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Rovesci d'Arte

Teste mozzate al museo. La Francia le riconsegna al padrone

Musei con resti umani esposti come materiale culturale e scientifico. Non è una cosa tanto strana, è da secoli che l’idea di un «corpo colonizzato» scatena fantasie e attenzioni morbose, permette di allestire zoo umani erranti e vince sul minore «appeal» dei reperti storici e non organici. Adesso però la Francia ha scelto una via etica. E martedì prossimo, l’Assemblea nazionale voterà per il «rientro» in Nuova Zelanda delle teste maori conservate nei musei del paese. Non si tratta di maschere rituali, ma di veri pezzi di cadaveri, scalpi e volti che assumevano un’importanza particolare grazie alla bellezza dei loro tatuaggi. I guerrieri di alto rango maori erano soliti incidere sulla pelle del loro viso i segni del coraggio. E questo fece sì che fin dal Seicento molti europei prendessero degli schiavi, li tatuassero e poi li decapitassero per mostrare il prezioso reperto «in patria», ai Gabinet de curiosité o alle fiere di piazza. Il commercio raggiunse una tale diffusione che il governo inglese si vide costretto a condannare questa pratica e, nel 1831, il governatore Darling, del Nuovo Galles Meridionale, vietò ai marinai che arrivavano a Sidney dalla Nuova Zelanda di trasportare quei macabri trofei.
E’ dal 1980 che la Nuova Zelanda ha iniziato una campagna per la restituzione dei resti dei suoi principi di un tempo e fino a oggi è riuscita a farne tornare indietro 322 su 500. Nel 1987 il Tribunale francese bocciò il ricorso ma ora sembra invece che il dibattito abbia preso una direzione diversa e anche le sette teste conservate al Quai du Branly, il bellissimo museo demo-etnologico di Jean Nouvel inaugurato a Parigi nel 2006. Rimane per tutti la domanda fondamentale, aperta più che mai: una faccia in (ex) carne e ossa, può essere materiale artistico oltre che scientifico?

  • ivo bonacorsi

    …basta andare al Musée d’Orsay a vedere la mostra Crime et Chatiment e vedere come pubblico e curatori sguazzano nel “gore” per avere la risposta!