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FranciaEuropa

Ristrutturazione dolorosa alla Michelin

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Stamattina, la direzione di Michelin ha precisato, in un incontro con i sindacati, i piani di ristrutturazione: ci sarà una diminuzione di 1093 posti di lavoro in Francia in tempi brevi, a cui farà seguito un piano per arrivare a 1800 “dimissioni volontarie” di dipendenti, su tre anni. Inoltre chiuderà il sito di Novelles-les-Seclin, che impiega 276 persone, che dovranno essere risistemate altrove. Michelin afferma che “non ci saranno licenziamenti secchi”, che la diminuzione dei posti di lavoro sarà realizzata attraverso pre-pensionamenti e dimissioni volontarie.  Dopo il caso della Continental, dove i 1120 operai della fabbrica di Clairoix destinata a chiudere hanno ottenuto dopo una lotta dura delle buone indennità di licenziamento, e quello della Goodyear-Dunlop di Amiens, dove ci saranno 820 licenziamenti, la crisi alla Michelin conferma il crollo dell’industria dei pneumatici. Ormai, le fabbriche Michelin in Francia lavorano solo al 50% delle loro capacità. Dalla fine dell’anno scorso, c’è stato un ricorso massiccio alla cassa integrazione tre giorni al mese, alle vacanze anticipate e ai giorni di recupero per la legge delle 35 ore, soprattutto nel principale sito, quello storico di Clermont-Ferrand, che occupa 11.800 persone. Michelin occupa in Francia 25mila persone, equivalenti a un quarto dei dipendenti complessivi nel mondo del gruppo di pneumatici. Malgrado l’ottimismo di facciata, il governo e Sarkozy temono un autunno caldo, quando gli effetti della crisi finanziaria si faranno sentire ancora più duramente sull’economia reale.