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Islamismo

Con i palestinesi

Non so se tra chi legge vi è qualcuno che ha partecipato ieri venerdì 4 giugno alla manifestazione che si è tenuta ieri a Roma per protestare contro quello che è accaduto nelle acque internazionali di fronte a Gaza e a favore dei diritti dei palestinesi. Purtroppo la presenza era veramente scarsa, ormai gli italiani non reagiscono più a nulla, nemmeno al nostro governo che continua a lavarsi le mani delle sorti dei nostri concittadini all’estero. Io sono molto contenta di esserci stata non solo perché ritengo fosse doveroso ma anche perché ho visto l’immagine più genuina dei palestinesi. La manifestazione era guidata da loro: soprattutto da bambini che urlavano slogan che rivendicando i loro diritti, chiedevano solo giustizia e  non cedevano a sentimenti di odio o di vendetta. Bambini, donne (alcune velate, molte altre no) e anche uomini, coppie miste, una comunità che proprio per la propria cultura meglio si è integrata nella società  italiana. La rappresentazione della società palestinese, senza strumentalizzazioni, dovrebbe indurci tutti a sostenere più concretamente  i loro diritti. Purtroppo quelle immagini non hanno avuto l’onore delle cronache ma sappiamo che è difficile dare voce a chi non ha voce. Ma non bisogna arrendersi all’assedio dei palestinesi, nè qui né nei territori occupati da Israele.

  • Francesca Triolo

    Ciò che mi rattrista di più non è sapere che alla manifestazione hanno aderito pochi, molti pochi. Ciò che mi rattrista di più è sapere da cosa altro erano impegnati gli italiani in quel momento, cosa occupa e preoccupa le loro menti, come passano il loro tempo, ma soprattutto dove sono finite le loro coscienze, di cosa si preoccupano, in cosa si affannano.

  • obelix

    forse gli italiani cominciano a capire qualcosa, certamente hanno altre cose ben piu’ utili da fare che berciare i soliti slogan a sostegno del fascismo islamico dell’IHH turco e di Hamas che opprime, tortura, massacra i palestinesi e applica la sharya, l’odiosa inquisizione versione islamica.

  • alvise

    Scusate, ma di cosa stiamo parlando ?
    Oggi il confine tra Gaza e Israele è quello che c’era nel 1967.
    Non è stata forse questa una delle richieste dei palestinesi ?
    Se parliamo di diritti, allora qualcuno dovrebbe spiegare perchè , dopo essersi ritirata anche dal Libano, tornando ai vecchi confini, i “diritti” degli israeliani sembrano non esistere.
    Forse è anche per questa unilateralità che c’è sempre meno gente alle manifestazioni.

  • http://www.wunderkammern.net giuliana bottino

    io c’ero e ho appreso la notizia da facebook. le donne i bambini ma anche giovani e un rappresentante della Rete. ora pubblico le immagini. ciao giuliana

  • http://www.gsbimpianti.com athesius

    Se cade Israele cade l’occidente!.Strano che questo punto sia poco compreso da tutti coloro che si dicono di sinistra ,dimenticando le enormi differenze tra chi vive a Tel Aviv(dove puo’ anche protestare contro il governo) e Gaza dove vige la piu’ schifosa (per chi si ritiene parte della civiltà occidentale)delle società islamiche .E’invece perfettamente capito da Erdogan che dietro la facciata dell’islam moderato sta intelligentemente tessendo la trasformazione della Turchia di Kemal Ataturk in Turchia islamica.

  • alma

    Le prime vittime del Fondamentalismo Islamico sono i Palestinesi, ormai prigionieri di una casta di mercanti d’armi ( Hamas ) che non rinuncerà mai a questa forma di accumulazione che si è trovata in mano strada facendo
    Ma senza la realizzazione di uno Stato laico e socialista, la Palestina non sarà mai un Popolo.
    E su questo dramma si è insediata la speculazione dell’antisemitismo mondiale, la cupidigia dei mercanti d’armi, le ambizioni di espansione religiosa e geografica di un Iran che intravedenelle didgrazie altrui, la possibilità di uno sbocco nel Mediterraneo ecc
    I numeri dell’ ORRORE del Fondametalismo Islamico dovrebbero far riflettee tutti.
    Mi rivolgo ai Sigg Antisemiti ed anti-Occidentali
    E inutile che continuate a sovvertire i termini della questione umanitaria nel mondo cercando di far apparire i soldati Americani, Israeliani, Italiani, Canadesi Europei ecc come responsabili delle morti e delle mutilazioni nel mondo
    E un tenttivo di disinformazione ridicolo, che non vi onora e che inoltre è fallito in partenza perchè ormai gli Italiani ragionanano sempre più con la loro testa
    Pertanto se pensate che Mussolini o Stalin ritorninino, potete solo morire illusi
    Solo in quest’anno, che non è ancora terminato, i vostri amici fondamentalisti Islamici in Algeria, Somalia, Indonesia, Iraq, Afghanistan, ma SOPRATUTTO in Pakistan (ove non è in corso alcuna guerra) hanno ucciso più di SETTEMILA civili, in buona parte DONNE e BAMBINI, piazzando bombe e inviando kamikaze, plagiati oindementiti da droghe, presso scuole,, mercati, moschee ecc
    Inoltre hanno provocato oltre 30.000 MUTLATI, CIECHI e storpi ai quali occorrerà pur provvedere
    Quanto al conlitto Arabo-Israeliano è noto che le più orrende barbarie sui Palestinesi dell’ ANP sono state commesse da Hamas che quando cattura un Palestinese della fazione avversa, prima di ucciderlo, lo tortura a lungo, spesso enucleandogli i globi oculari
    Non parliamo poi dei bambini usati come scudi umani, come loro suggerito agli Hezollah del Libano, che hanno sempre condotto questa “coraggiosa” tattica bellica
    O volete contestare pure i numeri ?

