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losangelista

Tampa: il comizio televendita

Con la coreografata apoteosi del pretendente al trono cala il sipario sulla convention di Tampa, un rito di acclamazione accuratamente sceneggiato per le telecamere dagli strateghi di immagine del GOP. In pratica il solito infomercial di tre giorni, e come in tutte le televendite che si rispettano bisogna venire al sodo: mentre si attende il “bump” di popolarita’ che sempre aggiunge qualche punto ai sondaggi sulla scia di una convention, si incassano intanto gli assegni dei donors che nei ricevimenti attorno al congresso sono stati spremuti per gli ultimi finanziamenti. Sono destinati ai forzieri di guerra per i due mesi cruciali di campagna ed e’ praticamente certo che la guerra dei dollari la vinceranno i repubblicani grazie alla “campagana abbonamenti” militarmente organizzata da Karl Rove e dai fratelli Koch. E’ un primato importante in una campagna in cui come mai prima la casa bianca dovra’ venire comprata a suon di spot nei principali media-market. E’ il motivo per cui Michael Moore ha pronosticato la vittoria di Romney che rimane comunque una distinta possibilita’ grazie soprattutto allo sgonfiamento dell’entusiasmo dei democratici. Non c’e’ traccia infatti dell’aria di mobilitazione generale che si respirava a quest’epoca quattro anni orsono e il pericolo maggiore per Obama rimane proprio il rischo di assenteismo dei propri sostenitori – vocazione naturale dell’elettorato americano e in particolare di quel segmento giovanile che fu la chiave della sua vittoria nel 2008. I repubblicani sanno bene che l’affluenza sara’ determinante e  seminano paletti come i nuovi obblighi di identificazione ai seggi proposti in alcuni stati chiave (ma in Texas il disegno e’ stato bloccato ieri da un corte federale). Come indica la mappa del sito Electoral Vote sulla carta il conteggio dei delegati continua a favorire il presidente, ma con uno scarto sicuramente minore degli oltre cento voti pronosticati attualmente. Alla fine la partita com’e’ ormai consueto, si giochera’ in una manciata di stati “in bilico” (soprattutto Wisconsin, Michigan, Iowa, Ohia, Florida) e rischia di essere una volata sul traguardo.