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losangelista

3D 2.0

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Hollywood e’ un’industria basata sull’innovazione tecnologica cui e’ legata a doppio filo. Secondo Jeffrey Katzemberg,  “imperatore” della Dreamworks Animation, il 3D (tecnica proposta piu’ volte in passato ma mai assurta  a piu’ di semplice curiosita’) grazie ai recenti progressi digitali sarebbe il prossimo grande balzo in avanti del cinema. Previsione non del tutto disiteressata quella dell’ex enfant  prodige della Disney, visto che i magazzini della suo studio si stanno colmando di lungometraggi animati che seguiranno a Mostri vs Alieni. Come spesso avviene pero’ le rivoluzioni tecnologiche comportano tellurici assestamenti al modello industriale e il 3D non e’ un’eccezione. I film tridimensionali sono piu’ lucrosi: i biglietti costano 20%-30% in piu’ ma comportano la conversione delle sale con costoso equipggiamento (gli speciali proiettori digitali), e poi ci sono i famosi occhialetti. Gli studios (Katzemberg ma anche la  Disney e la Fox) ad oggi hanno convinto 2000 sale americane circa a passare al 3D per cominciare ad incassare utili maggiorati ma rimane la questione dei costi degli occhialetti (fino a $1 milione per film). Inizialmente sembrava che gli studios se ne sarebbero accollati la spesa ma oracomincaino  invece a fare pressione per farli pagare ai gestori. In una Hollywood che ha ancora in sospeso  una spinosa vertenza sindacale con gli attori sui proventi dei passaggi su intenernet e nuovi media,  protrebbe proflarsi come la prossima grande battaglia.