  • alma

    Il blocco di Gaza piace, prima di tutti ad Hamas
    Israele si è offerto di alleggerire il blocco su Gaza facendo pervenire lì non solo tutto il necessario per la vita sociale ( questo lo fa già ) ma anche il superfluo
    In cambio chede che la Croce Rossa possa visitare quel soldato
    Hamas tende a rifiutare
    Per imbecillità, per disumanità, per follia
    Nossignore, in econimia nonc’è spazio per i sentimenti
    I dirigenti di Hamas temono per la loro condizione di OLIGARCHIA costruita in un’economia di guerra sulla pelle e la sofferenza del popolo
    Per cui temono che la risoluzione del blocco di Gaza possa divenire foriero di colloqui di pace e la fine dell’economia di guerra a Gaza ( con collegata fine del traffico di armi, della borsa nera ecc )
    Che sarebbe la fortuna del Polpolo Palestinese e la rovina di Hamas

  • marco ferra

    Gentile Sgrena,
    mi chiedo quante volte lei abbia manifestato per i Curdi, per il diritto a una cosa basilare come la cultura, per i 4 milioni (!) di morti della guerra in Congo, per il Darfur, per la Birmania, per la Tailandia, per la Somalia, per… la Cecenia! La Cecenia ha dei parallelismi con Gaza: 1.500.000 di abitanti, una rivendicazione territoriale, terrorismo… La grande differenza è nel numero dei morti. I morti delle guerre cecene superano i 120.000! Grozny è stata rasa al suolo (letteralmente), si veda le foto, sembra Berlino 1945 o Hiroshima…
    Avessi visto mai manifestazioni contro la Russia, non dico in numero superiore, ma pari a quelle contro Israele…
    Esistono morti di serie A e morti di serie B, C, D…
    Se Israele avesse fatto a Gaza 1/10 di quello che la Russia ha fatto in Cecenia…

  • Fiorino

    @ Francesca Triolo
    Gli italiani sono semplicemente coerenti, quanti di quei palestinesi o dei loro alleati italiani scendono in piazza quando la Turchia bombarda il kurdistan iracheno? Quanti quando l’Iran fa strage contro i manifestanti? Il partito della pace non è il partito preso. Il fatto che ci sia stata poca gente è un segnale positivo, dimostra che le persone non si lasciano manipolare dall’emozione e dall’ideologia.

  • Michaela

    Io c’ero, venerdì, e ci sono rimasta veramente male per la scarsa partecipazione degli “italiani”. Cosa alla quale dovrei essere “abituata”. Ma non mi ci abituerò mai.
    E allora: “Odio gli indifferenti. Credo che vivere voglia dire essere partigiani. Chi vive veramente non può non essere cittadino e partigiano. L’indifferenza è abulia, è parassitismo, è vigliaccheria, non è vita. Perciò odio gli indifferenti” (A. Gramsci)

  • giuliana

    @ non si possono affamare tutti i palestinesi per combattere il fondamentalismo. Anch’io sono a favore della laicità e del socialismo, a cominciare da noi.
    giuliana

  • giuliana

    @alma lo si è visto nei giorni scorsi come Israele si offre di alleggerire il blocco su Gaza!!!!
    g.

  • giuliana

    @ marco ferra è vero esistono morti di serie A e B, etc. Basta leggere quello che scrivo per sapere cosa penso ion merico a Cecenia, Congo, Somalia, etc….
    g.

  • fed

    1.Come possiamo dimenticare di essere un paese in guerra?nn siamo indifferenti al fatto che l’esercito italiano è impegnato in missioni(Iraq,mi risulta)che hanno avuto poco a che fare con la pace..per quanto mi riguarda israele ha agito in linea con le politiche di difesa occidentali.
    2.Forse gran parte della sinistra,quella che la mattina alle 6 è in piedi per andare al lavoro o addirittura alle 4 per arrivare in fabbrica,non ha interesse per la causa palestinese,almeno finche’ non saldera’ i debiti con la banca.
    3.Paese laico e socialista in una realtà che ha profonde radici islamiche?…Suona troppo male.

