguaci di Cristo. Come tali naturalmente aborrono le deplorevoli pratiche mirate ad interferire col divino mandato alla procreazione – figurarsi l’idea di sobbarcarsi contributi che agevolino un simile peccato, seppur con ricetta medica. Eppure proprio questo li avrebbero costretti a fare le clausole della riforma sanitaria Obamacare che vietano in materia di prevenzione sanitaria di discriminare nei confronti di chicchessia. Attenzione, però. Le toghe della Supreme Court hanno rimediato, dichiarando ancora più sacrosanta del diritto alla salute, la libertà di religione. Di chi? Delle aziende, si capisce. D’altra parte un paio di anni fa la stessa corte aveva emesso la famigerata sentenza nota come Citizens United che, nell’abolire i limiti dei contributi ai candidati politici permessi alle corporation, aveva formulato l’ardita  dottrina giuridica che ritiene le aziende equivalenti a soggetti civici, ovvero cittadini. Ora se la Dell o la Mars o la Cargill (tutte di “limitata proprietà” pur avendo centinaia di migliaia di dipendenti) sono liberi di stanziare fondi a chi più rappresenta i loro interess….ehm…ideali politici, perchè non dovrebbero avere il diritto di pregare agli idoli di pietra (o eventualmente di metallo prezioso o carta moneta) in cui più fervidamente “credono”. Questo in sostanza dice la decisione  passata 5-4, col marcato dissenso dei giudici di minoranza che hanno posto alcune obiezioni abbastanza razionali fra cui: cosa accadrà quando una azienda gestita da testimoni di Geova si rifiuterà di rimborsare la trasfusione di sangue perchè così sta scritto in Levitico (o su tavolette dorate o in messsaggi in codice provenienti dal pianeta Zoltan). E quando un amministratore delegato rivendicherà la libertà di procedere al licenziamento dei sodomiti che la propria fede gli impone? Insomma quando la pubblica sanità (dopo l’urbanistica, la cultura, la democrazia) viene appaltata a proprietari di azienda che credono più alla apostasia che alla colonoscopia, i problemi sono praticamente assicurati.