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Quinto Stato

14 novembre: la scuola si muove

All’estero, lontano dalle piazze che torneranno a riempirsi già da oggi a Roma, con gli studenti che occupano sette scuole a Ostia e altri che sfileranno nel IV municipio, il ministro dell’Istruzione Francesco Profumo ha confermato che il governo sosterrà un emendamento abrogativo sull’aumento di sei ore dell’orario di lavoro dei docenti. La notizia era stata anticipata nel dibattito sulla legge di stabilità dal sotto-segretario Marco Rossi Doria. «Ora si tratta di trovare 182,9 milioni di euro – ha detto – per onorare la spending review che è legge dello Stato».

Questa la ragione per cui i sindacati della scuola hanno confermato due giorni di sciopero. Inizieranno i Cobas, Unicobas e il Sisa, ai quali si è aggiunta nelle ultime ore anche la Flc-Cgil, che sfileranno insieme agli studenti mercoledì 14 novembre, il giorno dello sciopero generale in Portogallo, Spagna e Grecia. La Cgil ha dichiarata 4 ore di sciopero generale.

Gli studenti hanno annunciato cortei a Torino, Palermo, Roma, Pisa e Cagliari e in città come Bologna. In rete gira un appello dove due studenti anonimi, un ragazzo e una ragazza, dichiarano: «Sono uno, nessuno e centomila. Ho mille facce, ma rappresento una sola condizione». Quella di una precarietà amplificata dal taglio all’istruzione e al welfare, la ricetta adottata in ossequio delle politiche dell’austerità contro la crisi del debito sovrano.

Per i sindacati è invece inderogabile una discussione sul rinnovo del contratto e il blocco degli scatti di anzianità dei docenti che il governo non intende affrontare per il momento. Per una strana coincidenza temporale, la data del 14 coincide con il termine della discussione parlamentare sulle 24 ore settimanali.

“Per la scuola – sottolinea l’Usb – il contratto nazionale violato e bloccato, addirittura scatti di anzianità e vacanza contrattuale, posti di lavoro del personale Ata e docenti, scuole finite negli accorpamenti;  con il precariato si è fatto assistenzialismo; la scuola è pronta a nuove assunzioni attraverso il concorso”. 

E a tutto questo scempio si aggiunge la legge Aprea-Ghizzoni – aggiunge il leader dei Cobas Piero Bernocchi – passo decisivo per l’aziendalizzazione della scuola, l’eliminazione degli organi collegiali, la vittoria della scuola-quiz e della gestione della didattica da parte di aziende e imprese a fini di profitto“. 

Il 14 novembre sarà anche la giornata di mobilitazione indetta dalla CES, Confederazione europea dei sindacati, dal titolo: “Per il lavoro e la solidarietà contro l’austerità”.

Fino a venerdì 24 novembre, giorno dello sciopero generale indetto da tutti i sindacati della scuola, si moltiplicheranno sit-in e occupazioni in tutte le scuole. Restando alla fitta agenda dei prossimi giorni, domani a Roma è prevista una manifestazione contro la legge ex Aprea. Un corteo partirà da piazza Cinecittà fino a largo Appio Claudio. Venerdì un corteo arriverà nei pressi del ministero dell’Istruzione a Trastevere. Sabato è stata indetta una manifestazione dal Coordinamento Scuole di Roma, si prevede la partecipazione di 3 mila insegnanti. Sul fronte universitario prosegue la mobilitazione contro la drastica riduzione dei posti alloggio nelle residenze universitarie.

Un movimento che continua sotto traccia e si è manifestato ieri a Roma dove un centinaio di studenti, tra i quali alcuni disabili, hanno occupato la storica casa dello studente in via De Lollis. La situazione degli alloggi per i fuorisede a Roma è drammatica. Nello studentato di Ponte di Nona una stanza viene affittata a 380 euro, quanto una stanza in un appartamento nella zona Nord della Capitale. Per i tagli al diritto allo studio sono numerosi gli studenti che, pur idonei, quest’anno non hanno trovato una stanza, mentre il 20% delle stanze viene affittato a studenti che non hanno diritto.

“Vorremmo sapere a che titolo e per quale motivo la residenza di Ponte di Nona è stata dismessa, visto che al suo interno vengono affittati a prezzi di mercato i posti alloggio; ed inoltre, vorremmo sapere come mai lo studentato Nora Federici, in zona Mandrione, dichiarato inagibile, ospita attualmente e fino a data da destinarsi, 25 studenti laureandi. Ci chiediamo quindi quale sia la reale condizione strutturale dello stabile” – dichiara Martina, studentessa borsista di De Lollis –

Il 7 novembre alle 14 è scaduto il termine per la consegna delle domande al maxi-concorso per la scuola. Dati ancora ufficiosi sostengono che, contro le previsioni del Miur, il numero delle domande abbia superato le 300 mila. Per le 11.542 cattedre bandite dal primo concorso dopo 13 anni, ci saranno 25 candidati. Un record nella storia repubblicana.