  • Antonio

    Io non ho partecipato alla manifestazione di Roma – e non certo per disinteresse verso il problema mediorientale, che anzi seguo con estrema attenzione – ma semplicemente perchè trovo assolutamente ipocrita l’equazione con la quale si intende rappresentare, semplificandolo “ad usum delphini” soprattutto in queste ore, l’eterno problema della convivenza tra arabi ed israeliani: ovvero che i cattivi sono quelli di Israele ed i buoni i palestinesi. Personalmente ritengo che il governo israeliano e Tsahal abbiano sbagliato nella gestione della flottiglia destinata a portare aiuti umanitari, nonostante l’impresa e le caratteristiche di coloro che erano sulle navi fossero ben noti da tempo. C’erano sicuramente modi meno cruenti di garantire che all’interno del carico non ci fossero armi, evitando un inutile spargimento di sangue; ma, d’altra parte, asserire che l’equipaggio del Navi Marmara fosse composto da miti pacifisti cozza, a mio avviso, contro le immagini televisive ed il reportage fotografico (turco, per inciso) che documentano l’uso di spranghe di ferro, mazze e qualsiasi altro oggetto atto ad offendere contro i soldati. Non esattamente quello che ci si aspetta da persone definite allegramente “pacifisti”. Qualcuno dovrebbe riflettere sul fatto che, se la “Rachel Corrie” irlandese e le altre navi del primo convoglio non hanno avuto vittime o feriti (e sono riuscite a portare gli aiuti a Gaza, vero imperativo – almeno credo – della missione) mentre sul Navi Marmara si sono verificati i fatti che tutti abbiamo visto, un motivo c’è. Nessuno tra coloro che hanno una coscienza civica ed un minimo interesse per il mondo nel quale viviamo può disinteressarsi di simili avvenimenti; utilizzare però il metro della piazza come spertiacque tra coloro che hanno – o no – una capacità di reazione, di analisi e di pensiero sui fatti mi pare estremamente riduttivo. Se il tentativo era quello di fara passare l’idea che sotto questo governo gli italiani pensano unicamente ai fatti loro o sono stati completamente decerebrati non è andato a buon fine. Credo, invece, che molti italiani non siano convinti della buona volontà di Hamas – che, innegabilmente, è salita al potere con libere elezioni – ma da sempre nega il diritto al’esistenza di Israele, non riconosce gli accordi stipulati da altri rappresentanti del precedente governo palestinese e non ha mai rinunciato alla lotta armata, ne è intenzionata a farlo per il prevedibile futuro. I buoni affari si fanno in due ed è difficile sedersi al tavolo delle trattative con chi, palesemente, neanche ti riconosce il diritto ad esistere. Israele ha molti errori sulla coscienza, ma non mi pare che la dirigenza palestinese, sia essa composta da uomini di Fatah o di Hamas, sia meno scaltra e spregiudicata nel perseguire i suoi obiettivi; che, storia alla mano, non sono di pace ne di interesse verso un reale miglioramento delle condizioni di vita dei palestinesi. Che se sono in condizioni miserevoli fanno più scalpore in TV.
    saluti

  • alvise

    @ G. Sgrena
    in riferimento al suo post n° 13 suggerisco sommessamente venga riportato anche il numero di morti che la guerra ha provocato in Congo.
    Si parla di circa 4 milioni di persone.
    Le quali NON fanno notizia tanto quanto le provocazioni a favore di Hamas.
    Forse sarebbe il caso di restituire le debite proporzioni alle “stragi”.

  • paolo1984

    alma nel suo post dimostra che il blocco di Gaza voluto da Israele finisce per fare il gioco di Hamas. Quindi, come sostengo io, Hamas e governo israeliano sono in qualche modo alleati oggettivi.

  • alma

    Un’altra presa per fondelli per i pensionati e i lavoratori Italiani
    Pare che Francia, GB ed Italia siano in procinto di conferire oltre 600 milioni di Euro ad Hamas
    Un’insulto ai nostri poveri !
    Almeno quei soldi servissero per davvero a incrementare l’economia di quei poveracci
    L’ Europa sa benissimo che l’unica economia che Hamas è capace di gestire è unicamente quella di guerra
    Pertanto quei denari ( che il popolo non vedrà mai ) verranno utilizzati esclusivamente per rinfocolare il conflitto attraverso l’acquisto di nuove armi o di droga da scambiare poi con armi
    Egualmente ogni altra forma di aiuto in natura ( viveri, cemento ecc ) sarà, come è sempre fin qui avvenuto, da Hamas, ed immessonel circuito della “Borsa Nera” contribuendo così ad arricchire sempre di più il clan di Hamas e ad APPEZZENTIRE sempre più il popolo
    Almeno quei denari avrebbero consegnati ai Palestinesi dell’ ANP
    Invece così i Pensionati e i lavoratori Italiani dovranno fare un altro buco per alla…..cinghia per NULLA !

  • alma

    E arrivata l’ora
    Che il mondo, invece di schierarsi per l’uno o per l’altro di questi due Polpoli li costringa a firmare una pace, equa, duratura e foriera di sviluppo economico

  • giuseppe

    Cara Giuliana
    sappiamo tutti cosa pensi dei diritti umani e delle donne in tutto il mondo.
    Tipicamente quando si vuole screditare qualcuno lo si accusa di malafede evitando di parlare dei fatti. credo che siamo in tanti a riconoscerci nelle tue parole.

