closefacebookgpluslinkedinmailphotosearchsharetwitterwhatsapp
Antiviolenza

300 like a un femminicidio: perché la cattiva comunicazione concorre alla violenza

femicides_notamovie2-300x202

bettirossa.com

Nel tardo pomeriggio di domenica un uomo di 32 anni, Cosimo Pagani, ha ucciso la ex moglie, la 34enne Maria D’Antonio, a Postiglione, piccolo paesino del Salernitano. Pagnani ha ucciso l’ex moglie nella casa di lei mentre sul suo profilo Facebook è apparso il post: “Sei morta tro*a” sotto il quale sono apparsi più di 300 like. Un femmicidio che i giornali, soprattutto locali ma anche nazionali, hanno descritto ancora una volta, come gesto di follia, raptus, un momento in cui l’uomo ha perso la testa, malgrado sia chiaro che in quel rapporto di coppia separata con una bambina di 8 anni, fosse già evidente una situazione di violenza dell’uomo che probabilmente si protraeva da tempo e in cui la donna veniva ricattata e pressata dal marito attraverso la figlia. Una descrizione quindi, quella del raptus, che poco ha a che vedere con una storia di violenza domestica come questa, in cui i campanelli di allarme c’erano sicuramente già da tempo, e che malgrado ciò viene descritta come la follia di un momento. Narrazione, quella fatta dai giornali, che non solo travisano la realtà ma concorrono a sottovalutare il crimine, e quindi anche il rischio di vita di chi ne è sottoposta, che in una cultura ancora maschile e maschilista come la nostra, concorre a sostenere l’azione violenta contro una donna che sfugge al controllo maschile come punibile e da castigare: come provano i 300 like sotto il post di Pagani.

Ma quali sono gli stereotipi di genere presenti nell’informazione, su stampa, televisione e web, nella rappresentazione e nel linguaggio? E come evitarli? Come cambiare una cultura che condona la violenza contro le donne come fosse una giusta punizione che può concludersi addirittura con una uccisione? Per rispondere a questa e a altre domande sul perché una cattiva comunicazione è complice della violenza maschile sulle donne e quanto gli stereotipi pesano sull’informazione fino a distorcerne il senso, la Commissione regionale per le pari opportunità del Friuli Venezia Giulia ha scelto un evento ad hoc che sarà la prima iniziativa pubblica in occasione della celebrazione del 25 novembre 2014, Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne, e che si svolgerà oggi, 3 dicembre, con un incontro sulla narrazione del femminicidio nell’informazione. ” Il silenzio è il tuo nemico e la cattiva comunicazione è suo alleato”, è quindi un incontro in cui si cercherà di  capire e di spiegare perché l’informazione non può essere lasciata al caso e a giornalisti che non sono preparati sul tema, e che spesso, pur inconsapevolmente, rivittimizzano le donne che subiscono violenza fino anche all’uccisione per mano di un uomo e solo con movente di genere.

IL SILENZIO È TUO NEMICO
LA CATTIVA COMUNICAZIONE È SUO ALLEATO

“Buone pratiche per un uso non discriminatorio della lingua italiana nella comunicazione”

MERCOLEDÌ 3 DICEMBRE 2014
ore 15.30 – 19.00

Auditorium della Regione Friuli Venezia Giulia
via Sabbadini n. 31 Udine

Presenta e coordina

Annamaria POGGIOLI, Presidente Commissione pari opportunità della Regione FVG

Saluti delle Autorità

Cinzia Del Torre Assessora al Bilancio, Efficacia Organizzativa e Pari opportunità del Comune di Udine

Intervengono

Cristiano DEGANO Presidente Ordine dei giornalisti del Friuli Venezia Giulia
Sergia ADAMO Università di Trieste
LUISA BETTI referente nazionale rete giornaliste italiane Giulia per la Convenzione
No more contro la violenza sulle donne
Tatjana TOMIČIĆ Centro Antiviolenza GOAP Trieste