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losangelista

L’Oscar del Barrio

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La palestra di Oscar Hoya sta a Boyle Heights, nel cuore di East Los Angeles – Lui il Golden Boy che ha annunciato questa settimana il ritiro– stavolta forse quello definitivo – dal ring, ha da sempre restituito al suo “barrio”,  il quartiere ispanico dove e’ cresciuto figlio, nipote e fratello di pugili. Ma lui coi pugni tirati nel ghetto sin da bambino e’
Arrivato lontano, molto: la medaglia olimpica a Barcellona e’ stata l’inizio di una sfolgorante carriera “pro”; titolato 10 volte in 6 diverse categorie di peso, anche se  le sue imprese veramente memorabili rimangono quelle da welter. Imprenditore di se stesso e promoter con la sua golden boy boxing e’ stato capace di botteghini e pay-per-view mai prima visti nei pesi “minori”. Agile, giovane e bello, (e quest’ultima dote  e’ stata sempre la sua croce) – ma a dire il vero lui nella boxe ci ha messosia  il cuore che la faccia, continuando a combattere quando non ne aveva sicuramente piu’ bisogno e cercando gli avversari piu’ duri .  A parte il sorriso da ragazzo dei primi anni, la tecnica ballerina, il jab sinistro velenoso e mortale, i ricordi piu’ memorabili che lascia sono sicuramente le vittorie (2) su Julio Cesar Chavez e Hector Camacho ma anche le sanguinose batoste rimediate da Felix Trinidad e Sugar Shane Mosely. Atleta, celebrita’ e eroe del suo adorante pubblico chicano, per cui sempre  rimarra’ il piccolo grande pugile uscito dal barrio.