  • giuliana

    @ antonio, prima cosa non misuro la sensibilità su una questione in base alla presenza nelle piazze, ma è pur sempre una manifestazione di solidarietà di fronte all’indifferenza generale, e non solo dei “decerebrati”. Dire che a bordo dellla nave Rachel Corrie non ci sono stati scontri, vittime, reazioni contro i soldati israeliani – che forse dopo il disastro precedente non volevano ripetere il massacro – è vero, ma è falso che abbiano potuto portare gli aiuti a Gaza. Non ho mai difeso Hamas e i fondamentalsti di qualsiati religione, ma troppo spesso si dimentica che Hamas è nata con l’aiuto di Israele che in questo modo voleva combattere l’Olp. Spesso i mostri si rivoltano contro coloro che li hanno creati.
    g.

  • giuliana

    @alma, se volete scrivere sul mio blog per favore prima contate fino a tre, i palestinesi sono sotto embargo e figuratevi Hamas!
    evitiamo strumentalizzazioni di pessimo gusto!
    g.

  • giuliana

    A tutti quelli che hanno risposto al mio post “Con i palestinesi” e a quelli che vorrebbero aggiungersi: ho verificato che non è possibile discutere pacatamente su un tema tanto importate, quindi evitate di mandare commenti che sono alimentati solo da posizioni ideologiche o pregiudizi, non li pubblicherò più mi sembrano un’offesa all’intelligenza.
    giuliana

  • alma

    Cara Giuliana,
    Come da te suggerito, ho pensato tre volte, prima d’inviarti questo post, depurandolo d’ogni possibile pregiudizio ideologico che ti assicuro di non avere

    Hamas ha denunciato un’emergenza umanitaria fra la popolazione di Gaza
    E ha richiesto l’invio di aiuti umanitari
    Poi, quando questi aiuti sono arrivati, ha RIFIUTATO di ritirarli
    Pertanto delle due l’una :
    O a Gaza non esiste nessuna necessita di aiuti umanitari
    O Hamas se ne frega altamente dei bisogni della popolazione di Gaza
    Ed io, personalmente propendo per la seconda ipotesi
    Diversamente, a casa mia, quando uno rifiuta il cibo, si dice che non ha fame
    Tutto il resto, sono chiacchiere per i “gonzi”
    Spero tu voglia pubblicare o rispondere a questa mia
    Diversamente devo concludere che la libertà d’espressione morta prima a casa nostra, per cui diventerebbe osa buffa reclamarla da un Governo imbottito di capitalisti ed ex ( mica tanto ) fascistoni
    Saluti

  • carlo

    gent. sig.ra G. Sgrena
    c’è qualcosa di cui i Palestinesi e non gli Israeliani, a suo avviso, siano responsabili ?

  • marco cerioni

    Penso veramente che in Italia la maggioranza delle persone siano talmente imbevute dalle promesse liberali ed americaneggianti di queste televisioni e di questo Governo da non essere più capaci di intendere e volere. Non vogliono rendersi conto di cosa significhi essere un palestinese oggi, e come oggi sempre, di cosa significhi appartenere ad una comunità fatta di persone, di gente VIVA, viva come noi, a cui è negato ogni diritto, da quello di avere una terra indipendente e libera, a quello di avere un riconoscimento dei diritti umani di cui tanto si parla oggi (ma solo per qualcuno), e persino il diritto a sopravvivere. Ma nessuno li rappresenta, nessuno riconosce la loro esistenza, nessuno vuole impedire che dei bambini muoiano ammazzati e che un intero popolo debba morire tra pallottole, bombe e mancanza dei beni di prima necessità.
    Io dico a queste persone italiane di vergognarsi di esistere. Vergogna, perché mettete la vostra follia liberale ed americaneggiante, che non vi conduce da nessuna parte perché lo vedete che non avete più neanche un lavoro e uno stipendio, e mettete i vostri deliri di onnipotenza berlusconiani mal ripagati dalle condizioni in cui anche voi vivete, di fronte all’unica verità che è quella della pace, della semplicità d’animo, e del sapere amare veramente le persone, cosa unica per la quale siamo nati. Voi stessi che commentate la gente come me con parole ingiuriose e folli, esprimete solo il vostro terribile stato d’animo. Non vorrei vivere neanche un secondo dentro la vostra pelle.

  • ribo

    Leggendo i commenti, mi rendo conto che questi assomigliano a delle rappresentazioni circolari dove sono rinchiusi modi di fare e di dire la cosa o la causa palestinese o israeliana. Inutile ripetere la storia (forse è meglio per alcuni di riprendere quella storia della nascita di Israele e della Palestina). Il punto morto attuale è questo: gli stati arabi tramite “la Lega Araba”, dopo decine di anni di dibattito, ha fatto una proposta ad Israele: pace contro territori, coiè Israele e Palestina ognuno sui territori con confini del 1967. Per i popoli arabi questo è un’altra Naqba, ma siccome non lo possono dire con manifestazioni per strada, allora i stati arabi hanno tutti aderito alla proposta. Anche i palestinesi non sono opposti a questa proposta. Ma dalla parte israeliana, ogni volta che una possibilità di chiudere il conflitto si presenta ecco che per Israele è meglio scigliere di mantenere lo stato di guerra, molto più confortevole, soppratutto con l’ombrello militare americano (per sempre???, non si sa!). Se gli arabi hanno paura della guerra, Israele ha paura della pace. Hamas è solo un particolare della storia mediorientale e adesso un pretesto per non fare la pace, anzi per fare sempre guerra. A questo punto bisogna rivolgersi ai cittadini israeliani e sapere se loro si trovano meglio è un stato permanente di guerra.

