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FranciaEuropa

14 luglio, polemiche

Quest’anno, la tradizionale sfilata militare del 14 luglio, in ricordo della festa della Federazione del 1790 che simbolizza l’unità della nazione, è stato un momento di lutto, più che di celebrazione. 5 soldati francesi erano appena stati uccisi in Afghanistan, mentre un altro militare è deceduto subito dopo (sono già 17 ad aver perso la vita dall’inizio dell’anno in questa operazione militare che dura da dieci anni, che ha già fatto 70 morti tra i soldati francesi). Sarkozy, che avrebbe voluto veder sfilare quest’anno  sui Champs Elysées i rappresentanti del Cnt libico, cioè avrebbe voluto che il 14 luglio segnasse la fine dell’intervento in Libia, che ormai dura da quattro mesi, è stato invece obbligato a dedicare la sfilata ai militari francesi morti in Afghanistan. I francesi hanno comunque deciso i tempi del ritiro dall’Afghanistan: di qui a fine 2013 tutti i 4mila militari oggi presenti saranno tornati a casa.

Il 14 luglio ha generato quest’anno anche molti nervosismi, dovuti alla campagna elettorale già in corso per le presidenziali del 2012. L’ex magistrata della “mani pulite” francese Eva Joly, che ha vinto le primarie di Europa Ecologia-I Verdi, sconfiggendo l’animatore tv Nicolas Hulot, ha proposto di sostituire la sfilata militare con una “sfilata di cittadini” (del resto, questa ha già avuto luogo il 14, gli “indignati” si sono ritrovati alla Bastiglia per “denunciare un’oligarchia economica e politica che rifiuta di dividere la torta”). Oggi, il primo ministro François Fillon, ha attaccato Eva Joly sulla questione, che purtroppo si annuncia centrale nella battaglia delle presidenziali, dell’ “identità nazionale”: per Fillon, Eva Joly, che è di origine norvegese, “non ha una cultura anziana dei valori francesi”. Cioè, non è una “vera francese” nell’accezione che ne dà la destra. La corrente della “destra popolare”, che sta a destra di Sarkozy, aveva del resto pensato bene di festeggiare il 14 luglio con un aperitivo “salame- vino” all’Assemblea. Questo tipo di iniziative “saucisson-pinard” sono nate all’estrema destra per dimostrare che i “veri francesi” bevono vino rosso e mangiano salame, mentre gli altri – sottinteso i musulmani – sono estranei alle tradizioni del paese. Adesso, questo tipo di iniziative stile Lega vengono ormai legittimate dal partito di maggioranza e possono svolgersi nei saloni istituzionali dell’Assemblea.

  • Valter Di Nunzio

    E’ il solito problema della identità: c’è sempre qualcuno più a Nord, qualcuno più bianco e quando lo si trova si dice che però “non è del posto”, quindi “non mangia quello che mangiamo noi”. Il tramonto culturale e demografico dell’Europa è costellato di questi casi comici. Eppure, a tutt’oggi, il peso economico dell’Unione nel Mondo imporrebbe una ben diversa percezione della resposabilità delle classi dirigenti verso il futuro, grande assente del dibattito mediatico-politico.

  • carlo

    Mi chiedo se Anna Maria Merlo abbia mai paragonato la gravità del fatto che a fronte di un’Assemblea francese che mangia salame e beve vino, senza per questo imporlo ad altri, rispetto al fatto che lei stessa non potrebbe andare a vivere in un paese islamico senza dover indossare un velo ogni volta che esce di casa o qualcuno bussa alla porta.
    Quanto agli atteggiamenti di altre Assemblee Parlamentari in giro per il mondo forse dovrebbe ricordare che la sharia viene imposta anche ai non-musulmani. E non si tratta di questioni alimentari.

    Per questo motivo penso che anche Di Nunzio dovrebbe togliere la trave dal suo occhio prima di sentenziare sui comportamenti dei non islamici a casa loro !