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Rovesci d'Arte

Il restauro della Domus Aurea? Lo paga il Colosseo

Un monumento aiuta l’altro. E’ così che succede a Roma dove ad anni di incuria riguardo uno dei beni più preziosi dell’archeologia mondiale – la Domus Aurea di Nerone, la villa megalomane e di architettura raffinatissima che l’imperatore volle tutta per sé – si cerca di “mettere una toppa” ora con i proventi del Colosseo. Sarà l’anfiteatro Flavio, infatti, a dare una mano (finanziaria) per l’inizio dei lavori di sbancamento del terrapieno che grava sulla struttura e sulle volte della dimora, al Colle Oppio. Servono circa 50 milioni e 4 all’anno li dovrebbe elargire il Colosseo stesso, alla faccia dei tagli di Tremonti. Così ha annunciato il sottosegretario Giro, durante un sopralluogo. Ma c’è chi dice che è troppo presto per cantare vittoria e teme che l’operazione di restauro, sia oltre che costosissima, di pura cosmesi spettacolare (in più irrealizzabile senza soldi).  In parlamento, c’è anche una interrogazione indirizzata al ministro Galan targata Pd. Dopo il crollo dell’anno scorso e in seguito a vari interventi solo riparatori e di tamponamento, era evidente a tutti da tempo che l’unica soluzione possibile sarebbe stato lo sbancamento del giardino che sovrastra la Domus. L’alleggerimento del terrapieno permetterebbe l’isolamento della struttura che potrebbe seguire due filoni. Attualmente esistono due progetti di intervento: uno definito “Marchetti-Carandini” e l’altro della sovrintendenza statale. Il primo prevede la realizzazione di una intercapedine di tre metri sulla quale verrà ripristinato il manto erboso del giardino di Colle Oppio che avrà una profondità di 50 centimetri (contro i tre metri attuali). L’altro progetto, quello della sovrintendenza, che prevede comunque lo sbancamento dell’area dei giardini e  procede con la realizzazione di un “massetto tecnologico” che verrà ad impermeabilizzare la zona critica.