  • fed

    Cara Giuliana è davvero difficile scrivere lucidamente di un tema cosi'”caldo”.Credo che molti commenti(tra i quali il mio)abbiano trascurato quello che voleva essere il tuo spunto per la discussione e siano stati deviati oltre che da pregiudizi e ideologie da quella che poteva essere raccolta,da chi non ha preso parte alla manifestazione, come una provocazione…é lodevole il tuo tentativo,purtroppo fallito,di discutere l’aspetto umano della vicenda.a presto.fede.

  • Enzo

    Spettabile Giuliana Sgrena,
    sono sbalordito dal suo ultimo commento: nei post degli utenti ho trovato moltissima pacatezza. Le argomentazioni potevano essere condivisibili o meno, ma non ho visto le posizioni ideologiche e i pregiudizi che lei dice (se vuole vedere esempi di posizioni ideologiche e pregiudizi e nessuna pacatezza, le consiglio i blog del Fatto o di Beppe Grillo). Credo che la colpa principale dei commenti sia stata quella di rifiutare l’equazione automatica palestinesi=poveri oppressi israeliani=brutti e cattivi. Ripeto: tutte le opinioni si possono contestare, ma mi sembra che invece lei semplicemente rifiuti e censuri quelle che non si conformano alla sua (naturalmente rispettabile) visione del Medio Oriente.

  • Fausto

    I diritti dei palestinesi sono una cosa molto diversa dall’ interesse di Hamas e del fondamentalismo.
    Fino a che la sinistra italiana non farà questa distinzione politica -in modo chiaro e convincente- è giusto non partecipare a manifestazioni pro-Palestina.

  • giuliana

    @carlo, considerare i palestinesi esenti da responsabilità e da errori sarebbe considerarli dei diversi, ovvero saremmo razzisti. Ma riconoscere i loro errori è una cosa, considerarli gli unici responsabili di tutti gli errori è esattamente l’opposto.
    giuliana

  • giuliana

    @alma non servono ricatti per farti pubblicare il post, purtroppo non serve da me garantire la libertà di espressione sarebbe troppo semplice. noi possiamo solo lottare per la libertà di stampa e di espressione nel nostro paese sempre più minacciata. Penso anche che l’unico modo per evitare il dilemma su Hamas sia quello di togliere l’embargo ai palestinesi, questo toglierebbe molte armi dalle mani di Hamas
    giuliana

  • giuliana

    @ enzo, non ho intenzione di imporre a nessuno il mio punto di vista altrimenti mi limiterei a pubblicare articoli senza chiedere interventi in un blog, io chiedo che si entri nel merito e non si insultino le persone soprattutto quelle che non possono rispondere (queste sono gli unici post che ho censurato) e se leggi altre risposte e scritti vedrai che la mia posizione non è quella che descrivi
    g.

  • giuliana

    @ribo, ti posso assicurare che molti cittadini israeliani sono a favore della pace, adesso non ho sotto mano sondaggi ma chi ha vissuto tanti anni con la guerra non la può più sopportare anche se non subisce le stesse devastazioni dei palestinesi…
    g.

  • Alessandro

    I video del trattamento “pacifico” riservato ai militari Israeliani che scendevano sulla nave dopo ripetuti inviti a fermarsi ed invertire la rotta sono stati tra i + cliccati al mondo.
    Le persone con un minimo di cervello, dopo aver visionato quelle immagini, hanno capito benissimo da che tipo di “pacifisti” era formato l’equipaggio della Marmara e cosa abbia provocato la giusta e legittima reazione delle forze di sicurezza.
    Non dimentichiamoci che la flottiglia era formata da 6 navi e che sulle altre 5 ,dove non c’erano gli attivisti filo-islamici dell’HHI, non e’ successo proprio nulla esattamente come sulla Corrie salpata qualche giorno dopo.
    Trovo schifosa poi la maniera con la quale molti media mondiali si siano gettati senza freni nel condannare a priori Israele senza nemmeno approfondire gli eventi, o farlo manipolando scandalosamente le immagini come ha fatto la Reuters.
    Alle manifestazioni pro-palestinesi dove si bruciano le bandiere e si inneggia ad Hamas o Bin Laden ormai partecipano solo gli immigrati musulmani ed i soliti quattro gatti della sinistra radicale che non fanno null’altro che tracciare un solco ancora piu’ profondo tra la cultura occidentale e quella islamica.
    Nessuno infatti parla del fatto che Israele non e’ null’altro che una scusa per muovere le masse islamiche contro l’occidente e che se esso dovesse scomparire domani dalle cartine geografiche come vorrebbe la maggior parte dei paesi della lega Araba (Hamas,Hezbollah e l’Iran non solo non riconoscono l’esistenza dello stato di Israele ma ne predicano la distruzione fisica), allora la rabbia degli islamici si sposterebbe sul diavolo USA e poi sui fumettisti danesi e poi sui registi Olandesi e poi sul Vaticano e poi sulle donne senza velo e poi sulle figlie che vivono all’occidentale e poi sui bambini che giocano con gli aquiloni e poi sui macellai che vendono salumi e poi sulle bagnanti in bikini e via discorrendo…fino alla realizzazione del loro sogno malato: l’islamizzazione del mondo.

