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FranciaEuropa

1986-2011: per la giustizia la nube di Chernobyl non è mai arrivata in Francia

Non luogo per la corte d’appello di Parigi rispetto alla denuncia di 53 persone, che hanno contratto un cancro della tiroide in seguito all’incidente di Chernobyl. L’unico imputato, l’allora capo del servizio per la protezione contro le irradiazioni, il professor Pierre Pellerin, ha ottenuto un “non luogo”: per la giustizia francese è impossibile stabilire un legame tra Chernobyl e il cancro che si è diffuso in Francia in modo anormale in certe zone di confine. 25 anni dopo, la Francia conferma che la nube di Chernobyl “si è fermata alle frontiere”. In tutti i paesi confinanti, in Italia del nord per esempio, ci sono stati effetti dell’incidente nucleare ucraino. In Francia no. Nell’86, il ministero dell’agricoltura francese aveva affermato ufficialmente che “il territorio francese è stato totalmente  risparmiato” dalla nube. Eppure, una percentuale anormale di cesio era stata reperita. Nel timo, per esempio, in Provenza. Ma il prof. Pellerin aveva detto che “non si beve una tisana di timo come si beve del latte, non è certo un’infusione di timo, anche se altamente radioattiva, che puo’ far male, è derisorio”. Nell’ottobre dell’86, pero’, era stato consigliato agli agricoltori di “mischiare” il fieno per gli animali, per evitare conseguenze. Nell’87, erano state constate delle contaminazioni nei funghi nelle Alpi Marittime e nella Drôme. Nel 2006, un rapporto allarmante dell’Istituto nazionale di veglia sanitaria dell’est della Francia aveva rilevato vari casi di cancro della tiroide. Ma oggi la giustizia ha chiuso la pagina. Proteste dei Verdi e di tutti gli ecologisti. La Francia è uno dei paesi più nucleari al mondo, con 58 reattori, che forniscono i tre quarti dell’energia elettrica. La Francia tenta in questo periodo di vendere all’estero l’Erp, il reattore di ultima generazione (uno è in costruzione in Finlandia, un altro in Francia).