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4700

Servizio di democrazia a domicilio

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La notizia non e’ uscita  sul New York Times, o sulla BBC, non l’ha data la Reuters o l’AFP ma l’Easley Patch,  un sito web di piccole notizie di una contea rurale del South Carolina,  e cosi’ fra il servizio sul nuovo mercato ortofrutticolo e quello sulla cena di beneficenza dei pompieri ecco la stima, la prima “ufficiale” del numero di vittime fatte dalla guerra piu’ segreta: sarebbero 4700 le persone uccise dai missili hellfire lanciati dai droni americani nella campagna di bombardanenti “automatici” che dura da circa sei anni. Lo stima almeno Lindsay Graham, senatore repubbicano che in visita al suo distretto, durante una cena al Rotary, ha buttato li cosi’ un dato che potrebbe essere un segreto di stato. Infatti nessuno sa quante siano le vittime della guerra dei droni  telecomandati che sorvolano Afghanistan, Pakistan e Somalia e che hanno operato nei cieli della Libia e dello Yemen. E’ un informazione riservata – per il nostro bene –  come la maggior parte di quelle che riguardano una guerra di cui meno sappiamo meglio e’. Una guerra clandestina fatta di prigioni segrete, interrogatori “potenziati”, raid di forze speciali, prigionieri senza nome e “black sites” . Un buco nero, appunto,  gestito da tecnici del settore,  da cui non trapela  luce se non quella articificale dei comunicati stampa:  un conflitto meravigliosamente tecnologico e pulito di cui i velivoli robot con licenza di uccidere sono il degno emblema. Fra le missioni dei droni dell’aeronautica in Afghanistan e quelle gestite direttamente dalla CIA in Pakistan e altrove,  l’unica distinzione e’ fra segrete e segretissime. Per questo non esistono informazioni attendibili sul bilancio o l’identita’ di morti e feriti  (nemici iscritti alla famigerata  lista segreta aggiornata ogni venerdi’ da Obama e il suo staff cripto-militare – o vittime innocenti?). Da cui la significativa importanza della casuale affermazione di Graham, durante il dessert, accompagnata da un rammarico di circostanza per eventuali innocenti ma “la gran maggioranza sono terroristi”.  Da un lato conferma le previsioni piu’ pessimiste delle organizzazioni come il Bureau of Investigative Journalism, cha hanno cercato di fare un calcolo approssimativo malgrado il black-out del Pentagono,  dall’altro conferma come il controllo totale sul’informazine sia ormai la norma – diremmo Orwelliano, ma forse il mondo ormai e’ piu’ simile agli incubi di Philip K Dick. E la guerra, le guerre, sono destinate a diventare sempre piu’ clandestine grazie alle tecnolgie sempre piu’ “occulte” – vedi l’attacco infomatico israelo-americano alle centrali nucleari iraniane col virus Stuxnet, di cui per almeno due anni si e’ negato l’esistenza. Nelle udienze per la nomina del nuovo direttore CIA,  John Brennan,  il mese scorso, la senatrice Dianne Feinstein aveva detto che le vittime civili dei droni le risultavano ammontare “a cifre singole”. Eppure Graham, senatore da 11 anni e  membro di varie commissioni del senato su difesa e antiterrorsimo a noi sembra debba essere piuttosto bene informato a riguardo. Chissa’ se ora la Feinstein esigera’ una sua smentita con la stessa energia con cui ha denunciato Zero Dark 30, il film di Kathryn Bigelow  che  ha osato mostrare  l’uso della tortura come strumento per rintracciare Bin Laden. Certe cose e’ meglio non saperle. Fidiamoci.

LucaCelada