    Se essere progressisti e tolleranti nel 2010 significa accettare il fatto che le donne vadano in giro col velo o che un fumettista olandese non possa sentirsi libero di fare un disegno satirico allora preferisco meno progresso e minor tolleranza, esattamente come quei tanti italiani che non scendono in piazza con certa gente.

  • alvise

    Il ritiro dal Libano sud non ha portato la pace su quel fronte. E’ stato invece interpretato dal mondo arabo come una sconfitta militare e politica di Tel Aviv.
    Lo stesso accadde dopo il ritiro da Gaza, dove Israele si riposizionò sulla linea del 1967.
    I Palestinesi si convinsero che solo la loro forza e determinazione aveva indotto Israele al ritiro. E per questo valeva continuare sul quel tipo di confronto.
    Questa è stata ed è tuttora la politica di Hamas.

    Facile per noi giudicare. Nessuno ci ha mai negato – nel suo Statuto – il diritto ad esistere come Stato.
    Quando ciò è successo seppure in misura minima – vedi Brigate Rosse – la risposta non è stata poi così leggera.

    Il blocco è la forma di lotta scelta da Tel Aviv, ma anche dal Cairo.
    E questo perchè ancora una volta i Palestinesi sisono consegnati mani e piedi agli interessi di altri Stati, pagandone poi le scelte infelici.

    Hamas -senza Teheran – non sopravviverebbe, per cui mi chiedo che senso abbia limitarsi a ragionare politicamente sulla singola condizione di Gaza.

  • caterina

    ho partecipato alle manifestazioni qui a Torino e a dicembre ho hatto parte della free gaza march. tre punti soltanto , al di la delle ideologie e analisi politiche: 1.il fatto che non si manifesti per i curdi non esime dal manifestare per altri popoli, forse sarebbe opportuno per quelli che accusano di farsi promotori attivi di tali manifestazioni per non essere tacciati di mala fede. 2.hamas, piaccia o non piaccia, è stato liberamente eletto dai palestinesi, la democrazia è buona solo in occidente? 3. quello che dice giuliana di togliere l’embargo a Gaza per mettere allo scoperto se Hamas sia veramente un oppressore del suo popolo taglia la testa a tutte le obiezioni. saluti a tutti

  • CHAIIM

    LA VERITA’ HA SEMPRE 2 FACCE, PER VOI SOLTANTO UNA , LA VOSTRA, AVETE MANIFESTATO AL GHETTO DI ROMA ,NON CONTRO ISRAELE, CONTRO GLI EBREI ITALIANI DI ROMA , ,SIETE ANTISEMITI, VERGOGNATEVI, MASCHERATE LE VOSTRE INTENZIONI, SIETE PACIFISTI A SENSO UNICO, DOVE ERI CARA GIULIANA TU E I TUOI AMICI , QUANDO ARRIVAVANO ED ARRIVANO ANCORA OGGI MIGLIAIA DI RAZZI SUI CIVILI ISRAELIANI, DOVE ERAVATE QUANDO I PACIFICI PALESTINESI FACEVANO SALTARE IN ARIA IN ISRAELE ,CENTRI COMMERCIALI , AUTOBUS, DISCOTECHE RISTORANTI UCCIDENDO CIVILI ISRAELIANI? DOVE ERI QUANDO C’ERA L’ATTENTATO ALLA SINAGOGA DI ROMA CON LA MORTE DI STEFANO , RAGAZZO EBREO ITALIANO, ? DOVE ERI QUANDO FURONO UCCISI A FIUMICINO DAI PACIFICI PALESTINESI 11 ITALIANI, NON EBREI ? DOVE STAVA IL VOSTRO PACIFISMO?
    LA VOSTRA E’ IPOCRESIA , POTETE SOLO VERGONIARVI

  • Patrick

    Ma chi avrà escogitato gli slogan gridati dai bambini? Continua la schifosa strumentalizzazione dei bambini per le vicende degli adulti che si vede anche molto spesso a Gaza, dove bambini mascherati e vestiti da soldati dichiarano di voler morire per la patria e per dio. Se lasciati da soli invece, i bambini si fregano giustamente di tutte le patrie e tutte le religioni. E in quanto agli slogan: alla manifestazione a Berlino, quello più popolare era “O Jude, feiges Schwein, komm heraus und kämpf allein” (O ebreo, maiale vigliacco, esci e combatti da solo). Nessuna persona che tiene all’emancipazione può allearsi con un movinemto di questo genere.
    Peraltro, spero che ion non sia l’unico lettore ripugnato dalla misoginia espressa dalla collocazione molto stretta tra “bambini” e “donne” che si trova anche in questo articolo. Parlando dei sostenitori di Hamas, quindi di oppressori di donne, Giuliana avrebbe dovuto scrivere “una comunità che proprio per la propria cultura MASCHILISTA E MISOGINA meglio si è integrata nella società italiana.”

