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losangelista

Cinema & il suo doppio

doppiaggio

Ho avuto l’ennesimo dibattito (litigata?) su un argomento che continua a venire al pettine: il doppiaggio dei film stranieri. La mia interlocutrice, una critica e giornalista di cinema, mi stava spiegando come il doppiaggio in Italia (impossibile parlarne senza sottolineare come i doppiatori italiani siano “i migliori del mondo”) e’ una inevitabilita’ che durera’ in eterno. Se i film non fossero doppiati mi si spiegava, l’ultimo  pubblico diserterebbe in massa  le sale e quel poco che resta dell’industria cinematogrfica italiana crollerebbe istantaneamente. Altri paesi come il nord Europa non doppiano o funzinoanao a regime “misto”? Li e’ diverso: la gente parla piu’ inglese. Eppoi,  per concludere, in Italia anche gli anglofoni preferiscono la colonna sonora doppiata, piu’ “pulita”. La persona in questioe e il di lei consorte, mi veniva spiegato entrambe bilingui italo-inglesi ad esempio, preferiscono di gran lunga vedere la versione doppiata di Apocalypse Now che non l’originale. Ora se uno e’ abituato a sentire Brando, De Niro, Pacino, Clint  parlare nel tono stentoreo e manierato dell’italiano da telefiction o spot pubblicitario presumo che difficilmente si potra’ fargli cambiare idea. Vale comunque la pena spezzare una lancia a favore delle sottigliezze, modulazioni ed espressione artistica, senza contare la personalita’ degli attori che interpretano un film con una voce e una presenza  del tutto stravolti dal doppiaggio (per non parlare del sound design di un film come Apocalypse Now). L’assurda fobia della lingua straniera, o il puntuale argomento che non si puo vedere e allo stesso tempo “leggere” un film, sono smentiti dalle successive  generazioni di cinefili stranieri che hanno apprezzato e amato in originale Rossellini, Bergman o Kurosawa, senza che i personaggi di Toshiro Mifune ad esempio, e di coseguenza i suoi film, fossero lobotomizzati dal doppiaggio. Quanto ai paesi presuntamente predestinati alla maggiore anglofilia, forse bisognerebbe cominciare a domandarsi quali fattori vi contribuiscano e come educare in tal senso anche il nostro; non e’ che agevolare l’abitudine dei giovani ad ascolatere film “in lingua” finisca per stimolare un maggiore apprendimento delle lingue? Sena parlare dell’apprezzamento del cinema e l’esposizione a diverse culture. I film sono espressone artistica e vanno difesi dalla formattazione, la censura,  l’edizione, tutte le forme di starvolgimento per quanto facciano comodo e l’interesse di emittenti o distributori. Il doppiaggio e’ una cattiva abitudine che perpetua fobie e inibisce lo sviluppo civile e culturale del paese, gia’ abbastanza pericolosamente autoarchico e soprattutto impedisce di accedere e apprezzare l’opera di innumerevoli cineasti.  La speranza per il futuro viene dai giovani che online hanno organizzato gli user group di sottotitolatori autonomi e volontari di fiction TV come http://www.italiansubs.net/Sottotitoli/.