  • Antonio

    Signora Sgrena,
    mi consenta di aggiungere qualche ulteriore riflessione che fa seguito al mio intervento del 7 giugno 2010, ore 10:30. Una delle cose che mi ha meravigliato più di tutto, in questa discussione, con interventi peraltro molto interessanti, è che pochi si sono chiesti se quegli aiuti umanitari sono poi arrivati a destinazione. Personalmente ritengo che questo, che era il primo è più importante argomento (la sofferenza dei palestinesi non mi lascia indifferente, anche se sono palesemente filoisraeliano) sia stato completamente messo in ombra. Eppure, credo, per amore di verità sarebbe stato opportuno che qualcuno, indipendentemente dalla sua visione politica, controllasse. In primis per capire se Israele era in buona fede quando asseriva di voler controllare unicamente la presenza di armi e poi per appurare se quanto scrive Alma (9 giugno 2010, ore 14:59) sia vero, il che renderebba davvero difficile negare l’interesse di Hamas nel mantenere lo “status quo” a Gaza. Poi ho voluto capire se, alla luce delle convenzioni internazionali e del diritto umanitario, Israele sta commettendo delle violazioni: dalle mie ricerche (ma sono pronto a discuterne, non avendo il monopolio della verità) il diritto internazionale e le convenzioni del mare glielo consentono, obbligandolo però a non interrompere i flussi di aiuti umanitari per futili motivi, dato che la sussistenza delle popolazioni sottoposte al blocco è un suo obbligo. Il diritto internazionale garantisce tuttavia allo stato che effettua il blocco navale la possibilità di effettuare controlli per garantire che gli aiuti siano realmente tali e che questo pretesto non venga assunto per altri scopi (articolo 23 della 4^ convenzione di Ginevra). La legge di guerra navale del 1909 stabilisce poi che nessuna imbarcazione può essere fermata se non dentro l’area stabilita dalla nazione che effettua il blocco, area che deve essere(ed era) resa nota ai naviganti. Se poi l’equipaggio esercita una resistenza ai controlli fatti in presenza delle condizioni suddette scatta automaticamente, in caso di risposta “attiva” (l’uso di spranghe, tubi, bulloni per opporsi al controllo ecc. rientra tra questi casi, da un punto di vista giuridico), scatta il diritto all’autodifesa dei militari, che qui sicuramente hanno avuto la mano pesante, ma che non stavano compiendo, ex lege, alcuna violazione. Se poi abbiano ecceduto, come le prove lasciano supporre, saranno soggetti alla legge penale militare israeliana ed alla Commissione di inchiesta con membri internazionali (al di sopra di ogni sospetto, mi pare) nominata dal governo di Gerusalemme. Una semplice ricerca sui siti israeliani (certo, di parte, ma aspetto smentite) dimostra che sinora sono state consegnate più di 30.000 tonnellate di aiuti umanitari a gaza da parte dell’organizzazione israeliana che gestisce il flusso di materiali. La marina israeliana effettua il blocco per garantire che, tra gli aiuti, non ci siano armi e soprattutto ordigni di guida per missili, che rappresentano il vero incubo di Israele.
    Perchè? per due motivi; il primo è che sul territorio israeliano sono piovuti da Gaza oltre 4.000 razzi, in maggioranza non guidati (un semplice calcolo potrà far capire che, fatte le debite proporzioni, è come se sul nostro paese ne fossero caduti poco più di 30.000) che costringono una bella fetta del paese a vivere una vita fatta di allarmi aerei e corse nei rifugi. Il secondo, in prospettiva ben più drammatico, è che se Hamas venisse in possesso di congegni di guida per razzi atti a migliorarne la precisione potrebbe passare da una campagna di tipo terroristico ad una di tipo strategico, andando a mirare e colpire la centrale nucleare di Dimona, situata nel deserto del Negev e, almeno per ora, poco fuori dalla portata dei razzi palestinesi. Lascio immaginare le conseguenze per la popolazione israeliana ma, si badi bene, non solo per quella, perchè basta andare sui siti meteo internazionali per vedere che i venti, nell’area, spirano in varie direzioni ed investirebbero anche la stessa Gaza. Non mi pare, tuttavia, che questo problema abbia tarpato le ali di Hamas; quanto a questa organizzazione, che secondo il suo parere è “nata con l’aiuto di Israele” (io direi che Israele ha semplicemente alimentato il conflitto interno con Fatah perchè “divide et impera” è vecchio come il mondo) ha sempre dichiarato che punta alla distruzione di Israele ed alla creazione di uno stato palestinese nell’area. Ora, se qualcuno volesse distruggere il mio paese per gli stessi motivi io credo che qualunque persona di buon senso si opporrebbe a questo con tutte le forze, inclusa quella militare. Il diritto alla sopravvivenza (che sia ben chiaro, hanno anche i palestinesi di ogni colore politico) è sacrosanto e non negoziabile. Piuttosto sarebbe interessante sapere come mai, durante il breve conflitto nel sud del Libano del 2006, Hamas ha messo in campo armamenti (missili anticarro russi e cinesi, apparecchiature per decrittare il traffico radio dell’esercito di Israele, droni pilotati di produzione iraniana, missili antinave che hanno colpito la corvetta israeliana Hanit) degni di un esercito occidentale. Come spiegare la realtà di un popolo alla fame i cui paladini si presentano in combattimento con armi degne di una superpotenza? Se qualcuno vuole togliersi lo sfizio basta digitare un qualsiasi motore di ricerca per trovare fiumi di materiale di tutte le fonti!. Chi paga? con quali soldi? perchè la dirigenza palestinese non fa chiarezza sulla destinazione dei fondi che riceve? perchè se anche noi europei stanziamo fondi per gli aiuti umanitari non possiamo sapere che cosa e da chi viene comprato con quei soldi? perchè si richiede chiarezza a Gerusalemme e si passa sotto silenzio ogni sopruso dei vertici palestinesi? perchè nessuno, salvo gli autori israeliani, ha protestato con Hamas che ha impedito alla Croce Rossa di vedere il soldato prigioniero da anni?.
    attendo una risposta, se vorrà
    nel frattempo la saluto e la ringrazio se mi pubblicherà
    Antonio

  • raoul

    Da qualche anno a questa parte guardo con occhio critico tutti coloro che difendono i palestinesi attaccando gli israeliani.
    io sono del parere che i palestinesi dovrebbero essere difesi non dagli israeliani, ma dal governo e dai militari israeliani,cosi come dovrebbero essere difesi dai leader plestinesi, che si sono mostrati a piu’ riprese fanatici antisemiti e religiosi ottusi e stupidi.
    i migliori amici dei palestinesi non sono coloro che accettano supinamente e senza discutere tutto cio’ che viene dal mondo arabo.
    Ci sono israeiliani (una minoranza) che operano a favore dei palestinesi,e contro il governo israeliano, rischiando la vita e la galera- mi riferisco ai pacifisti e libertari israeliani
    che lottano da anni contro il muro.
    Bisogna essere a favore dei palestinesi, ma non dimenticare mai e gli amici dei palestinesi,delle donne,dei bambini,spesso non sono coloro che sono al potere,e che lo esercitano senza ” veli”.
    ma uomini e donne che stanno al dil la’ del muro, e che non fanno sconti al potere,sia esso militare,politico e religioso.
    raoul

  • alessio spedale

    pensavo che foste più contro israele , ma cmq voi siete simpatizzanti dei talebani per caso?

  • giuliana

    @Alessandro in genere le accuse che mi sono state rivolte era opposte ti invito a leggere i mei libri come La schiavitù del velo, Alla scuola dei taleban e Il prezzo del velo
    g.

  • giuliana

    @ Chaiim la tua lettera si spiega da sè, ma come ti permetti? Io lettere così non le pubblicherò più quindi eviti di scriverle e di accusarmi di censura, io non ho paura di chi non la pensa come me ma non apprezzo le invettive
    g.

  • giuliana

    @ Patrick mi dispiace ma non accetto che mi venda dettato quello che devo scrivere, scrivo quello che penso e forse non sono stata chiara o lei non ha capito, perché non mi conosce, con un po’ più di attenzione forse lo scoprirà

  • Paolo1984

    Condivido molto il commento di raoul

  • Fiorino

    @ caterina
    Hamas è stato eletto democraticamente certo, ma nessuno ti oblliga a sostenerlo e andare in manifestazioni dove si inneggia ad hamas, oppure tu stessa trovi il suo progetto di società interessante? In democrazia c’è la libertà di espressione per cui è lecito criticare chi si fa difensore solo dei popoli oppressi quando c’è di mezzo Israele, perché a questo punto per te quello che conta è l’identità dell’oppressore, non l’opressione in se. Figuriamoci se devo organizzare sostegno ai curdi o dimostrare di averlo fatto per notare questa ipocrisia. Queste sono per me manifestazioni strumentali ipocrite, e che diventeranno presto solo islamiche a tal punto che qui in Francia persino una parte della sinsitra si è staccata dal corteo per non essere fotografata con integralisti islamici antisemiti, omofobi e anti-femministi.
    Ciao

  • Fiorino

    @ giuliana
    Lei conosce bene la Francia e dovrebbe sapere che queste manifestazioni e organizzazioni pro-palestinesi se non cambiano di un centimetro la situazione in Palestina sono il punto di incontro di nuove battaglie politiche “qui” e spesso battaglie contro la laicità, a favore dell’islam come rifugio verso una società “corrotta e perversa”, sono diventate un modo per contarsi. Infatti la maggior mobilizzazione qui in Francia non viene dalla sinsitra ma dalle moschee ma per giochi di potere qui (anche tra stessi musulmani) secondo me rischiate di infilarvi in un vicolo cieco, nonostante non metta in dubbio le sue buone intenzioni (la credo militante sincera per la laicità contrariamente ad altri solo anticlericali ma filoislamici)
    Saluti

  • giuliana

    @ fiorino, rischiate chi?
    giuliana

  • Fiorino

    @ giuliana
    Voi che sostenete i movimenti pro-palestinesi con pochi se e con pochi ma per ragioni ideologiche perché non si vede la stessa mobilitazione per altri popoli (tipo i curdi che rischiano veramente di scomparire linguisticamente). Io non sostengo questi movimenti perché oltre a non cambiare la situazione là (ma non è il loro scopo) sostengono teorie pericolose qui, identitarie e religiose che non hanno nulla a che vedere con i valori laici della sinistra (sempre che li abbia ancora) e si fanno sempre più strada tra i giovani musulmani. Una volta la sinistra trasmetteva agli immigrati e ai loro figli, oggi in pieno terremoto ideologico assorbe.